Recensioni

Wargames, un viaggio nel tempo


Visto con Sara, 9 anni, e Emma, 6 anni

Wargames, un viaggio nel tempo

Un film che mostra alle nuove generazioni com'è cambiato il mondo e la tecnologia attraverso un “innocente” gioco di ragazzi

di Paolo Paglianti 5/06/2014

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2014/06/wargames1.jpg

C’era ancora il muro di Berlino, il Presidente degli Stati Uniti parlava di “Impero del male” riferendosi all’URSS e molti, quasi tutti, erano convinti che le bombe atomiche sarebbero arrivate, prima o poi. Il mondo era molto diverso da quello di oggi, ai tempi di Wargames: classe 1983, racconta di due ragazzini che con il loro PC cercano di “entrare” in una software house di videogame e invece finiscono invece per violare il computer centrale del NORAD, il sistema di difesa americano. Pensando di provare un videogame, sfidano il cervellone semi-intelligente a una partita a “Guerra Termonucleare Globale”: il computer, però, non sa distinguere bene tra realtà e finzione, e decide di prendere le redini della difesa americana e si prepara per scatenare la Terza Guerra Mondiale.
Io e mia moglie abbiamo deciso di mostrare alle nostre figlie i “grandi classici” degli anni ’80 e ’90, i film che in un modo o nell’altro sono stati i punti di riferimento della nostra adolescenza. E naturalmente siamo partiti da Wargames.
Sara, di nove anni, si è appassionata subito alla loro storia, immedesimandosi nella giovane coppia che “giocando con il computer” rischia di combinare un gran bel pasticcio. Le abbiamo dovuto spiegare che trent’anni fa il mondo era ben diverso, e vivevamo tutti sotto la minaccia costante di una guerra globale atomica: solo per questo, vale la pena vedere Wargames con i vostri figli. Senza terrorizzarli quanto farebbe un The Day After (uscito nello stesso anno), racconta di un periodo non troppo lontano (e che, come mostrano gli avvenimenti recenti in Ucraina, non è detto che sia sparito per sempre) in cui la vita era costantemente segnata dal rischio di finire vaporizzati per decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza.
Sebbene la trama del film non sia affatto banale, Sara è riuscita a seguire le sue evoluzioni fino alla conclusione, in cui il protagonista riesce a convincere il mega computer dell’inutilità della guerra atomica, che nessuno può combattere e sperare di vincere. L’unica parte in cui è necessario mettere in pausa e spiegare cosa sta succedendo è l’antefatto in cui viene spiegato perché il NORAD decide di automatizzare la risposta atomica.
Dopo il film, abbiamo chiacchierato un po’ anche di come è cambiata la tecnologia: le abbiamo spiegato che Internet (che oramai usiamo abbastanza spesso in casa, per ricerche scolastiche o per puro divertimento esplorativo) è nato proprio nel periodo in cui è ambientato il film. Ha un po’ sorriso pensando alla “voce del computer” (conosce bene la soave voce di SIRI del nostro iPhone) e all’accoppiatore acustico con la cornetta al posto del moderno modem wireless, oppure al computer con la tastiera e la grafica antidiluviana, antenato dell’iPad che usa praticamente tutti i giorni. Ed è rimasta molto colpita dal fatto che il suo papà passava pomeriggi interi a giocare a videogame con una “grafica” precolombiana come Galaga!

 

Vai alla scheda Cinema
Vai alla scheda Home Video

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento