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Wallace & Gromit, un coniglio mannaro tutto da ridere!


Visto con Riccardo, 8 anni e Letizia, 3 anni

Wallace & Gromit, un coniglio mannaro tutto da ridere!

Un omaggio in chiave comica ai cult movie dell'horror, con un'impareggiabile cura per i dettagli e per le scene d'azione

di Demis Biscaro 10/11/2014

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Wallace e Gromit questa volta hanno trovato la professione perfetta: in occasione del Concorso di Verdura Gigante hanno costituito la Anti-Pesto, una società per difendere gli orti dagli attacchi dei conigli e di tutti gli animali che potrebbero danneggiare le verdure in competizione. Grazie ai loro ingegnosi macchinari i due amici sono riusciti anche a liberare la vasta tenuta di Lady Campanula Tottington con grande disappunto del suo spasimante, Lord Victor Quatermaine, che avrebbe voluto sparare a vista ai quadrupedi. Una notte di luna piena però una terribile bestia prende a devastare le coltivazioni di tutto il vicinato, nonostante i sofisticati sistemi di allarme. Da dove è uscito questo mostro? E come faranno Wallace e Gromit a impedirgli di divorare i preziosi vegetali?
Premiato agli Oscar 2006 come miglior film di animazione, “La maledizione del coniglio mannaro” riprende le atmosfere dense di mistero dei cortometraggi “I pantaloni sbagliati” e “Una tosatura perfetta”, con cui condivide anche il tema musicale e l’esibizione dei cervellotici dispositivi di Wallace, contaminandole con svariati riferimenti ai classici dell’horror, come “Un lupo mannaro americano a Londra”, “King Kong” e “Il dottor Jekyll e Mr Hyde” di Ian Fleming. Il tutto messo in scena con un gusto per l’ironia e il nonsense esemplari. La fissazione anglosassone per i concorsi agricoli, il millenarismo apocalittico di matrice religiosa ma anche la cieca fiducia nella tecnologia e l’ambientalismo più naif finiscono sotto la lente deformante di Nick Park e compagni, che trasformano ingenuità e idiosincrasie in altrettante situazioni di irresistibile comicità. Tanto che il messaggio di fondo sembra essere “Rispettate la natura e gli animali in particolar modo, ma non diventate dei fanatici perché non c’è niente di più ridicolo del fanatismo“. Numerosi i doppi sensi arguti disseminati qui e là a beneficio degli adulti mentre non manca qualche brivido per i più piccoli, frutto di una regia esperta che gioca con i trucchi del cinema di genere (inquadrature raso terra o alle spalle, illuminazione dal basso, ecc.) per amplificare l’effetto suspense di molte scene.
Come nella migliore tradizione Aardman, i dettagli sono estremamente curati e le scene dinamiche funzionano con la perfezione di un meccanismo a orologeria: su tutte un indimenticabile inseguimento in volo tra Gromit e il cane di Victor, su due aeroplanini da giostra. Inoltre l’uso della plastilina restituisce ai personaggi una concretezza e una familiarità che che i disegni tradizionali e le moderne tecniche digitali difficilmente riescono a comunicare.
I miei figli, che sono grandi fan di un’altra creatura della Aardman, la pecora Shaun, hanno riso tantissimo durante tutta la durata del film, sia per le buffe espressioni dei personaggi, sia per le invenzioni, ingegnose ma sempre un po’ strampalate, di Wallace. Letizia poi si è innamorata di Gromit, che ha trovato così deliziosamente servizievole da esclamare: “Anch’io voglio avere un cagnolino come lui che mi prepara tutto!”. E chi non lo vorrebbe?
“La maledizione del coniglio mannaro” è un film spaventosamente divertente ed è certamente il candidato ideale per una serata di Halloween in famiglia!

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