Recensioni

Viaggio allucinante, tra guerra fredda e fantabiologia d’annata


Visto con Riccardo, 5 anni

Viaggio allucinante, tra guerra fredda e fantabiologia d’annata

Un pop-corn movie per tutte le età, pretenzioso e dal ritmo sonnolento, ma con effetti speciali tuttora apprezzabili

di Demis Biscaro 11/10/2012

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Stati Uniti ed Unione Sovietica si contendono il primato nella realizzazione del processo perfetto di miniaturizzazione ma solo uno scienziato est-europeo, il prof. Benes, ha le conoscenze necessarie per completare con successo il progetto. Con l’appoggio della CIA Benes riesce a fuggire in America ma cade in coma a seguito di un agguato dei sovietici: l’unica possibilità di salvarlo è di iniettare all’interno del suo corpo un sommergibile miniaturizzato, il Proteus, con un equipaggio medico e militare capace di guidare il veicolo fino all’ematoma e di eliminarlo con un laser. A causa della tecnologia imperfetta l’equipe avrà però solo un’ora di tempo prima di ritornare alle dimensioni originali…
Visto a quasi 50 anni dalla sua uscita nelle sale, Viaggio allucinante mette bene in mostra tutte le sue rughe, rivelandosi straordinariamente privo di ritmo e dispiegando una serie di incongruenze scientifiche su cui non vale neanche la pena di soffermarsi. Purtroppo ha pure la pretesa di prendersi tremendamente sul serio (gli sproloqui “lirici” del dr Duval su Dio e Natura pronunciati con piglio messianico da Arthur Kennedy sono talmente naif da far quasi tenerezza) e a poco serve l’esilissima venatura ironica di Stephen Boyd e l’invisibile presenza di una Raquel Welch ancora vestita di tutto punto e lontana dagli onori dei rotocalchi (Un milione di anni fa sarebbe uscito solo di lí a qualche mese). A sostenere il film ci pensano per fortuna una buona colonna sonora e degli effetti speciali di tutto rispetto (premiati con l’Oscar nel 1967) che col passare degli anni hanno assunto un sapore vintage per nulla sgradevole.
Riccardo ha seguito agevolmente tutta la storia (a parte lo scontro a fuoco iniziale le cui ragioni si comprendono solo estrapolando frammenti di informazione dai dialoghi nella mezz’ora successiva) e c’è stata anche l’occasione per fare due chiacchiere su coma, ibernazione e considerazione sulla scala di alcune componenti del corpo umano (globuli bianchi, globuli rossi, diametro delle vene, ecc.). Man mano che il Proteus procedeva nel suo viaggio abbiamo commentato insieme l’aspetto dei vari apparati organici e nel finale ci siamo goduti con infantile senso del macabro la scena culto in cui il cattivone viene assimilato con tutto il sommergibile da un globulo bianco! A Riccardo, che ormai ha subito irrimediabilmente l’imprinting degli anime di Go Nagai, è piaciuto molto anche il fucile laser con cui il medico neutralizza il coagulo di sangue nel cervello di Banes.
Insomma, dopo mezzo secolo, che resta di Viaggio allucinante? Poco piú di niente, un pop-corn movie d’annata (e infatti noi l’abbiamo guardato con gran lavorio di mascelle!) ideale per un’afosa serata di mezza estate.

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