Recensioni

Viaggio al centro della Terra 3D, discesa nel nulla


Visto con Riccardo, 9 anni

Viaggio al centro della Terra 3D, discesa nel nulla

Una sequenza di avventure senza costrutto, assemblate per fare da supporto a una serie di effetti 3D da parco dei divertimenti

di Demis Biscaro 13/12/2015

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2015/12/viaggio-al-centro-della-terra-3d-carrelli-miniera.jpg

La fantascienza è per sua natura una creatura ibrida, che muovendo dal sapere condiviso di un’epoca punta a scavalcarlo e a proiettarsi oltre il limite di ciò che è scientificamente ammesso. Il suo fascino sta proprio in questo tentativo di esplorare la dimensione del possibile e poco importa che spesso la direzione non sia quella giusta: ciò che conta è spingere sempre più in là la linea dell’orizzonte e vedere cosa succede. Verne in questo era maestro e se pure si prendeva delle deroghe dalle conoscenze del suo tempo lo faceva per accrescere il fascino delle sue visioni.

La prima trasposizione cinematografica di Viaggio al centro della Terra nella sostanza era rimasta fedele a questo presupposto, pur variando i contenuti specifici del romanzo e filtrandoli attraverso la sensibilità hollywoodiana di fine anni ’50. Il film del 2008 invece perde completamente la bussola, spostando l’ambientazione ai nostri giorni ma mantenendo ferme le conoscenze sulla struttura interna della Terra a quelle di metà ’800, scelta di per sé completamente insensata.

Protagonista è Trevor Anderson un vulcanologo emotivamente segnato dalla perdita del fratello Max, avvenuta dieci anni prima durante una spedizione in Islanda. Un’insolita attività sismica lo riporta proprio nell’isola nordeuropea, insieme al nipote adolescente Sean e a una biondissima guida del luogo. In poco più di una settimana i tre faranno una scampagnata al centro della Terra e ritorno.

Abbandonata qualsiasi suggestione di stampo scientifico, il film si rivela fin da subito poco più di un pretesto per servire al pubblico una serie di sequenze 3D, né più e né meno che in un’attrazione da parco dei divertimenti. I personaggi sono ridotti a macchiette e la sceneggiatura è una concatenazione arbitraria di avventure senza una specifica consequenzalità, potenziamente ampliabile all’infinito. Tra montagne russe su vecchi carrelli da miniera, scazzottate con piante carnivore giganti e telefonate via cellulare dalle viscere del pianeta, la storia si snoda in una cornice fatta di comicità di grana grossa, siparietti strappalacrime ed eroismo da commedia dell’arte. I colori caramellosi e il proliferare di creature improbabili (gli uccellini blu luminescenti…) potrebbero far pensare a una contaminazione col fantasy, ma in realtà sono solo altri elementi fuori contesto, tanto quanto le battute sessiste tra i due maschi, entrambi smaniosi di accaparrarsi i favori della discinta e sudaticcia (ma sempre con una messa in piega impeccabile!) guida islandese.

Vedere questo film con mio figlio è stata un’inutile perdita di tempo. Durante la prima parte Riccardo si è piuttosto annoiato, tanto che per far passare i minuti facevamo a gara a chi individuava per primo le scene costruite su misura per evidenziare qualche effetto 3D. Nella seconda parte invece la sua attenzione è stata un pochino ravvivata dalla presenza di creature preistoriche e animali fantasiosi (pesci volanti zannuti, T-Rex, ecc.) che hanno solleticato il suo debole per i mostri. Sui titoli di coda abbiamo spento la TV senza troppo rammarico, anzi, da parte mia ero decisamente sollevato di mettere fine a uno dei peggiori film per famiglie che mi sia capitato di vedere.

Vai alla scheda Cinema

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento