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Ufo Robot Gattaiger, l’antenato di Goldrake


Visto con Riccardo, 8 anni

Ufo Robot Gattaiger, l’antenato di Goldrake

Il film che ha ispirato la serie Ufo Robot Goldrake presenta già le caratteristiche salienti dell'anime ma con un mecha design del disco e del robot molto meno affascinante

di Demis Biscaro 2/12/2014

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Uchu Enban Daisenso (questo il titolo originale) si apre con la fuga nello spazio di Duke Fleed, principe del pianeta Fleed, dalle truppe di Yabarn. Grazie alle potenti armi del suo disco Gattaiger, Duke Fleed riesce a far perdere le sue tracce e a rifugiarsi sulla Terra, dove viene accolto come un figlio dallo scienziato Genzo Umon. Cinque anni dopo, conosciuto da tutti col nome di Daisuke Umon, lo troviamo al lavoro nella fattoria di Danbei Makino, un uomo col pallino degli ufo, insieme a Goro e Hikaru, entrambi figli di Danbei. Purtroppo però Telonna, principessa di Yabarn e sua spasimante, riesce a rintracciarlo ma dopo un iniziale riavvicinamento Duke realizza che tra loro non può esserci un futuro insieme dal momento che re Yabarn, padre di Telonna, ha messo a ferro e fuoco il suo pianeta natale. Anzi Duke tornerà ai comandi del Gattaiger per difendere la Terra, che ama come una nuova casa, dall’attacco dei dischi di Yabarn.
Proiettato nei cinema giapponesi nel luglio del 1975, il film ha fornito a Go Nagai e allo staff della Toei Animation il punto di partenza per elaborare Ufo Robot Grendizer (in Italia Ufo Robot Goldrake), terzo tassello della saga classica dei Mazinga. Non solo buona parte dei nomi originali dei personaggi coincidono, ma anche le dinamiche dei loro rapporti personali sono le stesse che verranno riproposte nell’anime televisivo. Addirittura la storia d’amore tra Actarus e Rubina, figlia di re Vega (alter ego di re Yabarn), messa in scena negli ultimi episodi di Goldrake ricalca puntualmente quella tra Duke Fleed e Telonna ed è stata ispirata a Go Nagai dal dramma shakespeariano di Romeo e Giulietta. Ciò che cambia invece è l’aspetto fisico di alcuni personaggi: Hikaru/Venusia ha qualche anno in più della Hikaru di Ufo Robot Gattaiger, Genzo Umon/Procton è un personaggio piú ordinato di quanto non lo sia il suo trasandato predecessore (che ricorda da vicino il professor Saotome di Getta Robot) e così pure Actarus ha un look decisamente più cool dell’originale Duke Fleed, più simile invece a Ryoma Nagare, il pilota del primo mezzo della squadra Getta. Daisuke inoltre dà prova di una personalità molto meno riflessiva e misurata del futuro Actarus e in certi slanci irruenti ricorda il giovane Koji Kabuto. La differenza più notevole è nell’aspetto fisico del padre di Hikaru che viene rinominato Danbei Makiba (Rigel, nella versione italiana) e trasformato in una macchietta comica dall’aspetto ridicolo, molto simile a un personaggio già apparso in Cutie Honey, un altro manga ideato da Nagai.
Ma ciò che salta piú agli occhi è la differenza nel mecha design dei mezzi da combattimento, curato da Dan Kobayashi dal momento che i produttori avevano scartato le proposte Nagai. Gattaiger (che in giapponese significa “unione”) e il robot Roboizer in esso contenuto non hanno un briciolo del fascino di Goldrake e del suo Spacer, Roboizer non ha nessuna arma e combatte in modo piuttosto rozzo servendosi solo di calci e pugni. La livrea di Duke Fleed inoltre ricalca a grandi linee quella di Actarus ma l’abbinamento di colori poco vivaci ne smorza di molto l’impatto visivo.
In ogni caso il film risulta convincente per lo stesso motivo che determinerà di lí a qualche mese il successo dell’anime ovvero perché alternando alle classiche battaglie da super robot momenti più riflessivi riesce a dare un nuovo spazio alle dinamiche sentimentali tra i personaggi e a far emergere temi di grande importanza, come l’antimilitarismo, l’ambientalismo (Duke Fleed e la stessa Telonna sono incantati dalla bellezza della Terra) e la pericolosità delle armi nucleari, tanto che l’arma più terribile della flotta di Yabarn è un dispositivo capace di far esplodere contemporaneamente tutti gli arsenali atomici della Terra.
Durante la visione del film con mio figlio ci siamo divertiti a trovare analogie e differenze con la serie TV e nel complesso Riccardo è rimasto affascinato da quello che per lui era nuovo episodio di Goldrake con una diversa veste grafica. Gli sono piaciuti molto i dischi di Yabarn che si trasformavano in drago e carroarmato ma si è innamorato soprattutto di quelli a forma di pesce, che avevano un look più aggressivo dei miniufo di Vega. Grande delusione invece per il Gattaiger e soprattutto per Roboizer accolto con un impietoso: “Ma fa ridere!”. Avendo già visto la serie TV il finale non ha rappresentato per lui una sorpresa e ha confermato una volta di piú la valenza cristologica della figura di Duke Fleed, tanto che alzando gli occhi al cielo resta la speranza di vedere un giorno tra le nuvole il riflesso metallico di quel disco, ritornato finalmente sulla Terra dopo un lunghissimo viaggio nello spazio.

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