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Trilli, la nuova Campanellino


Visto con Visto con Sara, 8 anni, e Emma, 4 anni

Trilli, la nuova Campanellino

Trilli incontra la sorella gemella nel cuore dell'inverno

di Paolo Paglianti 26/11/2012

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Definire Trilli uno spin-off di Peter Pan è un po’ riduttivo: la fatina che un tempo si chiamava Campanellino ha conquistato persino una stella sulla Walk of Fame di Hollywood (sono solo sei i personaggi Disney ad aver ricevuto questo onore). E con Il segreto delle ali, arriva al quarto film (su cinque previsti) in cui è protagonista assoluta – Peter Pan è addirittura assente!

Trilli e le sue amiche fatine non devono combattere contro alligatori e pirati come nella fiaba originale, ma lavorano sodo per far arrivare le stagioni nelle terre degli uomini. Ogni fatina ha un compito: c’è chi si occupa del vento, chi dei fiori e chi degli animali. Trilli è invece una “Tuttofare”: ha un talento naturale per utilizzare gli “oggetti smarriti” dagli uomini e creare marchingegni utilissimi per le fate, come spruzzatori per dipingere i punti neri sul dorso delle coccinelle o spremi-noci per scoiattoli in fasce. Ed è anche un’esperta nel combinare guai, che puntualmente “ripara” all’ultimo minuto insieme ai suoi inseparabili amici.

Nel primo Trilli si scopre come la fatina sia nata dalla risata di un bambino; nel secondo (Il tesoro perduto) la nostra eroina parte per un viaggio ai confini del mondo per riparare a un disastroso errore; nel terzo (Il grande salvataggio) trova l’amicizia dove era impensabile.

Ne Il segreto delle Ali, Trilli scopre i segreti dell’inverno: c’è un motivo se le fate delle tre stagioni più calde non devono superare la barriera con il mondo ghiacciato, ma Trilli è la solita testarda piena di dispettosa curiosità, il che dà vita alla consueta serie di guai. Il cartone è piaciuto subito alle mie due figlie, che amano questo personaggio dal primo episodio e ogni anno aspettano, verso Natale, il nuovo film delle fatine Disney (ne è previsto ancora uno, per il 2013). Vedere Trilli è un vero e proprio gioco per loro, e durante il film recitano quello che avviene sullo schermo: una delle due impersona la protagonista e l’altra i personaggi incontrati durante l’avventura. Quando in Il segreto delle Ali Trilli incontra la sorella gemella “invernale”, nata dalla medesima risata dello stesso bambino, in casa è scoppiata un’acclamazione da finale di Coppa del Mondo! Due sorelle che imitano due sorelle-fate! Subito sono corse a tirare fuori dall’armadio le ali finte da indossare, sepolte da un anno fra altri giocattoli e, finito il film, hanno chiesto di rivederne subito la parte “clou” per emulare di nuovo le due fatine nella loro lotta contro l’invasione dei ghiacci nella Radura Incantata.

Trilli potrebbe ricordare le WinX o le W.i.t.c.h.: fatine amiche (persino sorelle, alla fine) che affrontano avventure di ogni tipo. Però, in Trilli non ci sono antagonisti veri e propri né mostri, e il livello di violenza è bassissimo, praticamente nullo – una vera perla rara, al giorno d’oggi.

Spesso al cinema i seguiti sono deludenti: Trilli invece mantiene alto il suo fascino in tutti e quattro i film. È quasi più simile a una serie TV, dove le piccole spettatrici ritrovano i personaggi già visti e storie sempre più interessanti. Per questo motivo, sebbene in teoria sia possibile vedere I segreti delle Ali indipendentemente dagli altri, consigliamo di vedere la quadrilogia in ordine di uscita.

Peccato solo per gli extra, che sono un po’ ridotti ai minimi termini, con un brevissimo corto e due video musicali originali in inglese.

 

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