Recensioni

Thor: The Dark World, il Dio del Tuono tra fantasy e saga cosmica


Visto con Valentina, 15 anni

Thor: The Dark World, il Dio del Tuono tra fantasy e saga cosmica

Thor: Dark World non solo è un film riuscito, ma costituisce un passo avanti nel panorama sempre più affollato dei film supereroistici

di Francesco Argento 5/11/2013

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Torna nella sale il Dio del Tuono, o il Mitico Thor che dir si voglia per chi l’ha conosciuto sulle pagine dei fumetti negli anni ’60 e ’70 con i disegni di Jack Kirby e le storie del sorridente Stan Lee. È un film atteso, anzi attesissimo, questo The Dark World, secondo episodio dell’eroe interpretato da Chris Hemsworth. Con i sequel è sempre così. L’attesa è spasmodica, i fan trepidano, e non manca chi “gufa” sulla tenuta del personaggio. Bene, a scanso di equivoci possiamo dire che il film è una scommessa vinta alla grande. Il film sorprende e convince, e chi pensava a qualche cenno di stanchezza del brand supereroistico o alle difficoltà che potevano nascere con il cambio di regia (si passa dallo shakespeariano Kenneth Branagh al televisivo Alan Taylor de Il trono di spade) dovrà ricredersi. Thor: Dark World è un film riuscito, anzi costituisce un passo avanti nel panorama sempre più affollato dei film supereroistici.
La trama vede Thor in lotta per salvare la Terra, Asgard e altri otto reami fantastici da un oscuro e antichissimo nemico. Anche senza Kenneth Branagh gli echi di Shakespeare non mancano. La rivalità tra fratelli, il ruolo difficile e contrastato dei genitori, il tema universale della contrapposizione tra dovere e la lealtà nei confronti della famiglia e soprattutto i tormenti dell’amore, che sia terreno o divino poco importa, sono argomenti che vanno oltre l’avventura e sono una buona base di dialogo tra un papà e una figlia che guardano insieme il film. Riportare l’ordine tra i pianeti è un’impresa complicata anche per il dio biondo che deve confrontarsi con l’infernale e spietato Malekith e la lotta non è solo fisica, ma anche emotiva, scava nell’anima dell’eroe, dei suoi affetti, su tutti quello verso il fratellastro Loki, con il quale dovrà stringere un’alleanza. Se quello con il seducente re dell’inganno sarà un patto leale o meno lo scoprirete nel film. La vicenda è affrontata con un taglio intelligente e spettacolare, grazie anche ai salti ultraterreni tra Londra e Asgard che, per la prima volta, sarà visitata dalla terrestre astrofisica Jane Foster/Natalie Portman che potrà conoscere anche la potenziale suocera Frigga, che ha il volto intenso di Rene Russo. Aldilà della parola “Dark” nel titolo, non mancano l’ironia, le gag indovinate e le battute al vetriolo tra i due fratellastri. Il rapporto tra i due coinvolge molto mia figlia che si trova in (semi)seria difficoltà tra chi eleggere più figo tra i due, segno questo che gli sceneggiatori hanno fatto bene il loro mestiere e, quale ulteriore conferma, possiamo aggiungere anche la simpatia dei personaggi di contorno come lo scienziato Selvig (Stellan Skarsgard) e la bizzarra Darcy, personaggio inedito per i fumetti ma che risulterà sicuramente amatissimo dai e dalle teenager. Vale si diverte e si concentra al tempo stesso e questo susseguirsi di stati d’animo dà l’esatta dimensione di come Thor: The Dark World sia un film ricco, che riesce a conciliare bene l’epica all’intrattenimento, caratteristica questa che costituisce quel passo avanti di cui accennavamo prima. Il filone cinecomic può perdere facilmente il proprio equilibrio narrativo, a volte è facile scivolare nel tetro come nel ridicolo, e questo film dà un ottimo contributo alla causa, ci propone un perfetto esempio di fantasy cosmico, muscolare e romantico al tempo stesso, grazie anche a un cast che non è solo stellare ma convinto e convincente nell’interpretazione. Se Anthony Hopkins/Odino è comunque in grado di recitare alla grande anche senza – letteralmente – un occhio, sia Thor/Hemsworth che Loki/Hiddleston sono sempre più padroni della scena. Hemsworth dopo o grazie all’interpretazione del pilota di F1 James Hunt in Rush è cresciuto ancora (non fisicamente che non ne ha bisogno) mentre Tom Hiddleston è gigione e presuntuoso quanto basta per vestire alla perfezione i panni di Loki. Il film ha un impatto visuale strabiliante, la scena del funerale di non vi rivelerò mai chi è memorabile e, come sottolinea Valentina, ci riporta al suggestivo funerale di Albus Silente in Harry Potter e il Principe Mezzosangue.  L’equilibrio narrativo del film passa anche per una fedeltà al concetto di continuity, ovvero quell’attenzione alla coerenza e la non contraddittorietà nello svolgimento e sviluppo di eventi, situazioni e vite dei personaggi appartenenti a uno stesso universo narrativo; tema tanto caro ai fan dei fumetti Marvel. Il film infatti riparte dagli eventi di Avengers e riprende tutti i filoni, sia romantici che cosmici, del primo Thor.
Tutto ciò crea un’attrazione irresistibile nelle nuove generazioni di spettatori. Valentina aspettava l’uscita del film così come io anni fa aspettavo l’uscita del nuovo albo in edicola ed è pronta a cogliere ogni riferimento ai Vendicatori o al primo film del Dio del Tuono molto più di me. La maturazione di Thor che si prepara a ereditare il potere di Odino sta crescendo di pari passo con quella dei suoi lettori/spettatori. Piano piano ci avviciniamo ad una megaserialità cinematografica e spettacolare, in grado di reggere le critiche degli osservatori più severi, quei fan teenager come mia figlia che alla prima incongruenza o a una realizzazione troppo in economia bocciano in maniera pesante un film, in nome di un orgoglio nerd che oramai nessuno nasconde più.
Thor: The Dark World prova a segnare la rotta di un genere in espansione, un itinerario che deve essere ricco nei contenuti e senza risparmio di mezzi (e magari quindi correggere nei prossimi capitoli quelle piccole ma riconoscibili implausibilità di alcune soluzioni panoramiche di computer grafica). Questi film devono essere in grado di competere con la fantasia, di anticipare quel ”chissà cosa accadrebbe se…” che i ragazzi prima sognavano sulle pagine a quattro colori dei comic books e oggi con questo secondo film di Thor vedono in 3D su uno schermo gigantesco.

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