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Teppei, eccezionale come un bambino


Visto con Riccardo, 8 anni

Teppei, eccezionale come un bambino

Una serie irresistibilmente divertente che nonostante qualche eccesso riserva importanti messaggi per genitori e bambini.

di Demis Biscaro 1/09/2015

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Selvaggio, impetuoso, incontenibile: Teppei Uesugi non è un bambino, è un ciclone! Dopo aver trascorso i suoi primi dodici anni tra i boschi di Meisen aiutando suo padre a cercare un fantomatico tesoro, Teppei vive la sua più grande avventura quando suo zio lo riconduce a Tokyo dalla mamma e dai suoi numerosi fratelli. L’ingresso nella società e in una scuola rinomata non è dei più semplici ma grazie all’attività sportiva presso il club di kendo il piccolo combinaguai imparerà a usare in modo costruttivo le sue inesauribili energie.

A quasi quarant’anni dalla prima trasmissione in Giappone (nel 1977) “Io sono Teppei” è una serie che funziona ancora ottimamente, nonostante un’animazione piuttosto spigolosa, comune a molti anime dell’epoca. Il merito va al carisma del protagonista e a una narrazione avvincente che riesce a gestire abilmente l’arco di crescita del personaggio all’interno di un contesto dominato da una comicità irriverente e a tratti dissacrante, incentrata prevalentemente sul contrasto tra la disarmante ingenuità di Teppei e i maldestri tentativi per spingerlo a rispettare le basilari norme di convivenza civile. Ogni conflitto segna un passo in avanti nella crescita del protagonista e degli spettatori piú piccoli che insieme a lui imparano l’importanza della pazienza, del rispetto degli altri, della capacità di saper aspettare o di mantenere il silenzio, ecc.

Infatti, nonostante il contenuto violento di molte scene (collocate però sempre in un contesto esplicitamente comico) e un linguaggio inquinato di tanto in tanto da qualche sonora parolaccia, “Io sono Teppei” è una serie insospettabilmente educativa, dove la solidarietà, l’attenzione verso i più deboli, l’impegno, l’amicizia e la sincerità sono valori ribaditi con un’efficacia rara nei prodotti di animazione odierni, troppo spesso così politicamente corretti e didascalici da risultare controproducenti.

Sul versante opposto lo spettatore adulto non farà fatica a leggere nel comportamento di Teppei una critica al rigore e al formalismo del sistema educativo giapponese che tenta di imporre ai propri alunni una disciplina talmente estrema da impedire ai ragazzi di esprimere liberamente il proprio genio. A ben vedere Teppei non conosce le buone maniere ma rispetta le altre persone, è irruento ma ha un profondo senso dell’onore e sa ammettere una sconfitta. Però solo gli adulti più attenti riescono a vedere le sue notevoli potenzialità al di là dei suoi modi rozzi. E’ un invito diretto a noi genitori, affinché guardiamo alle sregolatezze dei nostri bimbi con un occhio diverso, meno focalizzato sull’etichetta e più attento alla sostanza, per cogliere gli aspetti positivi nascosti dietro a tutta quella vitalità prorompente e caotica che ha bisogno solo di essere indirizzata e non soffocata.

Riccardo ha seguito le avventure di Teppei con assoluto entusiasmo e per la prima volta ha voluto vedere tutti gli episodi della serie, senza saltarne nemmeno uno. Alla fine mi ha chiesto abbacchiato: “E adesso? Non c’è più Teppei?”. Il suo personaggio preferito era la nonna del protagonista, una vecchietta tanto attempata quanto arzilla e combattiva, capace di utilizzare la falce con insospettabile abilità e così determinata a mettere in riga il nipote che a un certo punto finisce per legarlo come un salame e lasciarlo appeso a testa in giù dal ramo di un albero.

Ma ciò che costituiva una continua fonte di stupore per mio figlio era la tenacia e l’inverosimile resistenza fisica del protagonista, capace di correre per chilometri e chilometri senza stancarsi mai. Abilità acquisita non attraverso un allenamento sistematico ma scorrazzando da solo per anni tra i boschi e valorizzata grazie all’allenamento nel club di kendo. Ed è proprio questo che insegna Teppei: quando spontaneità e disciplina trovano un punto di equilibrio allora i risultati sono strabilianti!

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