Recensioni

Steamboy, ingranaggi, vapore… e noia


Visto con Riccardo, 5 anni

Steamboy, ingranaggi, vapore… e noia

Uno steampunk che affronta la questione del valore del progresso scientifico con una grafica strabiliante ma con un insufficiente controllo sulla narrazione

di Demis Biscaro 10/10/2012

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2012/10/ray1.jpg

Inghilterra, 1866. Ray Steam è un ragazzino che proviene da una famiglia di scienziati: suo nonno Lloyd e suo padre Edward sono in America per svolgere importanti ricerche sullo sfruttamento del vapore mentre lui vive a Manchester con sua madre e trascorre il tempo costruendo dispositivi meccanici sempre più elaborati. Un giorno riceve uno strano pacco, spedito proprio dal nonno, che contiene un enigmatico dispositivo sferico capace di immagazzinare un’enorme quantità di energia sotto forma di vapore ad alta pressione. Si tratta di un’invenzione rivoluzionaria e Ray deve impedire che cada nelle mani sbagliate.
Nel suo primo lungometraggio dopo il cult movie Akira, Katsuhiro Otomo sposta l’ambientazione da un futuro postbellico ad un passato alternativo, dove ruote dentate, fumo e vapore sono la frontiera ultima della tecnica secondo i canoni del genere steampunk (steam significa appunto vapore), ma mantiene al centro della narrazione un ragazzino, innocente ed ignaro custode di un potere incommensurabile.
L’animazione mescola con esiti notevolissimi il disegno tradizionale a rigorose ricostruzioni in 3D delle ambientazioni vittoriane, raggiungendo nella rappresentazione dei meccanismi un grado di dettaglio e di complessità strabilianti. Riccardo è rimasto incantato di fronte a tutti quei grovigli di ingranaggi, valvole, pistoni e leve (che a me ricordavano molto il design dei veicoli del videogioco Metal Slug) e non la smetteva di chiedermi come funzionavano.
Il cuore della storia è un conflitto intergenerazionale non privo di ambiguità: da una parte il nonno di Ray, avverso ad impiegare la scienza per scopi bellici, e dall’altra suo padre, disposto a vendere le sue invenzioni ai signori della guerra pur di ottenere nuove risorse per proseguire le ricerche e divulgare il sapere scientifico a tutta l’umanità. Il giovanissimo protagonista, disorientato sia emotivamente che intellettualmente (“Le scoperte scientifiche, le nuove invenzioni, il progresso: tutto questo a che serve?” si chiede ad un certo punto), si ritrova catapultato all’improvviso in un mondo di adulti dalla coscienza torbida e dalla mentalità chiusa, tutti volti a raggiungere i loro obiettivi particolari (potere, denaro, supremazia sulle altre nazioni) a discapito del bene comune.
I temi messi sul piatto sono tanti e tutti importanti se non altro perché coinvolgono la collettività: dalla responsabilità morale dello scienziato (“Un’invenzione spogliata del suo principio etico non può che avere conseguenze nefaste.” afferma il nonno) all’antimilitarismo e all’antinazionalismo (per inciso, a causa di alcune scene belliche con spargimento di sangue ripreso in primissimo piano il film è sconsigliato agli spettatori più piccoli), ma sono spesso appesantiti da un taglio didascalico e da un approccio grossolanamente approssimativo (viene identificata la scienza con la tecnica, ad esempio).
Purtroppo Otomo non riesce a padroneggiare la sostanza altrettanto bene della forma e, nonostante una trama lineare ed un paio di sequenze d’azione ben congegnate, il film risulta molto spesso monotono sia per la durata eccessiva (oltre due ore) che per la ripetitività dei contenuti. Io e mio figlio ci siamo annoiati in diversi momenti durante la visione, soprattutto nella parte centrale che fa da raccordo tra i due momenti topici del film: la fuga iniziale di Ray e la conflagrazione conclusiva della Torre Steam (una macchina di complessità e dimensioni spropositate). In particolare il lunghissimo finale è un’estenuante successione di corse affannose dei protagonisti da un’angolo all’altro della titanica macchina volante, tra esplosioni e sbuffi di vapore, senza l’ombra di un climax a modulare la tensione.
Una bella sorpresa invece è stata la scoperta che la storia continua anche durante i titoli di coda, che Riccardo ed io siamo abituati a seguire con determinazione quasi maniacale. In questo prolungamento narrativo vengono riportate, attraverso una serie di immagini statiche, le principali tappe della vita dei tre uomini della famiglia Steam negli anni successivi agli eventi del film: la Grande Guerra, la scoperta dell’elettricità, l’affermarsi dell’aviazione, ecc.
Una piccola gioia che non è riuscita però a mitigare la sensazione di aver fruito di un prodotto dalla confezione extralusso ma dal cuore freddo come un ingranaggio.

Vai alla scheda Cinema
Vai alla scheda Home Video

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento