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Space robot, tutti per uno!


Visto con Riccardo, 8 anni

Space robot, tutti per uno!

Il Getta Robot fa da apripista ai robottoni componibili e dà l'avvio a una delle saghe robotiche più amate

di Demis Biscaro 11/06/2015

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Dopo lo straordinario successo di Mazinga Z, trasmesso in Giappone nel 1972, Go Nagai, su esplicita richiesta della Toei Animation, si dedica alla realizzazione di una serie animata che abbia per protagonista un robot trasformabile. L’idea è quella di puntare a un merchandising ancora più corposo di quello legato al primo robottone. Nasce così nel 1974 Getter Robot, anime di 51 episodi (di cui solo i primi 39 trasmessi in Italia con il titolo di Space Robot) che ha per protagonista un gigante d’acciaio formato dalla combinazione di tre navicelle, ai cui comandi siedono altrettanti giovani piloti: Ryo, Hayato e Musashi. Al loro fianco si schierano il professor Saotome, creatore del Getta Robot (questo il suo nome nell’adattamento italiano), e sua figlia Michiru. Insieme dovranno difendere la Terra dall’attacco dell’Impero dei Dinosauri, giganteschi rettili umanoidi usciti dallo stato di ibernazione per impadronirsi del pianeta.

Go Nagai apre dunque la strada ai robot componibili sebbene in una forma ancora piuttosto grezza dal momento che i tre Getta Robot scaturiscono da una fusione e deformazione plastica delle tre navicelle, irrealizzabile nella realtà anche a livello di modellini giocattolo. L’attenzione per il dettaglio meccanico e la verosimiglianza delle fasi di agganciamento verrà solo nelle serie successive della Sunrise come Zambot 3 e Daitarn 3.
Fatto ancora piú importante, per la prima volta il gruppo dei “buoni” viene strutturato in una forma destinata a diventare quasi un canone nelle successive serie mecha (Vultus V, Golion) e supereroistiche (Gatchaman), una formazione a cinque  componenti ciascuno dei quali ha un ruolo ben definito: il leader carismatico (Ryo), il tipo ombroso e taciturno (Hayato), il grassone imbranato (Musashi), la ragazza (Michiru) e il bambino (Genki).

Punti focali della serie sono l’importanza dello spirito di squadra e le dinamiche di relazione tra i tre piloti, che incarnano personalità a tratti antitetiche che si riflettono nella diversità dei tre robot che comandano. La possibilità di spostare l’attenzione e approfondire limiti e virtù di uno o l’altro dei protagonisti ad ogni nuova avventura offre una maggiore possibilità di variazione e contribuisce ad attenuare quello schematismo tipico degli episodi delle serie nagaiane. Ma il maggiore motivo di attrazione è senza dubbio l’alternanza dei tre robot nelle varie fasi delle battaglie contro i mostri meccanici nemici, i megazaus, dalle sembianze di spaventosi dinosauri. Rispetto ai due Mazinga Getta Robot ha però un armamento estremamente ridotto (come è evidente nel crossover Il Grande Mazinga contro Getta Robot), il che rende gli scontri molto più fisici e basati sul corpo a corpo tra i robot.

Discorso a parte merita il finale, inedito in Italia, che culmina con un picco tragico quando Musashi, sopraffatto dal senso di colpa per aver causato la distruzione del Getta Robot a causa di una sua manovra sbagliata, sale sul velivolo di Michiru e in un ultimo, disperato attacco kamikaze va a schiantarsi contro la base nemica, provocando la completa distruzione dei Dinosauri. L’ultimo episodio si chiude dunque con la perdita di un pilota e la sconfitta dell’Impero dei Dinosauri anche se già un nuovo nemico si profila all’orizzonte: si tratta dell’Impero dei Demoni, contro cui si batterà il Getta Robot G nella successiva serie (trasmessa in Italia come Jet Robot), dove Musashi viene rimpiazzato da Benkei Kuruma, fisicamente molto simile a lui.

Tra le serie di Go Nagai questa è una delle preferite di Riccardo, sia per il suo spirito particolarmente “giocattoloso” sia per la presenza dei megazaus dall’aspetto di minacciosi dinosauri, che molto spesso attiravano la sua attenzione anche più del robot protagonista. Dei tre esemplari di Getta Robot, il suo prediletto era il Getta 1 mentre io ho sempre avuto un debole fin da piccolo per il solitario Hayato e il suo smilzo Getta 2: inevitabile lanciarsi in interminabili discussioni per stabilire quale dei due sia il più forte senza mai riuscire a venirne a capo. Riccardo si è anche divertito molto nei momenti più comici, in genere associati al personaggio di Musashi, e ancora oggi continua a riascoltarsi il tema musicale tratto dalla sigla originale giapponese.
A questo primo Getter Robot seguirà come detto Getter Robot G e in anni più recenti Getter Robot Go (inedito in Italia), Shin Getter Robot e Neo Getter Robot, che hanno reso la Getter Saga una delle più longeve e amate dai fan del maestro Go Nagai.

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