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Sofia – La principessa, la tradizione vince sull’innovazione


Visto con Olga, 4 anni

Sofia – La principessa, la tradizione vince sull’innovazione

Episodio pilota di quella che sarà la serie completa, C'era una volta una principessa mostra un'indiscutibile qualità a fronte di un modello narrativo un po’ datato a livello di contenuti e messaggi

di Adriano Aiello 9/05/2013

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La paternità è un pacchetto completo: mai sottovalutarne alcuni aspetti. Si rischierebbe di incorrere in serie crisi d’identità. Se la modernità ha finalmente sdoganato il papà assistente al parto, cucinatore di pappe, cambiatore di pannolini e portatore sano di responsabilità familiari, alcuni genitori come il sottoscritto – cresciuti con L’uomo tigre, Conan e Rocky Joe ed entrati nell’adolescenza cinematografica con Non aprite quella porta, 1997 fuga da New York e Scarface – finiscono per avere più sgomento nel confrontarsi con alcuni cartoni animati, piuttosto che con il lavaggio di panni e sederi.
Tutto questo per dire che, un paio di settimane fa, quando mi sono messo a vedere il pilota di Sofia – La principessa su Disney Junior, quello sotto “esame” emotivo ero io, più che mia figlia Olga, la cui principessizazione dell’immaginario (passatemi l’atroce neologismo) è in fase avanzatissima, visto che ci si veste ogni volta che ne ha occasione, nonostante in casa nessuno la incoraggi particolarmente nella pratica. Anzi, questa sua passione per l’ideale della principessa pare essere la classica nemesi di un’educazione spesa in direzione opposta. Un po’ come il caso di una mia cara amica ed educatrice, attentissima a non proporre stereotipi e interessi di genere per ritrovarsi con il figlio maschio ama i camion e il calcio…
Tornando a bomba, Sofia è la prima principessa Disney, per di più bambina, protagonista di una serie animata per la televisione. La serie è ambientata nel mondo di Enchantia, dove lo status di bambina qualunque di Sofia muta a seguito del matrimonio tra la madre e il re. A palazzo la piccola incontra i suoi due nuovi fratellastri, Amber e James: perfida e dispettosa la prima, più rispettoso del dettame di farla integrare dolcemente il secondo. Tra i vari personaggi di contorno ci sono anche Fauna, Flora e Serenella, le fate buone de La bella addormentata nel bosco, in qualità di direttrici della Royal Prep, la scuola che Sofia frequenterà insieme ad altri principi e principesse. Della serie: i ricchi con i ricchi e i nuovi arrivati nel club non sono visti tanto di buon occhio.
Il pilota è tutto incentrato alla presentazione dei personaggi e all’approfondimento emotivo dell’inserimento della protagonista ed è stato trasmesso con anticipo rispetto alla messa in onda settimane degli episodi che parte l’11 maggio 2013. Vedremo quello che sarà lo sviluppo delle vicende, ma dall’episodio di partenza – al netto della qualità indiscutibile del prodotto e del grande appeal verso il pubblico più piccolo – emerge un modello narrativo un po’ datato a livello di contenuti e messaggi, con la bambina non agiata che porta la sua purezza nello sfarzoso mondo reale che la ricambia con i lustrini e il lusso. Quella della Disney sembra essere da una parte un’abile strategia di marketing per rimpolpare personaggi e icone del suo mondo animato (nel corso della serie vedremo anche Cenerentola e Aurora), dall’altro un tentativo di restaurazione di fronte alle spinte contemporanee dedite un’immagine più complessa e battagliera delle figure femminili anche più piccole, vedasi soprattutto Ribelle – The Brave, film più importante “culturalmente” che sotto il profilo della riuscita cinematografica.
Olga ha seguito (e già rivisto) il pilota con molta attenzione e partecipazione, ma, come gli è proprio, interagendo pochissimo con me. La sua è una visione immersiva e concentrata, ricca di stati d’animo differenti, ma è quasi impossibile richiederle un dialogo esplicativo in proposito. Era chiaramente incuriosita dal contesto magniloquente dell’ambientazione e si è dimostrata un po’ spaventata dalle angherie messe in atto dalla sorellastra gelosa. In particolare ha vissuto male il momento delle scarpette magiche, fornite a Sofia per ridicolizzarne la performance di ballo. Si è invece divertita di fronte allo scherzo dell’altalena incontrollabile, nonostante la protagonista sia finita in acqua; segno che non c’è stata una completa empatia con Sofia, nonostante le forzature della scrittura vadano in questa direzione.

 

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