Recensioni

Shaun – Vita da pecora, altro che un giorno da leone!


Visto con Riccardo, 6 anni

Shaun – Vita da pecora, altro che un giorno da leone!

Divertimento garantito per tutta la famiglia, all'insegna dell'amicizia e dello humor inglese

di Demis Biscaro 23/10/2012

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Esempio proverbiale di ottusa stolidità e caparbia omologazione o vittima incosciente bisognosa di (invasive) cure esterne che ne preservino l’esistenza, la pecora è uno degli animali piú bistrattati dall’immaginario collettivo. A restituire dignità alla categoria ovina ci ha pensato però la Aardman, casa di produzione di Wallace & Gromit, Galline in fuga e del recente Pirati!. Le pecore di plastilina della serie Shaun – Vita da pecora sono infatti dinamiche, attente e ingegnose, non sanno parlare ma a parte questo fanno di tutto: giocano a calcio con un cavolo, si arrampicano lungo i tubi delle grondaie, vanno al luna park in autobus, ecc. Tra tutte spicca Shaun, un agnello non piú lattante ma non ancora adulto, un specie di adolescente a quattro zampe che è il cervellino pensante del gregge e il principale motore narrativo di tutti gli episodi.
Il loro guardiano è Bitzer, un cane tuttofare che nei lineamenti ricorda Wallace (l’uomo della coppia Wallace & Gromit) e che si dimostra sempre molto ansioso di apparire prestante ed efficiente agli occhi miopi del suo padrone (peraltro abbastanza distratto).
La serie non prevede dialoghi e la traccia audio si compone di rumori ambientali, onomatopee e colonna sonora: ma allora da dove viene tutto il divertimento? In parte dalle numerose gag ereditate dal cinema muto ma soprattutto da una gestione esemplare dell’espressività delle pecore e da una scelta calibratissima dei tempi comici.
Riccardo ed io ci divertiamo un sacco a guardare le disavventure di questo sparuto manipolo di pecorelle e ci facciamo grandi risate ad ogni episodio, ad ulteriore conferma che la percezione dell’elemento comico si basa su meccanismi elementari istintivi che, se sfruttati con intelligenza, risultano molto piú efficaci di tanti effetti speciali sguaiati e fracassoni. Riccardo predilige in particolare le parti in cui compare una grossa pecora flemmatica o il piccolo agnellino dallo sguardo furbetto che gli ricorda molto la sua sorellina di un anno e mezzo.
I singoli episodi non si propongono di trasmettere particolari messaggi morali, tuttavia la bonaria complicità che spesso si instaura tra le pecore e il cane mentre tentano di rimediare a qualche pasticcio conferisce alla serie un confortevole clima di amicizia, condito da un filo di ironia e humor inglese, che non scivola mai nel sentimentalismo a buon mercato.

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