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Robinson Crusoe, chi ha paura dei gatti? – La recensione


Visto con Alex, 7 anni, e Giorgio, 5 anni

Robinson Crusoe, chi ha paura dei gatti? – La recensione

Un variegato team di amici animali si trova ad affrontare un inaspettato incontro. Tra azione e buoni sentimenti il "papà" della Tartaruga Sammy fa centro un'altra volta

di Karin Ebnet 4/05/2016

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Liberamente tratto al romanzo di Daniel Defoe, il film di Vincent Kesteloot e Ben Stassen spolpa la storia di Robinson Crusoe per renderla più facilmente digeribile ai bambini più piccoli. Niente cannibali sull’isola del celebre naufrago, ma un gruppo di colorati e simpaticissimi animali che corrono in aiuto dell’uomo e un paio di malvagi gatti randagi che renderanno la sua permanenza alquanto difficile.

La storia segue infatti il naufragio di un ragazzo impacciato e del suo cane su un’isola deserta abitata soltanto da un pappagallo, una capra, un martin pescatore, un maiale, un porcospino, un camaleonte e un pangolino. Inizialmente scettici e paurosi, gli animali affronteranno questa “intrusione” aiutando il povero naufrago a costruirsi un rifugio e a difendersi da due gatti che vogliono conquistare l’isola.

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Dimenticatevi il romanzo all’origine del film. I registi con questo adattamento non intendono “illuminare” i nuovi spettatori con i messaggi d’inizio settecento sulla colonizzazione e la civilizzazione dei selvaggi (anche se con la domesticazione degli animali dell’isola un po’ restano), quanto piuttosto avevano l’intento di divertire i bambini con le avventure di uno dei più popolari personaggi letterari. E ci sono riusciti.

Come già per Le avventure di Sammy e sequel, realizzati da Stassen, la parola d’ordine anche qui è avventura. Il film, realizzato con una grafica 3D accattivante anche se non perfetta (i movimenti umani sono quelli che più ne risentono), ha una buona struttura narrativa, dei personaggi ben caratterizzati e alterna momenti di azione e divertimento ad altri più drammatici riuscendo così a stemperare alcuni momenti altrimenti poco digeribili per i più piccoli, come la morte di uno dei personaggi.

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Robinson Crusoe non è un capolavoro dell’animazione ma ha comunque tutte le carte in regola per piacere ai più piccoli, lasciando loro anche alcuni importanti messaggi che è sempre bene ribadire: non giudicare dalle apparenze, non aver paura del diverso e, soprattutto, l’unione fa la forza.

Alex e Giorgio, digiuni della storia originale che non abbiamo ancora avuto modo di leggere insieme, si sono divertiti molto a seguire le vicissitudini di questo variegato team di amici animali alle prese con una realtà che non avevano mai incontrato prima. Giorgio, dal carattere più schivo, si è affezionato moltissimo alla paurosa maialina e al diffidente martin pescatore, mentre Alex, più aperto e allegro, era dalla parte del pappagallo curioso.

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Non ne vogliano gli amanti dei gatti se in questo film fanno la parte dei cattivi, non è comunque un motivo sufficiente per disinnamorare i piccoli di questi amici a quattro zampe. Sia Alex che Giorgio non hanno fatto una piega a fine film sul fatto che ci fosse una differenza così netta tra gatti cattivi e cani buoni, mentre hanno riso per tutto il film durante le scene di “azione”, in cui i “mangiatopi” ne combinano davvero di tutti i colori.

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