Recensioni

Rebels, Star Wars in salsa Disney


Visto con Alex, 5 Anni e Giorgio, 3 anni

Rebels, Star Wars in salsa Disney

La casa di Topolino non rivoluziona lo spirito della serie originale, limitandosi ad "ammorbidirla" per attirare un nuovo pubblico di giovani fan. Ma anche i "vecchi" non resteranno delusi: le Guerre sono sempre... Stellari!

di Karin Ebnet 29/09/2014

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Quando Disney, nel 2012, ha annunciato l’acquisizione di Lucasfilm e la messa in cantiere di un nuovo film della saga di Star Wars è sorta spontanea una domanda: «Quale sarà il destino di Guerre stellari?». La risposta, almeno parziale, arriva oggi da Star Wars Rebels, terza serie tv animata sui jedi e prima in assoluto di stampo disneyiano.

A differenza di The Clone Wars, indirizzata a un pubblico più adulto già fan dei film di George Lucas, Rebels è pensato per un pubblico molto più vasto; strizza sì l’occhio ai genitori che conoscono già perfettamente ambientazioni e personaggi (almeno i più familiari), ma il suo intento è quello di conquistare i bambini e di avvicinarli al mondo di Guerre stellari. La storia si colloca 14 anni dopo La vendetta dei Sith e cinque prima di Una nuova speranza (rispettivamente III e IV film della saga), un arco temporale ancora mai esplorato sullo schermo. La galassia è tenuta sotto il giogo del potente Impero Galattico che continua a espandere il suo potere su vari mondi. I Jedi sono stati annientati tutti, o quasi; tra i pochi superstiti c’è Kanan, capo di un gruppo di eroi che “rubano all’Impero” per dare ai poveri. È grazie a loro che nascerà la prima scintilla della famosa ribellione che tanto abbiamo imparato a conoscere con il primissimo film della saga uscito al cinema nel 1977.

Anni prima della principessa Leila, di Luke Skywalker e di Han Solo, l’unica organizzazione in grado di contrastare l’Impero è infatti questo piccolo manipolo d’eroi, che vede tra le sue fila anche la pilota Hera del popolo dei Twi’lek, la giovane mandaloriana Sabine abile a usare gli esplosivi, il muscoloso Zeb ex guardia d’onore, e il burbero droide Chopper. A loro si unisce, all’inizio controvoglia, il quattordicenne Ezra, un orfano che ha imparato ad arrangiarsi rubando qua e là e usando la sua intelligenza e scaltrezza per farla sempre franca. Lo speciale di un’ora che precede la messa in onda della serie vera e propria, ha il compito di mostrare come Ezra entra in contatto con l’equipaggio della nave spaziale Ghost e di come ha inizio il suo addestramento da apprendista Jedi.

I protagonisti sono tutti personaggi inediti e hanno il compito di traghettare questa serie in nuovi mondi per espandere fino all’infinito la storia. Ma ad ancorarla alla saga originale ci  pensano le comparsate di personaggi ultra noti – da Obi Wan Kenobi a R2-D2 e C 3PO – oltre alle ambientazioni e al look usuali. Proprio come la trilogia originale di Star Wars, anche Rebels si è ispirata ai concept at di Ralph McQuerrie, tanto che sia i paesaggi che le astronavi sono estremamente familiari (alcune inquadrature addirittura ricordano molto da vicino Una nuova speranza, che ci siamo immediatamente rivisti una volta tornati a casa) e contribuiscono a creare continuità con la saga. E lo stesso vale per la musica, rivisitazione della colonna sonora di John Williams. Il compositore Kevin Kiner, infatti, ha combinato arrangiamenti originali con temi della trilogia classica realizzando un mix di grande impatto emotivo.

La serie quindi, sia da un punto di vista delle innovazioni sia per gli allacciamenti al mondo già conosciuto di Star Wars, è davvero convincente, arricchita anche da una sceneggiatura che sdrammatizza le scene d’azione con efficaci battute. Unica pecca l’animazione, a volte troppo approssimativa e poco curata nella resa di alcuni personaggi, i Wookiee su tutti.

Star Wars Rebels, almeno per quanto riguarda tutta la prima ora, è certamente adatta a bambini di ogni età (al cinema lo hanno visto sia Alex di 5 anni che Giorgio di 3 anni) perché la violenza, presente in molte scene visto che si tratta di una storia incentrata sulla lotta per la libertà, è molto smorzata. Le sparatorie sono realizzate in stile videogioco, così da non creare empatia, e non si vede mai nemmeno una goccia di sangue. Unico suggerimento: tenete d’occhio l’Inquisitore, che qui si vede soltanto per un istante, ma che già dà l’idea di essere un villain piuttosto interessante che darà del filo da torcere ai nostri eroi.

Alex e Giorgio sono fan della saga originale, una passione ereditata dalla mamma; nel cassetto della loro cameretta c’è il sogno di poter un giorno impugnare una vera spada laser (per il momento si accontentono di due modellini giocattolo). È con questo spirito che siamo andati a vedere la proiezione della prima ora di Star Wars Rebels, con tantissime aspettative e curiosità. Mentre Giorgio, più serafico, si è divertito per tutta la visione ridacchiando pure a qualche battuta, Alex si è posto molte domande per cercare di ricollocare quello che ha appena visto con quello che conosce. «Perché Ezra ha i capelli blu? È lui il più grande dei Jedi? Perché il cattivo non ha la maschera?». Difficile dare una spiegazione così su due piedi… rimandiamo così le risposte alla visione della serie, sperando che non ne saltino fuori delle altre!

 

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