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Ready Player One la recensione – Un film, un gioco, tutti gli easter egg


Visto con Matteo, 11 anni

Ready Player One la recensione – Un film, un gioco, tutti gli easter egg

L'ultima fatica di Steven Spielberg è un film straordinario ricco di azione e citazioni. Un film da non perdere. Leggete Ready Player One la recensione

di Giovanna Mariani 1/04/2018

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È il gioco che deve fare parte della tua vita, non il contrario.

Ready Player One è un film che qualunque appassionato di videogiochi, film, serie tv e saghe non può perdere, soprattutto se tra le passioni c’è anche quella della musica. Meglio ancora se lo si guarda insieme ai propri figli, magari un po’ “smanettoni” come il mio, perché l’insegnamento che se ne trae è molto importante.

L’impronta di Steven Spielberg

Il film, distribuito da Warner Bros, è tratto dal romanzo omonimo pubblicato nel 2010 che è diventato un cult per ogni appassionato di videogiochi. Il libro è stato scritto da Ernest Cline, che ha co-scritto la sceneggiatura del film insieme a Zak Penn. Alla regia il mitico Steven Spielberg (Il GGG – Il grande gigante gentile, Indiana Jones, E.T – L’extraterrestre), che in questo film ci fa incontrate tutti i miti degli adolescenti degli anni ‘80 e fa buttare l’occhio ai ragazzi sugli interessi ed i divertimenti del nostro passato e forse fa riflettere sul fatto che non siamo poi così distanti dai nostri figli benché la tecnologia sia evidentemente differente.

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Trama

Nel 2045 il diciassettenne Wade (Tye Sheridan) cerca come tutti rifugio nella realtà virtuale dell’OASIS una vera e propria oasi in cui ognuno può essere ciò che vuole, creata dal leggendario programmatore James Halliday (Mark Rylance). Alla sua morte quest’ultimo comunica che lascerà tutta la sua fortuna ed il comando di Oasis al vincitore di Anorak, una competizione in tre round che consentirà di trovare tre chiavi ed alla fine un easter egg (cioè un elemento nascosto, estraneo al videogioco) contenuto nel codice stesso dell’OASIS. Wade o per meglio dire Parzival, il suo avatar nell’OASIS, raccoglie la sfida, insieme alla misteriosa Ar3mis (Olivia Cooke) e altri amici virtuali. Purtroppo OASIS fa gola anche all’affarista Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn) ed i ragazzi dovranno evitare che la multinazionale IOI si impadronisca dell’unico posto in cui la gente possa ancora rifugiarsi.

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Una lezione importante

In questi tempi, dove siamo proiettati sempre di più verso realtà virtuali, questo film ci lascia un grandissimo messaggio: l’importanza – in un mondo distopico – dei rapporti umani vissuti nel mondo reale e non in quello virtuale, il valore dell’amicizia a 360°, del sacrificio e dell’accettazione dell’altro con i suoi pregi ma anche i suoi difetti.

Ready Player One vuole mostrarci il rischio che si corre nello staccarsi completamente dalla realtà per vivere in un mondo virtuale, ma sostanzialmente falso. Wade all’inizio del film descrive le persone dicendo che “hanno smesso di risolvere i problemi limitandosi ad andare avanti”.

Anche se sembrerebbe un film più per gente che ha vissuto la sua giovinezza negli anni ’80, le riflessioni che ci spinge a fare valgono per tutti, soprattutto per i nostri ragazzi che sono spinti da creatore di Oasis a rimanere dei sognatori, a calarsi nella fantasia della realtà virtuale pur mantenendo sempre i pieni ancorati alla vita reale, senza dipendere completamente dal mondo dei giochi computerizzati.

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Attenzione ai più piccoli

A mio parere il film è godibilissimo e tranquillamente visionabile dai ragazzi 12+ e magari anche 7+ purché si presti particolare attenzione alle sequenze che vedono Parzival ed i suoi amici “entrare“ nelle scene del film “Shining”, capolavoro di Kubrick girato nel 1980, tratto dal romanzo di Stephen King. Durante queste immagini Matteo si è coperto gli occhi per la presenza di una cascata di sangue e di un attacco zombie, quindi valutate come agire in base alla sensibilità dei vostri figli.

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Colonna sonora e musiche

Le musiche originali della colonna sonora sono composte da Alan Silvestri (Avengers Age of Ultron, Flight, Forrest Gump). Le canzoni utilizzate nel film sono veri miti degli anni ’70 ed ’80: Jump dei Van Halen che apre il film, Everybody Wants To Rule The World dei Tears For Fears, I Hate Myself For Loving You di Joan Jett And The Blackhearts, Faith di George Michael, One Way Or Another dei Blondie, Blue Monday 88 dei New Order, Stayin’ Alive dei Bee Gees, Stand On It di Bruce Springsteen, We’re Not Gonna Take It dei Twisted Sister che chiude il film.

Tutte le canzoni sono un chiaro richiamo per chi è stato adolescente a quei tempi però essendo intramontabili sono conosciute anche dai nostri ragazzi.

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Citazioni

Il film è ricco, anzi straricco di citazioni, easter egg e nozioni geek (smanettoni dei computer) eccone alcune.

La citazione più incredibili: MechaGodzilla e Gundam: mitico lo scontro tra i due. Matteo era esaltatissimo, quasi quanto dopo sette secondi dall’inizio del film ha visto uno che dei mondi di Oasis era il “suo” mondo preferito Minecraft… è bastato quello per fargli entrare il film nel cuore. Altra citazione mitica Parzival pilota l’iconica DeLorean modificata con la luce pulsante di Kitt di Supercar.

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Riferimenti musicali, video e citazioni (ATTENZIONE SPOILER):

  • Anorak chiama Parzival “padawan”, il nome con cui sono chiamati gli apprendisti jedi;
  • in uno dei computer della IOI in cui si studia la cultura pop compare per pochissimo tempo un fotogramma del film Goonies;
  • quando il Gigante di Ferro pilotato da Aech sprofonda nella lava fa lo stesso gesto di saluto del Terminator nel secondo capitolo;
  • Rosabella è il punto cardine di Quarto Potere
  • Durante la storia mai sbocciata tra Halliday e Kira si vede omaggio alla copertina di un disco di Billy Idol
  • i videogiochi 007 Goldeney, ovvero il gioco preferito di Halliday (un classico del Nintendo 64)  Gorf il gioco per Colevcovision.
  • La formula per attivare la Sfera di Osuvox è la stessa di Excalibur, ovvero la cosiddetta “magia del fare”(Anaal nathrakh, urth vas bethud, dokhjel djenve!)

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Avatar:

Questi sono alcuni degli avatar che siamo riusciti a scovare:

  • King Kong
  • Jason, Borderlands
  • Sonic
  • Todd McFarlane di Spawn
  • Martin il Marziano
  • Goro
  • Gandalf
  • Robocop
  • Optimus Prime
  • Bumblebee
  • Gli scheletri de L’armata delle Tenebre
  • Ripley (Alien)
  • Hagar l’Orribile
  • Hello Kitty
  • El Dragon
  • i personaggi di Mortal Kombat
  • Joker e Harley Quinn
  • Deathstroke
  • Batman
  • Catwoman
  • Batgirl
  • gli Spartan di Halo
  • i personaggi di Battletoads
  • Tracer di Overwatch
  • Chun Li di Street Fighter
  • Lara Croft
  • Casey Cage
  • Blanka di Street Fighter
  • Shepard di Mass Effect
  • le Tartarughe Ninja
  • Conan
  • Raynor protagonista di Starcraft

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Armi, mezzi, abbigliamento e altro:

Le armi

Uno dei fucili usato da At3mis durante lo scontro nel locale è il Pulse Rifle dei Marine di Aliens, troviamo inoltre il Rail Gun una delle armi più famose della storia dei videogiochi, il fucile in dotazione a Master Chief di Halo, Bathleth iconica arma Klingon, mentre nello scontro finale Art3mis usa anche Lancer l’arma di God of War. Anche Chucky la bambola assassina è utilizzata come arma.

I veicoli

Si riconoscono la Dropshib del secondo capitolo di Alien, il relitto di uno dei dischi volanti de La Guerra dei Mondi, vediamo il mitico furgone dell’A-Team, Speed Racer, la Batmobile, Christine la macchina infernale, la V8 di Mad Max, la Firefly, mentre la moto di Art3mis è quella di Kaneda personaggio di Akira.

I vestiti

Il vestito scelto da Parzival per il suo inconto galante è quello di Peter Weller in Buckaroo Banzai, tra i vari vestiti provati da Parzival c’è anche quello che Rhodes dei Duran Duran, quello di Michael Jackson in Thriller e quello di Prince in Purple Rain.

Poster, murales, stikers

Nel film si vedono il poster di Beastmaster, quello di Rush, I predatori dell’arca perduta, lo sticker con Miss Pacman, il simbolo di Thundercats trova sulla fibbia della cintura di Parzival, il logo Ralph Supermaxieroe decora la moto di Art3mis.

Tra icone conosciute da entrambi, quelle che conoscevo solo io e quelle che conosceva solo Matteo è stata un’esperienza da rifare assolutamente, adrenalinica e divertente.

 

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