Recensioni

Rapunzel, quanta voglia di crescere!


Visto con Riccardo, 7 anni e Letizia, 3 anni

Rapunzel, quanta voglia di crescere!

La divertente emancipazione di una principessa tutto pepe in una suggestiva rivisitazione del mito dell'eterna giovinezza.

di Demis Biscaro 19/02/2014

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2014/02/rapunzel-capelli-corti-e-magia.jpg

Lunghissimi capelli dorati, sguardo vispo e tanta voglia di vedere il mondo: e chi non ce l’avrebbe dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza rinchiusa in una torre inaccessibile?! Eccola qui la principessa Rapunzel, rapita quand’era ancora in fasce dalla perfida Gothel, una donna malvagia che si spaccia per sua madre ma che in realtà ha sfruttato i poteri magici dei suoi capelli per mantenersi indefinitamente giovane. Ma quando Flynn Rider, un baldanzoso ladro gentiluomo, finisce catapultato nella sua stanza, la ragazza trova finalmente il coraggio per spiccare il volo dalla prigione.
Col suo 50° Classico, la Disney dà vita a un nuovo tipo di figura femminile, lontana sia dalle principesse fragili e languide delle origini, come Biancaneve e Cenerentola, che dalle più recenti eroine guerriere Mulan e Pocahontas. O meglio a metà strada da entrambi i modelli, amalgamati con una salutare dose di ironia per tratteggiare il profilo di una protagonista romantica ma decisa, moderna e a volte perfino isterica, ma sempre capace di catturare le simpatie degli spettatori con la sua vivace spontaneità. Il film, imbevuto di un’atmosfera scanzonata e briosa, è segnato da una comicità slapstick a tratti irresistibile, grazie ad alcune scelte di montaggio particolarmente efficaci (come la sequenza in cui Rapunzel tenta di rinchiudere Flynn nell’armadio) e a un certo umorismo demenziale di derivazione giapponese (i grandi occhioni verdi della protagonista d’altra parte testimoniano un’inequivocabile influenza dell’animazione orientale).
Della fiaba originale dei Grimm rimangono soltanto alcuni elementi di fondo (il senso di oppressione dell’adolescente che percepisce la vita in famiglia come una reclusione, la trasfigurazione della madre-regina in una madre-megera) che vengono incrociati in modo suggestivo con una versione distorta del mito dell’eterna giovinezza, in cui Gothel svolge il ruolo della meschina donna-vampiro determinata a bloccare la protagonista in una condizione di perenne sottomissione al fine di usurparne la gioventú. Al centro della storia c’è dunque il percorso di emancipazione di Rapunzel attraverso la ribellione, l’innamoramento e il dolore, percorso che raggiunge il suo culmine quando Flynn, con un gesto repentino, le recide i lunghi capelli, simbolo della sua fanciullezza e verginità. Deflorata della qualità che più la rendeva preziosa agli occhi del mondo ma che di fatto le impediva di essere veramente libera, Rapunzel perde gran parte del suo fascino ma guadagna una nuova consapevolezza di sé, riuscendo a salvare il suo amore non grazie a un dono ereditato dal cielo ma con l’intima forza del suo sentimento. A Gothel, proiezione amplificata delle tendenze iperprotettive e possessive che accomunano tutte le madri, non resta che disintegrarsi senza lasciar traccia, annichilita dalla raggiunta maturità della giovane.
Com’è naturale Riccardo e Letizia si sono fermati agli aspetti più comici e visivamente attraenti del film, come i paesaggi dalle avvolgenti tonalità pastello o le gag mute del camaleonte Pascal. Ma si sono divertiti soprattutto nelle scene in cui faceva la sua comparsa il cavallo di Flynn, dotato di un’espressività fuori dal comune e di una smisurata mania per la legalità, motivo per cui finiva per cacciarsi sempre nelle situazioni più assurde.
Unica nota dolente del film è il doppiaggio di Laura Chiatti e Giampaolo Morelli che prestano ai due protagonisti delle voci prive di personalità e non di rado fuori tono rispetto al contesto. Peccato, perché questa nuova principessa tutta pepe e il suo avventuroso compagno meritavano un servizio decisamente migliore.

Vai alla scheda Cinema
Vai alla scheda Home Video

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento