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Rapunzel, power girl dalle lunghe trecce


Visto con Sara, 7 anni, e Emma, 3 anni

Rapunzel, power girl dalle lunghe trecce

La favola di Raperonzolo "rivista" da Disney: potere alle donne!

di Paolo Paglianti 24/10/2012

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Quando si tratta di prendere una fiaba e trasformarla in un film d’animazione, Disney ha ben pochi rivali: basta pensare a La Bella e la Bestia, Aladino o A Christmas Carol. Anche i lungometraggi più “vecchi” prodotti dalla casa di Topolino, come Cenerentola e Biancaneve, rimangono ancora oggi dei film che piacciono un sacco alle moderne principessine di tutto il mondo nonostante gli anni passati dalla loro uscita.

Come si vede dalla sequenza iniziale, Rapunzel è il 50esimo cartone di Disney a rientrare nei Classici, ovvero quei lungometraggi animati che riprendono fiabe e favole arcinote. Nel caso di Rapunzel, la favola originale viene rielaborata pesantemente: per i Grimm, la strega Gothel strappa la bimba ancora in fasce a una coppia di sposi troppo golosi di . La bimba diventa ragazza e viene chiusa in una torre altissima, a cui la strega accede arrampicandosi ai suoi lunghi capelli. Alla fine arriva il principe, e dopo qualche peripezia i due si sposano.

Nella versione Disney, troverete solo qualche traccia di questa favola: i raperonzoli sono spariti, la ragazza è una principessa rapita da neonata che ha dei capelli magici in grado di far ringiovanire la strega Gothel, e quello che per i Grimm era il regale “salvatore” qua diventa Flynn Rider, ladro in fuga. I due si incontrano per caso, e fanno un patto: Flynn la porterà nella capitale del regno, da dove ogni anno parte una fiaccolata (peraltro in ricordo proprio della principessa rapita, ma questo Rapunzel non se lo immagina nemmeno), e in cambio la ragazza dai capelli chilometrici gli restituirà la corona che Flynn ha appena rubato a palazzo (che poi è la corona che dovrebbe indossare proprio Rapunzel). Il viaggio diventa una serie di avventure di ogni tipo: non ci si annoia mai, tra inseguimenti, fughe e locande piene di manigoldi alla fine non così cattivi. Una menzione speciale la merita la spalla comica del film, il cavallo intelligente Maximus che da la caccia a Flynn – i due poi diventeranno inseparabili amici. Il ritmo è scandito da diverse canzoni nel classico stile Disney, che nella versione italiana sono cantate dalla doppiatrice di Rapunzel, Laura Chiatti, con la partecipazione di Mario Biondi. Come è prevedibile, i due si innamoreranno, e come nella fiaba originale Rapunzel curerà con le lacrime Flynn ferito a morte.

“Girato” in animazione digitale veramente perfetta, Rapunzel è perfettamente godibile anche da un pubblico adulto grazie a dialoghi ben costruiti e divertenti, sebbene i piccoli maschietti abituati alle derapate di Cars potrebbero annoiarsi un po’ nei momenti “teneri”.

Le nostre due piccole spettatrici, di 4 e 7 anni, si sono immedesimate immediatamente nella protagonista, che in tutto il film rimane un personaggio positivo senza alcuna ombra: è simpatica, bella, e coraggiosa. E poi, è lontana anni luce dalle protagoniste delle fiabe di anche solo 20 anni fa: risolve le situazioni, padella alla mano si getta nella mischia e salva il suo “principe” in diverse occasioni. Quando scopre che la “mamma” è in realtà la strega Gothel, non si perde certo d’animo e combatte con tutte le sue forze.

Le nostre due bimbe non si sono minimamente preoccupate del fatto che il protagonista maschile (abbastanza marginale, in Rapunzel fanno quasi tutto le donne) è all’inizio un comprovato furfante. Si sono anzi spartite i ruoli, emulando Rapunzel e Flynn a turno, divertendosi un sacco. Rapunzel è diventato un “instant classic” della nostra videoteca, e non passano molte settimane tra una replica e l’altra.

Rapunzel – L’intreccio della Torre è un film perfetto per una serata spensierata, con magari qualche lacrimuccia, ma anche un sacco di azione, in cui il sesso “debole” dimostra di non esserlo per nulla.

 

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