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Piccoli brividi, grandi mostri – La recensione


Visto con Alex, 7 anni

Piccoli brividi, grandi mostri – La recensione

Ottima trasposizione della saga letteraria che negli anni '80 e '90 ha spopolato tra i più giovani che alterna “piccoli brividi“ a divertenti sketch. Un film adatto a tutta la famiglia

di Karin Ebnet 24/01/2016

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Piccoli brividi non è una trasposizione tout court dei celebri romanzi di R.L. Stine, letti da migliaia di bambini cresciuti negli anni’80 e ’90, quanto piuttosto un’opera originale e divertente che prende spunto dai libri per diventare un film di genere per tutta la famiglia. Il genere in questione è l’horror, naturalmente, ma edulcorato da elementi disturbanti tanto che a restare è soltanto una ricca gallery di mostri di ogni sorta che garantiscono una continua ricarica di… piccoli brividi.

La storia infatti segue le vicende di R.L. Stine in persona che, per tenere le sue opere lontane dal pubblico, si è rinchiuso in una casa nel Delaware insieme alla figlia adolescente Hannah. Finché nella casa accanto si trasferiscono Zach e la madre, nuova vicepreside della scuola, appena arrivati da New York. Tra Zach e Hannah si crea subito una forte intesa, tanto che quando il giovane crede che la ragazza sia in pericolo, non esita a intrufolarsi nella casa dello scrittore, insieme all’amico nerd Champ, per salvarla. Il maldestro tentativo di salvataggio prende una piega inaspettata quando i due, malauguratamente, scoprono la libreria in cui sono tenuti i manoscritti dei Piccoli brividi, ognuno chiuso da un lucchetto, e decidono di aprirne uno… liberando l’abominevole uomo delle nevi. Infatti, ogni volta che si apre un libro, i mostri contenuti all’interno fuoriescono prendendo vita e terrorizzando la città. Toccherà proprio ai tre ragazzi ristabilire l’ordine.

Diretto da Rob Letterman, già dietro a I fantastici viaggi di Gulliver, Shark Tale e Mostri contro alieni, il film alterna momenti di tensione a divertenti sketch umoristici che ne stemperano la carica horror. Per tutta la durata della visione non si vede mai una goccia di sangue e, anche nei momenti più “di paura” non si teme mai davvero per la vita dei personaggi. Tanto che i cattivi si servono di innocui raggi congelanti per mettere fuori gioco i buoni.

Chiaramente pensato per far conoscere la collana di libri alle nuove generazioni, il film è una continua passerella dei mostri più iconici e amati di tutta la saga letteraria, come la mantide gigante, l’uomo lupo, il bambino invisibile, i nani da giardino e soprattutto Slappy, il vendicativo pupazzo da ventriloquo che, a capo di tutte le creature mostruose, mette in atto un vero e proprio golpe per impossessarsi della città. Tra piccoi brividi e divertenti scene d’azione c’è spazio anche per importanti tematiche come la solitudine, il dolore della perdita e l’importanza di riucire ad affrontare i propri demoni e la forza di lasciare andare le persone che si amano. Non mancano neppure simpatiche citazioni pensate per divertire i genitori, come il riferimento a Stephen King.

Un film che ricorda un altro caposaldo delle pellicole d’avventura per famiglie come Jumanji, e anche anche il cast, ben amalgamato, fa la sua parte. Bravi i tre giovani attori, che speriamo di ritrovare in un possibile sequel – Dylan Minnette (Alexander e la terribile, orribile, abominevole ma veramente bruttissima giornata), Odeya Rush (L’incredibile vita di Timothy Green) e Ryan Lee (Questi sono i 40) –, ma eccezionale soprattutto Jack Black, con il ruolo metacinematografico dello scrittore R.L. Stine.

Alex, gran divortare di film di ogni genere, non è rimasto per niente intimorito dai mostri visti sul grande schermo e anzi, spesso e volentieri rideva come un matto, come quando ha scoperto che l’abominevole uomo delle nevi altri non era che un golosone di caramelle. È rimasto molto colpito dai risvolti sentimentali della trama e aveva gli occhi a cuoricino durante il finale, quando l’happy end ha rimesso tutti i tasselli al loro posto (ma d’altronde lui ha l’animo romantico). Ma del finale ha apprezzato soprattutto il fatto che sia rimasto aperto. La possibilità dell’arrivo di un sequel lo ha esaltato e già mi ha chiesto quando arriverà al cinema. Ma nel frattempo ha iniziato a leggere i libri. Perché è questa la vera forza del film, instillare nei bambini la voglia di leggere e di scoprire nuovi mondi e nuove storie. C’è qualcosa di più bello?

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