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Peter Rabbit la recensione – Peter, il più scaltro dei conigli


Visto con Alex, 8 anni

Peter Rabbit la recensione – Peter, il più scaltro dei conigli

I teneri conigli di Beatrix Potter sono arrivati al cinema nel nuovo film a tecnica mista che divertirà tutta la famiglia con gag esilaranti e un'interpretazione eccezionale di Domhnall Gleeson. Da guardare!

di Karin Ebnet 22/03/2018

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Peter Rabbit la recensione

C’era una volta una famiglia di conigli che ha tenuto compagnia a intere generazioni di bambini sulle pagine di libri con storie semplici e disegni realizzati con gli acquerelli. Beatrix Potter, nata nel 1866 e cresciuta nella campagna inglese, era solita infatti ritrarre gli animali del bosco che aveva imparato a conoscere e ad amare fin da bambina. Le avventure campagnole dei suoi piccoli amici – quattro coniglietti di nome Flopsy, Mopsy, Cottontail e Peter – furono raccolte in alcuni volumi (il più famoso è The Tale of Peter Rabbit) che ebbero un successo straordinario e divennero un punto di riferimento nella letteratura inglese per bambini, proprio come fu più tardi anche per l’orso Paddington di Michael Bond.

Gli animali di Beatrix Potter

Quegli animali antropomorfizzati, ovvero umanizzati e vestiti con giacche e cappellini, che sono apparentemente educati ma hanno atteggiamenti infantili e celano un’indole selvaggia che evidenzia la loro vera natura, sono ora diventati i protagonisti di un film in tecnica mista (live action più animazione in computer grafica) pensato per tutta la famiglia, ma soprattutto per i bambini delle nuove generazioni.

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Messe da parte le mamme premurose e attente, in questo adattamento di Peter Coniglio (così è conosciuto in Italia dalle pagine dei libri e dalla serie tv trasmessa su Rai Yo Yo) i veri protagonisti sono i “piccoli” pestiferi come Peter, incuranti delle regole e attratti da mondi rigogliosi e pieni di opportunità come l’orto di Mr. McGregor, l’antagonista umano di tante avventure che ha “catturato e cucinato in padella” il papà di Peter Rabbit.

Differenze col libro

A quattro anni dalla fedele trasposizione cinematografica di Paddington che ha conquistato tutti, fan dei libri di Michael Bond compresi, arriva al cinema un film che a Beatrix Potter resta ancorato nelle intenzioni ma non nello stile.

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Protagonista è infatti sempre l’irriverente coniglio Peter, insieme alle sorelle e al cuginetto, nel cuore della natura della campagna inglese (la scrittrice avrebbe senz’altro approvato le ambientazioni del film), ma gioca molto di più sull’umorismo e soprattutto ha perso il carattere di totale semplicità che accompagna le letture prescolari ereditate dalla scrittrice.

Divertimento e risate

Questo però non deve spaventare. La scelta di aprire le storie della Potter a un pubblico più ampio è stata premiata, grazie anche alla sceneggiatura realizzata a quattro mani da Will Gluck (anche regista del film e già dietro alla versione moderna di Annie – La felicità è contaggiosa) e Rob Lieber (già dietro alla simpatica commedia familiare Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare). La storia infatti è densa di humor, gag e scene esilaranti capaci di rubare grosse risate non solo ai bambini, ma anche agli adulti che li accompagnano in sala.

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La perfezione della grafica

Se poi uniamo al divertimento una totale perfezione dell’uso della computer grafica, che ha permesso la realizzazione in digitale dei personaggi antropomorfi che si integrano perfettamente con le ambientazioni e i personaggi umani, il risultato non può che essere approvato al 100%. I piccoli protagonisti, realizzati da Animal Logic (la stessa che ha realizzato i personaggi digitali Marvel – come Groot e Rocket Raccon per intenderci – e le creature fantastiche degli adattamenti di J.R.R. Tolkien come Lo Hobbit e Il signore degli anelli) sono proprio come se li era immaginati Beatrix Potter, ognuno con la sua giacchetta colorata e le proprie peculiarità caratteriali che li rendono unici.

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Domhnall Gleeson

L’unica cosa in grado di oscurare i conigli e gli altri animali del bosco che animano e affollano il film è l’interpretazione perfettamente in parte di Domhnall Gleeson nei panni di Thomas McGregor, nipote altrettanto terribile dell’arcinemico storico dei conigli e avversario ancora più difficile da combattere, anche perché dalla sua ha la velocità dettata da una maggiore giovinezza e l’ingegno di un abitante di città. Un giovane attore da tenere d’occhio (nato come Bill Weasley nella saga di Harry Potter) e che speriamo di rivedere presto nei film per tutta la famiglia.

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Trama – Peter Rabbit la recensione

Nel film la trama si sviluppa proprio nella grande rivalità che si instaura tra i due protagonisti, quello peloso e a quattro zampe e quello umano su due piedi. Terreno di battaglia è l’orto della casa di campagna che il nuovo McGregor vuole sistemare per poterla vendere e acquistare così un negozio di giocattoli. I frutti maturi e le colorate verdure compongono il più goloso dei paradisi, ma l’orto non è l’unica cosa che i due si contendono. A farli mettere uno contro l’altro sono anche le attenzioni della bella vicina di casa, pittrice di conigli e amante della natura proprio come Beatrix Potter, di cui è una sorta di nemesi.

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Il doppiaggio

Tra le voci italiane che hanno dato vita al film spunta quella di Nicola Savino, celebre presentatore e attore italiano che ha interpretato Peter Rabbit. Al suo secondo doppiaggio per un film animato – precedentemente era stato Flash in Zootropolis – Savino ha saputo dare la giusta carica al protagonista, monello quanto basta, furbo anche troppo e tenero nonostante tutto.

Qui sotto l’intervista a Nicola Savino fatta da Alex, 8 anni:

Insegnamenti – Peter Rabbit la recensione

Il film, proprio come i libri della celebre scrittrice inglese, possono insegnare molto ai bambini. Al di là del divertimento e del motto che presto tutti conosceranno “mai fare arrabbiare un coniglio” (perché da battufolosa creatura si può trasformare nel peggiore dei nemici), la storia aiuta i bambini ad avere rispetto per la natura, a comprendere le necessità dei piccoli amici animali e di scoprire la bellezza che si trova lontano dalle grandi città. Oltre a questo il film è anche un inno alla fantasia e alla creatività che tutti portiamo dentro, non solo i bambini ma anche gli adulti.

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Peter Rabbit la recensione di Alex

Alex è venuto con me a vedere il film, accompagnato dalla sua amica Giulia (8 anni). Entrambi si sono pazzamente divertiti e in testa, alla fine della proiezione, avevano soltanto tre parole… scoprite quali sono nella loro recensione video qui sotto:

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