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Peter Pan, un fantastico viaggio nel mondo dei sogni


Visto con Alex, 4 anni

Peter Pan, un fantastico viaggio nel mondo dei sogni

Il più corale tra i classici Disney cela dietro a un velo di allegria e spensieratezza un gran numero di messaggi educativi da scoprire pian piano sullo sfondo di una colonna sonora da musical

di Karin Ebnet 28/06/2013

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Tratto molto liberamente dal romanzo di J.M. Barrie, il quattordicesimo classico Disney (ma sarebbe dovuto essere il secondo) è ambientato a Londra, nell’elegante quartiere di Kensington, dove vive la famiglia Darling, composta dal padre severo, dalla madre comprensiva, dalla preadolescente Wendy e dai due fratellini Gianni e Michele. Fa parte della famiglia anche Nana, la “tata” sanbernardo che si occupa del benessere dei bambini. Wendy però ormai non è più così piccola e il padre vuole che si dimentichi di fiabe e racconti per diventare adulta. Ma Wendy sa che Peter Pan, il ragazzo che non vuole crescere, esiste davvero. La ragazza ha rinchiuso la sua ombra in un cassetto e aspetta soltanto che lui venga a riprendersela. All’arrivo di Peter Pan Wendy e i suoi fratelli hanno così l’occasione di seguirlo sull’Isola che non c’è, un fantomatico luogo della fantasia dove i bambini restano piccoli e vivono mille straordinarie avventure tra pirati, indiani e sirene.
Le avventure di Peter Pan è forse il film più corale tra i classici Disney. Non esiste un vero protagonista e il personaggio che dà il titolo al film è talmente irresponsabile ed egocentrico da non suscitare grandi simpatie. Molto più simpatico risulta addirittura il “cattivo” del film, ovvero Capitan Uncino, un combinaguai che vuole dimostrare a tutti i costi di essere malvagio ma si spaventa al ticchettio di una sveglia. Altrettanto ben caratterizzati sono Wendy e i suoi fratellini, Spugna l’aiutante di Capitan Uncino, Trilli e persino il coccodrillo, deciso a terminare il banchetto iniziato tempo prima dalla mano, ora uncinata, del capitano. Proprio la mancanza di un vero “lato oscuro” fa virare la pellicola verso un deciso lato comico.
Dando uno sguardo più approfondito al film si possono anche scorgere una gran quantità di messaggi educativi celati dietro ad un velo di allegria e spensieratezza. Primo tra tutti l’importanza di crescere, ma senza dimenticare di alimentare il bambino che è in ognuno di noi. Perché diventare grandi non deve necessariamente portare alla rinuncia della fantasia. La stessa Isola che non c’è è metafora dei sogni dei bambini, popolati proprio da  indiani, pirati, fate e sirene. Poi la solidarietà: le difficoltà che Peter Pan affronta sull’Isola che non c’è – il duello con Capitan Uncino, il rapimento della figlia del capo indiano Giglio Tigrato, il voltafaccia di Trilli – vengono superate solo grazie al lavoro di squadra. La comprensione e il perdono: Capitan Uncino è deciso a vendicarsi, ma più ci prova e più finisce nei guai perché le situazioni tendono a rivoltarglisi contro. E infine l’appoggio della famiglia: per quanto severi possono apparire i genitori, non si può prescindere dall’affetto dei propri cari. Non c’è niente che rende sicuro un bambino quanto la certezza di poter fare affidamento sulla propria famiglia. Non per niente Wendy, sull’Isola che non c’è, finisce per fare da mamma a tutti i bambini sperduti.
Alla fine del film Wendy decide di crescere, i bambini sperduti di restare tali e il padre della ragazza si ricorda che tanto tempo fa anche lui viaggiava sulla nave della fantasia. Il film dunque non dà risposte, mantenendo una costante ambiguità di fondo, canta la bellezza del sogno ma mostra anche cosa ne deriva dal prolungarlo indefinitamente. Lasciando lo spettatore con addosso un leggero senso di disorientamento: è bene rifugiarsi nelle proprie fantasie senza distaccarsene mai o tornare alla realtà?
L’animazione non è particolarmente degna di nota, ma è molto colorata e fantasiosa, e soprattutto è accompagnata da una cura maniacale per la colonna sonora e i suoni del film, che rendono Le avventure di Peter Pan un parente strettissimo del musical. Tant’è che Alex è stato conquistato prima di tutto dalle canzoni, che gli sono rimaste appiccicate all’orecchio, e che canticchia in continuazione. Quella che piace a entrambi di più è il dolcissimo brano sulla mamma che Wendy canta ai bambini sperduti (con Spugna che piange a dirotto) e che ci fa sentire in vena di tante coccole. Divertito da Capitan Uncino (anche se è cattivo resta il personaggio che lo fa più ridere) e da Trilli (perché ha le gambe nude), si identifica con Peter Pan perché combatte contro i pirati, balla con gli indiani e nuota con le sirene. Un sogno che diventa realtà e rende magico ogni gioco, da vivere ogni giorno sull’Isola che non c’è, ricostruita per l’occasione nella cameretta. Con tanto di duello tra Peter Pan (Alex) e Capitan Uncino (il fratello di due anni e mezzo Giorgio) armati di piumini della polvere e rotoli di cartone.

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