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Ooops! Ho perso l’Arca…, istruzioni per sopravvivere al Diluvio universale


Visto con Alex, 6 anni, Giorgio, 4 anni

Ooops! Ho perso l’Arca…, istruzioni per sopravvivere al Diluvio universale

Un film pensato per i più piccoli con colori accesi e linee morbide, oltre a dei protagonisti accattivanti che spiegano ai bambini cosa è successo agli animali che non hanno trovato posto sull'Arca

di Karin Ebnet 9/04/2015

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Durante il Diluvio universale, cosa sarebbe successo se alcune specie di animali non avessero trovato posto sull’Arca? È quello che capita a Nasocchioni e Musoni nel nuovo film d’animazione Ooops! Ho perso l’Arca…. Le due specie di solito non vanno molto d’accordo nonostante i primi siano molto socievoli, perché i Musoni, come indica la parola, vivono per conto loro e non amano stare con gli altri. Per poter salire a bordo e riuscire a imbarcarsi come clandestini sono però costretti a trovare un accordo. Tutto sembra filare liscio finché Leah, la figlia di mamma Musone, e Finny, il figlio di papà Nasocchione, non restano per sbaglio a Terra. Ora gli adulti dovranno unire le forze per uno scopo comune: salvare i propri figli dall’innondazione.
Colori accesi, linee morbide, personaggi peluchosi e dai grandi occhi simpatici: è pensato per un pubblico di piccolissimi questo film d’animazione tedesco che si è divertito a rileggere il racconto biblico dal punto di vista degli animali, soprattutto di quelli che sull’arca non hanno trovato posto. Sono loro gli assoluti protagonisti della storia visto che nel film non si vede mai nemmeno una figura umana. A condurre l’Arca c’è un vanesio (e un po’ stolto) leone che segue, forse un po’ troppo alla lettera, le direttive di Noè. Per poter salire a bordo infatti vige una ferrea regola: bisogna essere sulla lista di Noè. Peccato che Nasocchioni e Musoni, come pure Obesino e Scrocchino, non compaiano sull’elenco. Come mai? La risposta sta nel finale, perfetta soluzione per non scontentare né traumatizzare i bambini che, anzi, rimarrano piacevolmente sorpresi dal destino riservato ai protagonisti.
Che il film sia pensato per i più piccoli appare chiaro anche dalla semplicità della trama e dalla linearità del racconto, che però rivela messaggi positivi come l’essere capaci di mettere da parte le divergenze per un bene comune, perché solo scoprendo il valore dell’amicizia e della solidarietà i Musoni riusciranno a sopravvivere. Ma anche l’elogio alla diversità, un invito a non giudicare le persone (o gli animali) dal loro aspetto. I Nasocchioni possono anche essere goffi, rilasciare una maleodorante puzzetta azzurra quando hanno paura ed illuminarsi come una lampadina di notte, però sono dei mastri costruttori e sanno sempre trovare la giusta soluzione ai problemi. Ma sopratutto conoscono il valore della vita e il calore dell’amicizia.
Il film, visto da un occhio adulto, sembra una metafora sul cinema d’animazione di oggi. Con piccoli film indipendenti che cercano di sopravvivere alla marea di prodotti delle grandi case di produzione (da Disney e Pixar a DreamWorks, Sony Animation e Ilumination Entertainment). Restare a galla e trovare visibilità per loro non è facile, ma quando talento, passione e ingegno si alleano anche per loro c’è speranza. E Ooops! Ho perso l’Arca… ne è la prova.
Alex ha visto il film tutto d’un fiato, immergendosi nelle atmosfere del diluvio universale e sommergendoci di domande sul perché alcune specie non potevano salire sull’Arca. Ho provato a trovare una risposta adeguata, ma il film mi è venuto in aiuto con un finale risolutivo ed efficace. Un po’ goffo pure lui visto che inciampa sempre sui suoi piedi, Alex si è ovviamente immedesimato in Finny e come prima cosa ha cercato di convincerci a costruire una casa sull’albero come quella vista nella storia. Giorgio, invece, più “musone”, si è subito affezionato al grande e dolce lumacone Obesino e ha riso divertito ai suoi starnuti. Il personaggio meno amato invece è stato il leone, che qui fa la parte del “cattivo”, anche se in fondo non lo è per davvero…

 

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