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Nightmare Before Christmas, che incubo crescere!


Visto con Riccardo, 7 anni

Nightmare Before Christmas, che incubo crescere!

Un musical natalizio in stop-motion, gotico e divertente, che sviluppa il tema del passaggio dall'adolescenza all'età adulta con originalità e gusto del nonsense

di Demis Biscaro 26/06/2013

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“È stato molto tempo fa,
più di quanto ora sembra,
in un posto che, forse, nei sogni si rimembra,
la storia che voi udire potrete
si svolse nel mondo delle feste più liete.
Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste.
Se così non è, direi…che cominciare dovreste!”

Si apre con questo accattivante incipit uno dei film d’animazione più originali della storia del cinema, frutto della creatività gotica e dello spirito fanciullesco di Tim Burton che ne ha curato soggetto e produzione, affidando la direzione all’amico Henry Selick (futuro regista di James e la pesca gigante e Coraline e la porta magica).
Protagonista è Jack Skeletron, scheletro e re del Paese di Halloween, lugubre terra popolata da vampiri, streghe e mostri di ogni tipo, perennemente occupati ad organizzare la festa di Halloween per l’anno seguente. Insoddisfatto dalla monotona ripetitività della sua esistenza, Jack scopre per caso il Natale e ne resta talmente affascinato da volerlo portare nel suo regno per sostituirsi a Santa Claus nella consegna dei regali. Ma si sa, il Natale non è affare per fantasmi e lupi mannari…
Realizzato con uno stop-motion da antologia, Nightmare Before Christmas è un musical macabro e leggero che gioca con l’immaginario horror con ingenuo e divertito disgusto, come un bambino con un lombrico, riuscendo ad entrare in sintonia col pubblico più giovane fin dalla prima canzone e a solleticare quell’oscuro senso del meraviglioso che mamme e papà hanno (purtroppo) messo da parte già da tempo.
I mostriciattoli di Tim Burton sono bizzarri e repellenti ma mai cattivi (con l’unica eccezione del villain di turno Bau Bau) ed anzi danno prova di essere impacciati e smarriti come bimbi senza genitori. Per questo si affidano a Jack, che li tratta con l’affetto e l’accondiscendenza degni del miglior fratello maggiore, sebbene in lui stia prendendo forma un indefinibile senso di insoddisfazione. Perché dietro i modi da giovane adulto, Jack è ancora un adolescente a cui la sua vecchia famiglia di mostri sta ormai stretta: cercherà (sbagliando!) di trasformarla in qualcosa di diametralmente opposto, tutto luci e colori sgargianti, prima di comprendere che il più grande cambiamento deve aver luogo nel suo cuore, attraverso l’accettazione di sé stesso e l’apertura all’amore di coppia, unica realtà che può dare un senso pieno alla sua nuova vita di adulto.
A questo classico racconto di formazione si intreccia una rilettura laica del Natale, dipinto come una gioiosa festa di condivisione di doni e affetti. Per questo il tentativo di Jack di catturarne l’essenza isolandosi in perfetta solitudine nella sua torre contorta è destinato intrinsecamente a fallire. Riuscirà invece ad aver ragione del Bau Bau, incarnazione della paura più nera e irrazionale, condannato ad essere letteralmente dissolto in un cumulo di orridi insetti. Il senso è chiaro: l’unico modo di sconfiggere le nostre peggiori ansie non è quello di affrontarle di petto ma di ridimensionarle, di guardarci dentro e di smontarle per scoprire che in fondo sono solo dei grovigli di piccoli timori e incertezze, facili da superare se presi singolarmente, proprio come schiacciare un insetto sotto la scarpa.
Nightmare Before Christmas è uno dei film preferiti di Riccardo (se non l’ha visto una decina di volte poco ci manca…) sia per l’alto tasso di mostriciattoli sia per la colonna sonora ricca di canzoni orecchiabili, rese ancor piú piacevoli da alcuni versi nonsense che in casa sono diventati ormai dei veri e propri tormentoni. Peccato che le stesse canzoni rendano anche piú complicato seguire il filo della narrazione, soprattutto per i bambini, nonostante la limpida interpretazione di Renato Zero che presta la voce al protagonista. Mio figlio comunque, dopo aver rivisto il film un paio di volte, ha compreso i punti salienti della storia e si è reso conto che Jack, nonostante non tenga un comportamento esemplare, in realtà non è cattivo ma sta solo cercando di realizzare un sogno che non è conforme alla sua natura “perché i mostrini non sono capaci di fare dei bei regali di Natale, sanno solo spaventare!”.
Il messaggio di fondo del film infatti è rassicurante e sostanzialmente conservatore (come sarà quello di Coraline): ad impicciarsi delle feste altrui si va a finir male, meglio stare a casa propria e guardarsi bene intorno: ci si accorgerà che c’è sempre qualcuno di speciale pronto a volerci bene. Anche se, a dirla tutta, a Riccardo non sta tanto simpatica Sally, la bambola innamorata di Jack, “perché è una femmina. Sono molto meglio i vampiretti!”.
Che dire? Questo è Halloween!

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