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Nemo, piccolo grande eroe


Visto con Alex, 3 anni

Nemo, piccolo grande eroe

Il viaggio di un padre alla ricerca del figlio diventa l'occasione per mostrare un importante percorso di crescita personale e affettiva

di Karin Ebnet 21/11/2012

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Alla ricerca di Nemo è imprescindibile, uno dei film Pixar che non si può non vedere insieme ai propri figli. Non solo per l’altissima qualità dell’animazione (mai prima di allora un cartoon era riuscito a rendere così vivo un fondale marino, anche grazie al digitale), ma anche e soprattutto perché, attraverso la semplice storia di un padre che parte alla ricerca del figlio perduto, tocca tantissimi temi tutti ugualmente importanti: la diversità (Nemo ha una pinna atrofizzata), la perdita (della madre), il rapporto padri e figli (Marlin è un padre apprensivo e iperprotettivo), la ribellione (di Nemo), la scoperta di se stessi e delle proprie potenzialità (tanto per Nemo quanto per Marlin), l’importanza di riconoscere i propri errori.

Tutto inizia quando Marlin e Coral, due pesci pagliaccio in attesa che si schiuda la loro prima covata, affrontano un terribile Barracuda. La mamma muore insieme ai piccoli, ma un uovo riesce a sopravvivere. Il piccolo, chiamato Nemo, diventa così tutto l’universo di Marlin, disposto a qualsiasi cosa pur di proteggerlo dai pericoli del mondo, anche a soffocare le reali necessità del figlio chiudendolo in un microcosmo iperprotettivo. Ma Nemo come tutti, pesci pagliaccio compresi, ha bisogno di fare esperienze, di mettere alla prova se stesso, di fare amicizie, di scoprire il mondo fuori dall’anemone e, perché no, anche di sbagliare.

Ecco perché alla prima occasione Nemo risponde al padre con un gesto di ribellione, neanche troppo eccessivo, ma che non rimane senza conseguenze. Un dentista australiano, con la passione per le immersioni e per i pesci tropicali, cattura il piccolo per metterlo nel suo acquario. A Marlin non resta che affrontare tutte le sue paure e intraprendere un viaggio che lo condurrà fino a Sydney… alla ricerca di Nemo.

Un viaggio che è anche un percorso di crescita per entrambi: aiuterà Marlin a comprendere i suoi sbagli e lo preparerà a un nuovo e più giusto modo di essere genitore; allo stesso modo anche Nemo avrà modo di comprendere il padre, di scoprire le proprie potenzialità e di mettersi alla prova e di capire che esistono tanti modi di esprimere affetto.

Alex ha adorato il film sin dalla prima inquadratura, ipnotizzato dai colori sgargianti e conquistato dalla simpatia dei personaggi. Per fortuna barracuda e squali non lo hanno spaventato, anzi, mi ha tormentato con mille domande sui pescecani, sul perché prima sono amici e poi inseguono Marlin, se davvero sono vegetariani, quanto sono grossi, ecc. Quando gli ho raccontato di un mio incontro con uno squaletto della barriera corallina mi sono vista trasformata ai suoi occhi in un’eroina e da quel momento durante i bagnetti sono immancabili squali, balene, pesci martello ed orche.

Tra i suoi personaggi preferiti ci sono Dory, talmente sbadata e smemorata da essere adorabile, e le tartarughe che approfittano della corrente australiana per divertirsi come in un parco giochi, ma anche Nemo lo ha colpito, soprattutto alla fine, quando da solo è riuscito a salvare Dori dalla rete dei pescatori. La sera, al momento delle coccole prima della nanna, mi ha confidato che gli sarebbe piaciuto compiere un’azione eroica come quella realizzata dal pesciolino pagliaccio. Un messaggio importante è arrivato a destinazione!

 

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