Recensioni

Nelle pieghe del tempo la recensione. È nata una stella!


Visto con Alex, 9 anni, Giorgio, 7 anni

Nelle pieghe del tempo la recensione. È nata una stella!

Una fiaba fantascientifica che parla ai ragazzi di temi importanti come il disagio giovanile, il bullismo e l'importanza di credere in se stessi

di Karin Ebnet 29/03/2018

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2018/03/nelle-pieghe-del-tempo-la-recensione-film-per-bambini-famiglie-ragazzi.jpg

Lode a Disney, che nonostante il mercato conduca verso altre direzioni, continua a confezionare film per tutta la famiglia partendo dal punto di vista dei ragazzi. È sicuramente questo anche lo scopo che ha condotto la più grande azienda cinematografica al mondo (pensate che inscrive in sé anche tutti gli universi Pixar, Marvel, Fox e Lucasfilm, Indiana Jones compreso) a trasportare man mano tutti i suoi classici animati in fiabe in carne e ossa, così da riportare al cinema quella fetta di pubblico ancora ancorato alle favole ma che si sente troppo “grande” per guardare un cartoon, soprattutto sul grande schermo.

Punto di partenza

Una mission che pare facile quando si tratta di far rivivere storie senza tempo come quelle di Cenerentola e La Bella e la Bestia, attese da un vastissimo pubblico. Più difficile quando si prendono storie originali o tratte da libri di grande successo per cercare di intercettare i gusti degli spettatori paganti (se spesso non sono i ragazzi ma i loro genitori). Come fare ad accontentare tutti?

Disney ci aveva provato con Tomorrowland, riuscito a metà ma comunque sempre valido da proporre ai ragazzi, e le aspettative erano andate un po’ deluse nonostante dietro al progetto ci fosse quel geniacco di Brad Bird (Gli incredibili, Ratatouille) con il supporto alla sceneggiatura di Damon Lindelof (Lost). Per Nelle pieghe del tempo allora ha abbandonato la strada della storia originale per aggrapparsi a un libro per ragazzi capace di unire la passione per la scienza a universi magici e fantasiosi. Il punto di partenza perfetto per far volare la fantasia sul grande schermo…

nelle-pieghe-del-tempo-a-wrinkle-in-time-disney-ava-duvernay-motion-poster-spot-trailer-italiano-meme

Il libro, la narrazione

Ma anche questo è risultato un percorso un po’ ostico. Il libro di Madeleine L’Engle, scritto nel 1963, è infatti un racconto avvincente che trasporta i ragazzi letteralmente “nelle pieghe del tempo” alla ricerca di se stessi, ma ha snodi narrativi complessi e necessita di molta attenzione per comprendere appieno l’esistenza dei mondi paralleli e il modo in cui è possibile raggiungerli.

Come fare a spiegare il tutto sul grande schermo senza trasformare il film in un trattato scientifico e mantenendo intatto il tono favolistico della storia?

Per la regista Ava DuVernay, fresca vincitrice del plauso del pubblico per Selma, è stato quello invertire i fattori semplificando al minimi termini la trama (forse financo troppo) per alzare al massimo i toni degli effetti speciali, delle ambientazioni e dei costumi. L’intento era certo quello di creare un universo che fosse accattivante allo sguardo e che distraesse lo spettatore dalla mancanza di sostanza, ma purtroppo non è riuscito molto al suo scopo risultando poco comprensibile ma soprattutto annoiando un po’ lo spettatore ignaro di molti dettagli importanti rivelati invece dal libro.

Nelle-pieghe-del-tempo-libro-giunti-editore-cover-copertina

La trama

La storia segue le vicende di Meg, una quattrodicenne geniale che da quando è sparito il padre si è chiusa in una gabbia di insicurezze. Un atteggiamento che non è compreso, ma soprattutto non è più accettato, né dalla scuola e nemmeno in famiglia. L’unico che sta dalla sua parte è il fratellino Charles (Deric McCabe) che, a soli 5 anni, ha una proprietà di linguaggio da professore universitario e una straordinaria capacità empatica che lo rende estremamente socievole. Proprio il contrario di Meg che è assillata da una sola domanda, dov’è finito il padre? Astrofisico che ha trascorso la vita a cercare di svelare i misteri del continuo spazio-tempo, l’uomo è finito in una delle “pieghe del tempo”, tenuto prigioniero nell’oscurità. La ragazza questo però non lo sa ancora. Lo scoprirà quando ad avvertire lei e Charles del pericolo che sta correndo il padre ci penseranno tre leggendarie creature note con i nomi di Signora Chi, Signora Quale e Signora Cos’è. Saranno loro a condurre i due fratelli, insieme all’amico Calvin (Levi Miller), in un viaggio tra variopinti mondi paralleli per cercare di riportare indietro il padre.

nelle-pieghe-del-tempo-nuovo-trailer-italiano-film-disney

Viaggio di formazione

Un viaggio che non solo conduce i ragazzi in universi colorati e popolati da strane creature, ma che li porta a conoscere se stessi come mai prima d’ora, a dare un senso ai propri difetti e a scoprire le proprie qualità. Ed è proprio questo il punto di forza del libro prima e del film dopo, che parla ai ragazzi in quell’età difficile di passaggio dal mondo infantile a quello dei teenager cercando di dare loro coraggio e fiducia nelle proprie capacità, grandi certezze a cui aggrapparsi per non scivolare nelle insicurezze tipiche della loro età.

Peccato solo che il film, semplificando tanto la trama, abbia perso per strada molte e forse troppe spiegazioni che erano davvero necessarie alla comprensione chiara della storia. Cosa che non succede a chi ha avuto la fortuna di leggere prima il libro di Madeleine L’Engle e quindi è arrivato preparato al cinema.

D’altra parte il film ha calcato bene la mano sul tema del disagio giovanile e del bullismo, dando così la possibilità ai bambini  e ai ragazzi di riflettere su un tema quanto mai attuale oggi.

nelle-pieghe-del-tempo-trailer-italiano-film-disney

Film al femminile

Difetto di narrazione a parte, Nelle pieghe del tempo ha un altro grande pregio, quello di aver portato sul grande schermo un team tutto al femminile e variegato anche nelle etnie, così da parlare un linguaggio che sia davvero universale. Capace di spezzare il luogo comune sul fatto che un film femminile sia sinonimo di storie rosee e merlettate arricchendolo al contrario di grandi concetti scientifici. Scusate se è poco!

Non solo il libro è scritto da una donna, così come il film (alla sceneggiatura troviamo infatti Jennifer Lee, la “mamma” di Frozen – Il regno di ghiaccio), ma Ava Du Vernay è stata la prima cineasta afroamericana che ha potuto gestire un budget a hollywood di oltre 100 milioni di dollari. Tutto femminile anche il cast. A partire dalle tre grandi Signore, interpretate da Oprah Winfrey, Reese Witherspoon e da Mindy Kaling, comica e scrittrice americana di origini bengalesi. La loro recitazione un po’ troppo sopra le righe appanna però il loro talento e la simpatia che dovrebbero emanare i loro personaggi.

Ma soprattutto è il film che ha lanciato al cinema la giovane Storm Reid, una vera scoperta.

nelle-pieghe-del-tempo-spot-tv-golden-globes

È nata una stella

Al cinema in realtà Storm Reid ci è quasi nata visto che il suo primo ruolo lo ha avuto a soli tre anni e a 10 ha interpretato il ruolo della piccola Emily accanto a grandi nomi di Hollywood come Brad Pitt, Michael Fassbender e Chiwetel Ejiofor in 12 anni schiavo. Ma è nel ruolo di Meg che dimostra di avere già grande maturità interpretativa dando vita a una protagonista insicura ma geniale, scorbutica ma gentile, piena di paure ma coraggiosa. Un personaggio complesso che Storm Reid riesce a far funzionare come fosse una perfetta equazione matematica.

nelle pieghe del tempo wrinkle in time storm reid meg secondo trailer italiano

Nelle pieghe del tempo la recensione dei bambini

Alex e Giorgio erano molto incuriositi dal film, anche perché Babbo Natale aveva regalato loro il libro che purtroppo non hanno fatto in tempo a finire di leggere. Questo li ha un po’ spiazzati durante la visione perché hanno faticato a seguire la trama pur rimanendo incantati dai mondi paralleli in cui Meg si trova a viaggiare. Alla fine della visione avevano tantissime domande a cui il film non aveva risposto: Perché il fratellino Charlie è così socievole?; Perché il suo comportamento muta tanto nel finale?; Chi sono davvero le tre Signore?; Perché a loro si aggiunge l’amico Calvin? Cos’è l’oscurità che sta avvolgendo tutto?

La soluzione sta nelle pagine nel romanzo di Madeleine L’Engle, ora anche in versone graphic novel, che consigliamo caldamente di leggere prima di vedere il film, altrimenti fate come Meg: entrate nella frequenza del film per armonizzarvi con quello che vi circonda e trovare la pace con se stessi e con l’immensità dell’infinito.

Vai alla scheda Cinema

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento