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Nausicaa della Valle del Vento, il Cantico delle Creature di Miyazaki


Visto con Riccardo, 8 anni

Nausicaa della Valle del Vento, il Cantico delle Creature di Miyazaki

Una toccante parabola ambientalista e un inno alla pacifica convivenza di tutte le creature, con una protagonista indimenticabile

di Demis Biscaro 30/09/2015

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In un futuro postbellico la Terra è ricoperta quasi completamente da una vegetazione letale per l’uomo, il Mar Marcio, che ha confinato gli ultimi sopravvissuti in comunità isolate tra loro. Una di queste è la Valle del Vento, un’oasi costiera il cui fragile equilibrio viene compromesso quando una gigantesca aeronave del regno di Tolmekia precipita nelle campagne che circondano il villaggio. Con sé porta l’ultimo Soldato Titano, uno dei giganteschi automi utilizzati nel conflitto che mille anni prima aveva quasi sterminato l’umanità. I Tolmekiani però sono un popolo bellicoso e non tardano ad arrivare col loro esercito per recuperare il Soldato Titano, che vogliono usare per soggiogare il mondo. Ma Nausicaa, la giovane principessa della Valle del Vento, è pronta a battersi con tutte le sue forze per salvare la sua gente da una nuova guerra.

Per quanto fantasiose e lontane dalla realtà possano sembrare, le storie di Hayao Miyazaki sono sempre illuminate dall’interno da una luce di sincera umanità e da un istintivo amore per la vita. Nausicaä della Valle del Vento, uscito nei cinema giapponesi ancora nel lontano 1984, ne è un esempio sfolgorante e un perfetto campionario delle tematiche più care al maestro giapponese, come l’amore per il volo, il valore della donna, l’importanza dell’amicizia, il pacifismo e l’ambientalismo. Il cuore della vicenda ruota infatti attorno al complesso rapporto dell’uomo con la natura, celebrata con una devozione sacrale che investe tutte le sue creature, non escluse le piante tossiche e gli orrendi insetti giganti che le abitano.

Il prisma attraverso cui tutti questi temi si rifrangono è Nausicaä, adolescente sensibile e combattiva, intimamente convinta che l’ostilità nasca solo dalla paura nei confronti di ciò che non si comprende. Perché in realtà in natura tutto è funzionale al perpetuarsi della vita, anche ciò che al miope occhio umano si manifesta nel suo opposto, come il Mar Marcio, il cui grembo inesplorato ospita l’embrione di una nuova stagione di prosperità per il pianeta. Forte di questa verità Nausicaä non esita a compiere il sacrificio più grande per stabilire una nuova alleanza tra gli uomini e dio, che nell’universo shintoista di Miyazaki coincide con la natura stessa.

Poco importa se il comportamento della giovane eroina può suonare ingenuo o irragionevolmente altruista: la razionalità portata agli estremi ha prodotto gli infernali Soldati Titano, è dunque tempo di ridimensionarne il ruolo per far spazio a una disposizione morale in cui la ragione sia solo uno strumento al servizio della stupefacente molteplicità del vivente. In questa prospettiva lo slancio di amore di Nausicaä verso gli Ohmu (mostruosi insetti grandi come un palazzo) acquista tanta piú forza quanto piú enigmatica ed inumana appare la loro esistenza. E proprio nel suo scandaloso tentativo di scavalcare l’assoluta alterità che separa le differenti specie sta il messaggio piú alto e commovente del film, uno straordinario inno alla tolleranza che sfugge alla retorica attraverso l’accettazione del mistero quale componente ineludibile dell’essere.

Basato sui primi due volumi dell’omonimo manga di Miyazaki, Nausicaä della Valle del vento trova molti punti di contatto con la serie animata “Conan, il ragazzo del futuro“, soprattutto per l’ambientazione post-apocalittica e gli evidenti risvolti ecologisti. E, come la serie, non porta argomenti a sostegno delle proprie tesi ma seduce lo spettatore con la forza disarmante delle sue immagini, che si accompagnano a una splendida colonna sonora, la prima firmata da Joe Hisaishi, futuro compositore delle musiche di tutte le opere del regista giapponese.

Al pari di ogni altro grande classico il film si lascia fruire a molteplici livelli. Se è pur vero che l’approfondimento psicologico dei personaggi può essere goduto al meglio solo da un pubblico adulto, gli spettatori più piccoli resteranno affascinati dalle spettacolari sequenze aeree e soprattutto dai mastodontici insetti multicolore, mentre i ragazzini più grandi non faticheranno a identificarsi con Nausicaä.

Mio figlio Riccardo, ad esempio, si è fatto letteralmente incantare dagli insettoni giganti e dallo slancio epico di tutta la storia, particolarmente avvincente e avventurosa. Nei giorni successivi si è rivisto più volte il film che ci ha fornito anche lo spunto per alcune discussioni sull’inquinamento, sulla biologia delle piante e perfino sul ruolo ambiguo degli scienziati, che col loro lavoro possono contribuire sia a costruire i Soldati Titano che a comprendere il funzionamento del Mar Marcio.

Con Nausicaä della Valle del Vento, Miyazaki firma il suo personalissimo Cantico delle Creature, realizzando un’opera radicalmente anti-antropocentrica ma nel contempo profondamente umana, che a distanza di trent’anni suona come un appello – accorato e drammaticamente attuale – ad accogliere a cuore aperto ogni diversità e a non dimenticare che il mondo appartiene all’alleanza di tutti i viventi.

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