Recensioni

Mucche alla riscossa, non si vende la famiglia!


Visto con Riccardo, 7 anni e Letizia, 3 anni

Mucche alla riscossa, non si vende la famiglia!

Una caccia al ladro nel vecchio West, tra mucche chiacchierone e cavalli appassionati di kung-fu. Ma le gag fanno passare in secondo piano la drammaticità dei temi affrontati.

di Demis Biscaro 30/09/2014

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2014/09/mucche-alla-riscossa-quadro-familiare.jpg

Da qualche parte, nel mezzo di una piana polverosa del selvaggio West, c’è Angolo di Paradiso, un piccolo ranch in cui l’anziana signora Pearl coltiva l’orto e si prende cura degli animali come fossero i membri di una grande famiglia. Purtroppo, a causa dei debiti contratti con le banche, un’ingiunzione di sfratto minaccia di farle perdere per sempre la proprietà della sua terra. Gli animali però non ne vogliono sapere di andarsene, cosí tre mucche particolarmente intraprendenti, Maggie, Mrs. Calloway e Grace, escogitano un piano per catturare il ladro di bestiame Alameda Slim e usare i soldi della taglia per saldare i conti in sospeso. Avranno dalla loro parte l’atletico Buck, il cavallo dello sceriffo, ma dovranno battere sul tempo Rico, il cacciatore di taglie più abile di tutto il West.
Cura reciproca, calore familiare e senso di appartenenza ad un luogo sono le coordinate emotive attorno a cui ruota la favola di questa “vecchia fattoria” abitata da maialini iperattivi, pulcini petulanti, galline ciarliere e un vecchio caprone brontolone. Oltre naturalmente alle tre mucche protagoniste, ciascuna con una personalità ben definita: Maggie è spigliata ed espansiva mentre Mrs Calloway è riflessiva e conservatrice; per non parlare di Grace, ingenua, stralunata e stonatissima mucca con simpatie new age.
La storia ha una tono leggero e scanzonato e scivola senza grandi scossoni verso il prevedibile happy ending, allietata da qualche piacevole canzone di Alan Menken (premio Oscar per varie colonne sonore, tra cui quelle de La Sirenetta e La Bella e la Bestia) e accompagnata da una comicità bonaria che si muove su due binari paralleli: da un lato le gag slapstick appannaggio dei bambini e dall’altro i battibecchi tra le protagoniste, sul filo dello humor inglese e del nonsense, più adatte a un pubblico adulto.
Il film però non è un puro e semplice antidoto alla noia ma attraversa in punta di piedi il delicato tema dell’emigrazione e quello speculare dell’accoglienza, ribadendo tra le righe la necessità per ogni essere vivente di avere una casa, intesa come luogo stabile in cui trovare conforto materiale e affettivo. Diritto inalienabile che si scontra giocoforza con la smania di profitto del capitalismo più vorace e spudorato, incarnato da Alameda Slim e puntellato dalla complicità delle banche e dalla connivenza (involontaria?) di un potere costituito troppo preso a sfrattare i contadini dalle loro case per avere il tempo di catturare i malviventi. E in questo scenario poco confortante non si scorge nessun eroe pronto a prendere le difese dei più deboli (il leggendario Rico non è poi così integerrimo…). A questi ultimi non resta dunque che sostenersi a vicenda, forti della convinzione che il primo dovere di un essere vivente è quello di restare fedele a ogni costo ai propri affetti: “Sono la mia famiglia! E non si vende la famiglia!” ribatte la signora Pearl allo sceriffo quando questi le suggerisce di vendere gli animali per racimolare qualche quattrino.
L’animazione piuttosto spigolosa si scosta apprezzabilmente dalla consueta rotondità delle produzioni Disney adattandosi perfettamente all’ambientazione rustica del vecchio West, trasformato in un territorio della fantasia graze all’adozione di una tavolozza di colori calda e antinaturalistica, virata verso le tonalità del rosa e del malva.
Riccardo e Letizia si sono divertiti a seguire le vicissitudini delle tre mucche e si sono fatti un bel po’ di risate col cavallo Buck, affamato di avventura e appassionato di kung-fu, ma comicamente inetto quando il gioco si faceva duro. A sopresa anche il cattivo di turno, Alameda Slim, col suo originalissimo metodo per far razzia di bestiame, ha catturato le loro simpatie. Tuttavia, la mancanza di un personaggio forte ha fatto sí che dopo i titoli di coda il film fosse presto dimenticato. Forse con qualche battuta in meno e un maggiore approfondimento dei personaggi anche questa pellicola avrebbe lasciato una traccia più duratura. Ma va bene così: ogni tanto qualche storia meno impegnativa non guasta.

Vai alla scheda Cinema
Vai alla scheda Home Video

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento