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Mazinga Z contro Devilman, due demoni contro Inferno


Visto con Riccardo, 8 anni

Mazinga Z contro Devilman, due demoni contro Inferno

I due celebri personaggi di Go Nagai sono protagonisti di uno scontro spettacolare a tutto campo contro le forze del male del Dottor Inferno

di Demis Biscaro 25/11/2014

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Durante uno scontro con i mostri meccanici del Dottor Inferno, Mazinga Z e Afrodite A liberano dalle profondità della Terra l’arpia Silen, ancestrale mostro della tribù dei demoni. Registrato l’evento, il Dottor Inferno risveglia altri demoni e grazie a un raggio per il controllo telepatico riesce ad assoggettarli ai suoi voleri e a lanciarli contro Mazinga Z. Ma non ha fatto i conti con Akira Fudo, alias Devilman, che aiuterà Ryo a respingere questo nuovo, violentissimo attacco.
Proiettato per la prima volta nelle sale giapponesi nel 1973, Mazinga Z contro Devilman è il primo crossover tra due delle più celebri serie televisive create da Go Nagai. L’accostamento dei due personaggi apparentemente molto diversi è in realtà meno azzardato di quanto potrebbe sembrare, visto che entrambi condividono una natura parzialmente demoniaca (il nome Mazinga nell’originale giapponese nasce dall’unione dei termini “ma” e “jin” ovvero “demone” e “dio”). Ma questa componente è mantenuta sotto stretto controllo da una superiore volontà umana che la piega a più nobili intenti, in primis la difesa dell’umanità dalle forze del male, siano esse il Dottor Inferno o la tribù dei demoni.
Il film racconta anche l’introduzione del Jet Scrander, le ali di Mazinga Z, secondo una versione alternativa rispetto all’anime televisivo, ma è soprattutto un pretesto per mettere in scena spettacolari combattimenti contro una profluvie di mostri meccanici, per la gioia dei fan che hanno la possiblità di ammirare il loro robot preferito battersi al massimo delle sue possibilità, col valore aggiunto di una regia più dinamica ed elaborata rispetto a quella della serie TV. L’abbondanza di primi piani dei robot e dei mostri meccanici incrementa il coinvolgimento dello spettatore tanto che a tratti si ha la diretta sensazione di trovarsi faccia a faccia con i mostri, nella cabina dell’aliante slittante.
L’atmosfera è nel complesso più cupa di quella dell’anime originale a motivo della presenza dei demoni e in particolare della spaventosa arpia Silen. Peccato solo per il doppiaggio dei demoni Zannin e Bugo, piuttosto scialbo e inadatto a personaggi così aggressivi. Ottimo invece il restauro della pellicola che ha restituito ai robot una vivace colorazione pastello, intensa ma non pesante, capace di esaltare i contrasti cromatici senza far perdere calore e nitidezza alle immagini.
Riccardo era la prima volta che vedeva un anime robotico sul grande schermo e, com’era prevedibile, ne è rimasto entusiasta! Nonostante Devilman non abbia fatto breccia nel suo immaginario, strettamente legato al clangore metallico dei robot giganti, ha provato più di un brivido di fronte al volto luciferino dell’arpia Silen e ha subito il fascino del demone dai mille occhi Bugo (nome che in italiano purtroppo suona involontariamente buffo). E naturalmente si è goduto lo spettacolo del suo adorato Mazinga Z a dimensioni spropositate, esperienza questa già da sola capace di trasformare la serata in un evento indimenticabile!

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