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Mary Poppins, salvagente per genitori e umanità


Visto con Marco, 5 anni

Mary Poppins, salvagente per genitori e umanità

Un grande classico da recuperare con i propri figli in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni del film

di Luca Maragno 28/01/2014

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La bambinaia più famosa della storia del cinema sta per tornare di attualità. Mary Poppins, infatti, compie 50 anni, e tra le varie celebrazioni vi è anche un commovente film (per grandi) sulla sua genesi, Saving Mr. Banks in sala dal 20 febbraio prossimo, con Tom Hanks nei panni di Walt Disney (leggete la recensione su Bestmovie.it).
È un’ottima occasione per recuperare questo classico e proporlo ai figli del 2000, visto che si tratta di un film immenso che non sembra essere invecchiato di un giorno. Merito soprattutto dei due protagonisti, Julie Andrews e Dick Van Dyke, attori che appartengono a quel genere di showman/showgirl che sanno fare straordinariamente bene tutto: cantare, ballare, essere comici e drammatici con la stessa efficacia. Merito, soprattutto, di Mary Poppins, straordinario libro su una tata magica che soccorre bambini in difficoltà. Una storia che riesce a essere coinvolgente per i più piccoli, pur parlando in modo terribilmente sofisticato soprattutto agli adulti. Si parla al cuore, mettendo sul piatto i sentimenti e le relazioni che legano genitori e figli, aspetto che coinvolge immediatamente grandi e piccoli, ma si parla anche alla ragione, mettendo in scena sottili metafore che non hanno perso smalto.
Mary Poppins è anarchica, femminista, anticlassista, insomma una vera e propria bomba anche per i nostri giorni: sembra autoritaria e dispotica ma in realtà è regolata solo dal buonsenso e dalla fantasia; non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, men che meno dagli uomini, tutti anzi ammirati e in soggezione alla sola sua presenza; è amica dei poveri spazzacamini mentre sbeffeggia la borghesia per la quale lavora.
Si vuole parlare soprattutto ai genitori, agli adulti, a chi è intrappolato in stereotipi indotti da una società non più a portata dell’Uomo, e si vuole parlare loro con iniezioni di ottimismo contagiose. Citiamo solo tre casi prendendo spunto da tre canzoni ormai divenute tra le più famose al mondo.”Supercalifraglistichespiralidoso” è una parola “fantastica”, creativa, un po’ pazza, “che non esiste”, ma che invece prende vita se la si sa pronunciare. Come a dire che la fantasia e la creatività sta in ogni angolo, fa parte di noi e può migliorarci: anche una semplice passeggiata nel parco può trasformarsi in una gara di cavalli da giostra. “Con un poco di zucchero la pillola va giù” sottolinea che si può far qualsiasi cosa col sorriso, perfino i lavori più umili e meno comodi come lo spazzacamino, persino prendere una medicina o mettere a posto la stanza. “Rido da morire” è cantata da uno zio che non riesce a smettere di volare perché continua a ridere. Insomma: una risata alleggerisce la vita.
I messaggi più acuti, che dimostrano una intelligenza straordinaria nell’arrivare al cuore dei problemi dei nostri giorni, sono quelli sulla mancanza di tempo e quelli contro le banche e il denaro. Il Tempo è vissuto come un fastidio: scandito e regolato da un altro personaggio indimenticabile, un capitano della marina in pensione che spara con un cannone dal tetto di casa sua a ogni scoccare d’ora, obbliga i vicini protagonisti a interrompere ogni azione per tenere fermi gli oggetti della casa, scossa come da un terremoto dalla fastidiosa esplosione. Il Tempo scandito dall’Uomo, insomma, è terribilmente, inesorabilmente, prepotentemente invadente. È comunque nell’attacco alle banche e al denaro che il film acquisisce davvero una dimensione mastodontica. Il padre di famiglia si chiama Banks e lavora in banca: il denaro e il lavoro lo imprigionano in un gabbia «che non esiste», che lo fa stare lontano dai figli, che addirittura gli fanno impedire al figlio di donare due penny per dar da mangiare ai piccioni, perché “i soldi in banca fanno reddito”. È qui, nel finale, che si capisce che è il padre ad aver bisogno dell’aiuto di Mary Poppins, non i figli, e si arriva all’inevitabile lieto fine.
Non è solo il coraggio di parlare di temi universali e anche complessi a far sì che Mary Poppins riesca a durare nel tempo. Mary Poppins conserva un inconfondibile stile Disney che i film dell’epoca avevano: un look, un design, una caratterizzazione che ti faceva sentire a casa Disney anche senza sapere che ci fosse Disney alle spalle del film. Un aspetto che riesce ancora a vincere sull’era moderna della fredda computer grafica e dell’inseguimento dell’ultima moda che tutto appiattisce. Ne è prova di come mio figlio Marco, 5 anni, sia stato sedotto da questa meravigliosa tata: canta le canzoni a giorni di distanza, si dimostra ancora meravigliato nell’aver visto cartoni animati ballare insieme agli attori veri e, soprattutto, prova e riprova a ridere a crepapelle per poter volare sul soffitto.

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