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La valle delle formiche perdute, odissea tra natura e fantasia


Visto con Riccardo, 8 anni e Letizia, 3 anni

La valle delle formiche perdute, odissea tra natura e fantasia

Più avventura e meno poesia nel primo lungometraggio dedicato agli insetti digitali creati da Hélène Giraud e Thomas Szabo, ma il divertimento è garantito!

di Demis Biscaro 23/01/2015

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Una giovane coppia si appresta a trascorrere una giornata all’aria aperta nel verde delle colline. Durante il pic-nic la donna, incinta, sente che il grande momento sta per arrivare: sveglia il compagno appisolato e in tutta fretta si dirigono insieme alla macchina, abbandonando sul prato parte delle provviste. Tra l’erba nel frattempo una coppia di coccinelle osserva lo schiudersi delle sue uova da cui sbucheranno tre piccoli insetti.
Si apre cosí il primo lungometraggio dedicato agli animaletti in CGI protagonisti della fortunata serie TV Minuscule, un incipit che nella sua semplicità è insieme un invito al rispetto di tutti gli esseri viventi e un manifesto di poetica: uomini e insetti sono figli della stessa natura, condividono gli stessi cicli vitali, perciò che c’è di strano nell’immaginare che si comportino in modo simile? La storia prosegue con il racconto di un lungo viaggio avventuroso segnato dall’amicizia tra una giovanissima coccinella e un gruppo di formiche nere, impegnate a trasportare una scatola piena di zollette di zucchero al loro nido. A rendere tutto più complicato ci pensano però le terrbili formiche rosse, determinate a impadronirsi del goloso bottino.
Come nella serie Tv l’ambiente naturale è ancora al centro della scena ma nel passaggio al lungometraggio è andata smarrita buona parte della poesia squisitamente circostanziale dei brevissimi episodi televisivi (di 5-6 minuti) e la componente narrativa ha sottratto spazio al calibrato gioco di pause e sguardi in cui l’espressività degli insetti era protagonista di una comicità irresistibile. Qui prevalgono invece le gag slapstick (scontri, rotolamenti, schianti assortiti accompagnati dal tipico clangore metallico) e tra i rumori ambientali prende corpo una musica di impianto classico, fluida e armoniosa, che nei momenti più concitati incalza lo spettatore, arrivando a dominare letteralmente la scena. Fortunatamente regia e montaggio conservano la loro collaudata sobrietà, tenendosi ben alla larga dal caos frenetico che affligge tanta parte dell’animazione occidentale più recente.
“La valle delle formiche perdute” è comunque un film originale, ben riconoscibile dal mix inconfodibile di fondali live action e personaggi in CGI, e un’opera che accompagna i piccoli spettatori in un’esperienza di visione diversa, più pacata e riflessiva, ricca di sfumature che per essere decodificate e godute appieno richiedono attenzione e pazienza, vista anche la completa assenza di dialoghi. Rimane ben vivo un certo gusto onirico e il desiderio da parte degli autori di accostare atmosfere differenti, per cui il tono prevalentemente avventuroso lascia spazio a momenti di spiccata malinconia (indimenticabile la scena nella cameretta della casa giocattolo), a situazioni di tensione, come la prima notte che la coccinella trascorre da sola all’aperto, e a vere e proprie scene epiche, come l’attacco in massa delle formiche rosse al formicaio di quelle nere. E a beneficio degli spettatori cinefili non mancano le citazioni da film di grande impatto emotivo come Biancaneve e i sette nani, Psyco, Il Signore degli Anelli e 300.
Un’altra importante novità rispetto alla serie TV è la presenza di un gruppo di insetti cui viene esplicitamente assegnato il ruolo di “cattivi”: l’aspetto arcigno e il comportamento spietatamente violento delle formiche rosse non lascia spazio a dubbi al riguardo. Tuttavia il loro scontro con le “buone” formiche nere non si ammanta di risvolti moralistici ma serve a sottolineare una volta di più il valore e la fragilità della natura, così facile da distruggere quanto difficile da ricostruire.
Entrambi grandissimi fan dei Minuscule televisivi, i miei figli hanno accolto il film con assoluto entusiasmo. Sarà che era da parecchio che non vedevano i loro insetti preferiti, sarà che probabilmente la storia cattura l’attenzione dei piccoli meglio di quanto non faccia con gli adulti, comunque sia, Riccardo e Letizia si sono appassionati decisamente piú di me alla coccinella e alle sue disavventure. Da principio Letizia si era un po’ rattristata, quando la coccinella è rimasta da sola al buio e alla pioggia, ma si è presto rinfrancata quando ha visto che era diventata amica delle formiche. Riccardo invece non stava nella pelle durante l’assalto delle formiche rosse al formicaio, curioso com’era di capire come avrebbero fatto a spuntarla contro le formiche nere, e ha riso un sacco di fronte ai loro strampalati stratagemmi difensivi: con modi e ritmi differenti rispetto agli episodi televisivi i piccoli Minuscule sono garanzia di sicuro divertimento anche sul grande schermo!

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