Recensioni

La storia infinita, la fantasia minacciata dall’aridità


Visto con Riccardo, 5 anni

La storia infinita, la fantasia minacciata dall’aridità

Un fantasy dalla confezione curata che purtroppo non raggiunge la magia del capolavoro letterario originale di Michael Ende

di Demis Biscaro 8/10/2012

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Nel 1979 Michael  Ende, uno semisconosciuto scrittore tedesco, acquisisce fama mondiale con la pubblicazione de La storia infinita, un romanzo per ragazzi destinato a diventare un classico nel suo genere.
Protagonista è Bastiano, un ragazzino grassoccio con difficoltà a socializzare con i coetanei, che una mattina si ritira nella soffitta della scuola a leggere un libro intitolato in modo autoreferenziale proprio La storia infinita. Scoprirà che Fantàsia, il mondo della storie fantastiche, è minacciato dal Nulla e seguendo le avventure di Atreiu, un giovane cacciatore Pelleverde, e del Drago della Fortuna Fùcur capirà di essere proprio lui l’unico in grado di salvare quel regno dando un nuovo nome all’Infanta Imperatrice.
Una volta entrato in Fantàsia, Bastiano riceverà l’AURYN, un medaglione in grado di esaudire tutti i suoi desideri. Si trasformerà cosí in un eroe bello, forte e tracotante e tenterà di usurpare il trono all’Imperatrice stessa, prima di finire derelitto nelle lande più desolate di Fantàsia alla ricerca dell’ultimo vero desiderio che possa ricondurlo a casa.
Sulla  scia  del  successo  del  romanzo,  qualche  anno  più  tardi,  nel  1984,  approda  nelle  sale l’omonima  trasposizione  cinematografica,  un fantasy  sostanzialmente fedele alla prima parte del libro (anche se per ragioni imperscrutabili nel doppiaggio italiano Bastiano e Fùcur sono chiamati rispettivamente Bastian e Falkor), ricco di elementi avventurosi ed impreziosito da alcune sequenze ad elevato impatto emotivo (emblematica  la  morte di  Artax, cavallo di Atreiu, nelle Paludi della Tristezza). La suggestiva  rappresentazione  del  Nulla  e  gli  effetti speciali animatronici conservano intatto ancora oggi il  loro  fascino  e  lasciano  una  vivida  impressione soprattutto  negli  spettatori  più  piccoli,  come Riccardo che si è spaventato non poco alla comparsa dell’orrendo lupo mannaro Mork e per qualche giorno dopo aver visto il film ha continuato a mimare l’andatura goffa e pesante dei mordiroccia.
La morale è esplicita: il mondo della fantasia rischia di soccombere a causa dell’aridità del cuore umano, soffocato da disillusione, indifferenza e menzogna. Un buon film per ragazzi ma va detto che chi ha letto il libro non può che rimanere deluso.
La pellicola infatti si ferma all’ingresso di Bastiano in Fantàsia e si conclude poco dopo con un finale posticcio in cui il ragazzino si vendica dei bulletti, inseguendoli con Fùcur per i vicoli della  città,  mentre  una  voce  fuori  campo  liquida  tutta  la  seconda  parte  del  libro  in  modo  tanto spiccio quanto imbarazzante: “Bastian espresse molti altri desideri ed ebbe molte altre strabilianti avventure prima di tornare nel mondo della realtà. Ma questa è un’altra storia.” Un po’ come se Peter Jackson avesse girato solo La Compagnia dell’Anello e l’avesse conclusa con una sequenza inventata  di  sana  pianta  in  cui  Frodo  usa  l’Anello  per  prendersi  la  rivincita  sugli  Hobbit  più antipatici mentre in sottofondo si sente qualcosa del tipo: “Frodo ebbe ancora molte avventure ma alla fine riuscì a distruggere l’Anello.”
Quella  che  viene  gettata  a  mare  è  la  parte  più  cupa  e  drammatica  ma  anche  più significativa  del  romanzo,  incentrata  sulla  travagliata  maturazione  spirituale  del protagonista che viene a confrontarsi con tematiche delicatissime come l’importanza dei ricordi, il valore dell’amicizia e soprattutto l’accettazione di sé stessi. Da questo punto di vista il film, purtroppo, costituisce un deliberato passo indietro rispetto al capolavoro di Ende, che intentò  inutilmente una causa legale alla casa di produzione per far togliere il suo nome dai titoli di testa.
Al primo capitolo faranno seguito due pessimi sequel, uno dei quali (La storia infinita II) superficialmente ispirato alla seconda parte del libro ma nella sostanza  molto diverso da esso.
Mio figlio si è goduto l’affascinante sfilata di creature e paesaggi fantàsici con attenzione  e  soddisfazione  nonostante  non  sia riuscito  a  seguire  tutti  i  passaggi  della  trama  per ovvi motivi di età.

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