Recensioni

La sirenetta, il classico che non passa mai di moda


Visto con Sara, 8 anni, e Emma, 4 anni

La sirenetta, il classico che non passa mai di moda

Dopo 24 anni il film riesce ad ammaliare ancora tutti: bambini ormai abituati alla grafica computerizzata e genitori "nostalgici"

di Paolo Paglianti 10/05/2013

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Prima di Brave e di Rapunzel, c’era Ariel. Già nel 1989, anno di uscita di La sirenetta, le principesse Disney si volevano ribellare, diventare vere protagoniste delle loro storie e artifici del proprio destino.
Ariel è la figlia di Re Tritone, imperatore incontrastato delle profondità marine, che la vorrebbe obbediente e tranquilla come le sue anonime sorelle sirene. Invece, Ariel ama avventurarsi in galeoni affondati, sfidare mortali squali e persino emergere in superficie, affascinata dal mondo emerso degli uomini, violando i divieti paterni e la legge del mare.
Un giorno vede il principe Eric, ed è amore a prima vista: il padre però non vuole sentirne nemmeno parlare, e quindi la sirenetta si rivolge alla strega Ursula, cattiva quanto grassa, che le concede un paio di gambe in cambio della celestiale voce di Ariel. La (ex) sirenetta ha tre giorni per conquistare Eric sulla terraferma, con le gambe ma muta: se entro il terzo tramonto non arriverà il bacio “del vero amore”, Ariel apparterrà a Ursula. Alla strega dalla gigantesca mole non sta particolarmente simpatico Re Tritone e il piano è quello di usare una Ariel assoggettata per mettere le mani su corona e tridenti reali.
Quando Ariel arriva quasi a baciare Eric, Ursula interviene direttamente “barando” con un perfido incantesimo. L’inganno è svelato sul finale, dove, dopo una epica lotta, la strega viene uccisa, Ariel riacquista la voce e Eric scopre il suo vero amore. Re Tritone non ha cuore di obbligare Ariel a tornare nelle profondità, e le dona un aspetto umano per permetterle di sposarsi con il principe in un happy ending da manuale.
C’è stato un periodo in cui avremmo potuto tranquillamente far sparire tutti i nostri DVD tranne La Sirenetta, e le mie figlie semplicemente non se ne sarebbero accorte. Erano totalmente rapite da quello che viene considerato – giustamente – il primo lungometraggio del cosiddetto “Rinascimento Disney”, il periodo felice di film dopo una valanga di insuccessi (qualcuno si ricorda oggi di Taron e la pentola magica?).
Sara e Emma adorano letteralmente Ariel, che è senza dubbio la loro principessa Disney preferita: è un personaggio realistico, che si ribella al padre autoritario, ha delle passioni che non sono scarpette e gonne lunghe, e soprattutto ama l’avventura, l’esplorazione e le sfide. Certo, siamo nel 1989 e alla fine il combattimento con la strega tocca al principe Eric, ma ho la netta impressione che l’ammirazione delle mie figlie per Ariel nasca proprio dal suo carattere deciso e dolce al tempo sesso. Magari Ariel fa degli errori (primo fra tutti accettare il patto scellerato con la strega), ma non si lascia crescere l’erba sotto i piedi (anzi, le alghe!) e prende decisioni, per quanto non sempre felicissime.
Una parte importante la gioca anche la colonna sonora, semplicemente splendida – non per niente esiste persino un adattamento teatrale del film. “In fondo al mar”, “La canzone dei marinai”, “Baciala” sono delle vere hit per bambini e bambine; non ci stupiremmo di scoprire che i vostri figli vi chiederanno di procurarvi l’orecchiabilissima colonna sonora non appena arrivati al “The End” finale.
Il resto lo fanno i disegni “vecchio stile”, realizzati a mano ma con l’ausilio della computer graphic, e gli azzeccatissimi personaggi di spalla, come il granchio Sebastian (che ricorda un po’ il Grillo Parlante) e l’inseparabile pesciolino Flounder, ma una citazione la meritano anche il gabbiano mezzo svitato Scuttle e le due perfide murene al servizio di Ursula.
Il risultato è superiore alla somma delle parti, e La Sirenetta è un film godibilissimo anche a 2013 inoltrato e da bambini abituati alla grafica computerizzato: perfetto per un pomeriggio piovoso, ma le probabilità che conquisti diverse prime serate di seguito anche a casa vostra sono piuttosto alte.

 

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