Recensioni

La principessa e il ranocchio, sogni al ritmo di jazz


Visto con Letizia, 4 anni

La principessa e il ranocchio, sogni al ritmo di jazz

Il mito americano del self made man si scontra con il bisogno d'amore insito in ogni anima: una partita giocata nelle paludi della Louisiana, tra tenebrosi riti vodoo e vibranti intermezzi jazz

di Demis Biscaro 11/05/2015

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2015/05/la-principessa-e-il-ranocchio-happy-ending.jpg

“I sogni son desideri di felicità” cantava Cenerentola oltre sessant’anni fa, vagheggiando un’esistenza sgravata dalle odiose faccende domestiche che le occupavano tutto il tempo e le impedivano di andare al ballo reale. Al contrario Tiana, cameriera di colore nella New Orleans degli anni ’20, sogna più concretamente un ristorante tutto suo e per mettere da parte il denaro necessario lavora come tre Cenerentole! Tutto però si complica tremendamente quando, dopo aver baciato un ranocchio sotto le cui spoglie si cela il principe Naveen, viene trasformata a sua volta in una rana ed è costretta a nascondersi nelle paludi della Louisiana per sfuggire alle grinfie dell’Uomo Ombra, alias il Dottor Facilier, un malvagio stregone vodoo che punta ad arricchirsi a discapito del giovane principe.
Dopo tre produzioni consecutive in computer grafica (Chicken Little, I Robinson e Bolt), nel 2009 i Disney Studios tornano al disegno tradizionale con una storia che celebra il mito americano del self made man, o meglio della self made woman, mettendone in luce nel contempo anche qualche limite. La fiaba dei fratelli Grimm, Il principe ranocchio, non ha molto a che vedere col film, che si muove fin da subito lungo altri sentieri, esaltando l’operosità e lo spirito imprenditoriale a tal punto che la protagonista arriva a identificare la realizzazione di sé con il successo in ambito produttivo. In realtà essa distorce involontariamente il pensiero del padre, morto in guerra anni prima, che fin da piccola l’aveva incoraggiata a impegnarsi per realizzare i suoi sogni e a non affidarsi passivamente alla Provvidenza (“Le stelle ti possono aiutare solo per un tratto di strada”). Parimenti però le aveva anche raccomandato di non perdere mai di vista le cose importanti ed è qui che il ricordo di Tiana difetta. Infatti a causa della sua fissazione per il ristorante la giovane viene trasformata in una rana (il primo bacio al ranocchio Naveen lo dà per puro interesse…) e dovrà compiere un avventuroso percorso di crescita prima di comprendere le parole della fattuchiera Mamma Odie, che le aveva rivelato che “ciò che desideriamo non è ciò di cui abbiamo davvero bisogno”. E ciò di cui Tiana ha più bisogno, come ciascuno di noi, è l’amore di una famiglia tanto che quando se ne rende conto è disposta a restare per sempre nelle paludi col suo amato principe ranocchio. Finale potenzialmente originale e formativo se non fosse che, per la deprecabile smania della Disney di chiudere ogni storia con un happy ending a 360 gradi, i due giovani riescono pure a tornare umani e ad aprire il tanto agognato ristorante.
Una morale classica a tutti gli effetti ma con risvolti non banali, sottratti purtroppo all’attenzione dei bambini da una messa in scena sontuosa ma invadente, densamente inframezzata da numeri di canto sulle splendide musiche di Randy Newman che omaggiano le origini del jazz. Numerose anche le spalle comiche, alcune più riuscite, come la lucciola Ray (in memoria di Ray Charles), innamorata di una stella e destinata a una fine tragica e romantica, e altre più scontate, come l’alligatore-trombettista Louis (omaggio a Louis Armstrong), pasticcione dal cuore d’oro che sogna di poter suonare in una vera orchestra jazz. Ma su tutti spicca il Dottor Facilier, villain inquietante che duetta con la sua ombra e domina gli spiriti oscuri dell’al di là con la magia vodoo: un pizzico di brivido genuino (benché fortemente debitore dell’estetica di Nightmare Before Christmas) tanto più apprezzabile in quanto difficilmente rintracciabile nelle produzioni Disney.
Letizia da principio ha accolto il film con un po’ di scetticismo: “Ma qui cantano sempre? Perché non mi piacciono tanto i film dove cantano!”. Man mano che il film procedeva però il desiderio di fare la conoscenza con una nuova principessa ha preso il sopravvento e si è fatta coinvolgere dalle ambientazioni esotiche e vivacemente colorate piú che dai personaggi. Le lunghe ombre scure e i riti magici del Dottor Facilier l’hanno impressionata non poco ma poi ha sorriso felice quando Tiana e Naveen sono riusciti a tornare umani e a sposarsi, perché a lei proprio non andava che rimanessero delle rane. Non solo, ma ancora adesso non accetta il fatto che Tiana, prima di sposare Naveen, fosse una cameriera: per lei è sempre stata una principessa e guai a metterlo in discussione! Pazienza, in fondo anche Ray era convinto che quella stella brillante fosse la sua amata lucciola Evangeline: ciascuno ha il proprio sogno perché rovinarglielo?

Vai alla scheda Cinema

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento