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La Bella e la Bestia, la magia è tornata – La recensione


Visto con Alex, 8 anni, Giorgio 6 anni

La Bella e la Bestia, la magia è tornata – La recensione

La magia Disney torna più viva che mai nella trasposizione live action del classico La Bella e la Bestia con un cast di attori perfetti per la parte ma con alcuni cambiamenti, soprattutto musicali, che non piaceranno ai fan del cartoon Disney

di Karin Ebnet 8/03/2017

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La storia è quella che ci ricordavamo, proprio quella vista e rivista mille volte con il classico Disney del 1991. Belle è una ragazza semplice ma colta, un po’ troppo interessata ai libri per riuscire a integrarsi nel paesino di provincia in cui vive con il padre, un inventore che sbarca il lunario vendendo strani marchingegni al mercato della grande città. In più è anche bella, la più bella di tutte e questo attira l’attenzione di Gaston, un bullo vanesio ed egocentrico intenzionato a sposare ad ogni costo questa recalcitante preda. Anche perché Belle, innamorata dell’amore grazie ai racconti di Shakespeare, sogna di stare accanto a un uomo del tutto diverso. Mai avrebbe immaginato però il suo futuro lontano dal padre e rinchiusa in un tetro castello avvolto da una maledizione con una bestia. Il padre infatti una sera, di ritorno dal mercato, smarrisce la strada e ruba per Belle una rosa dal giardino della Bestia che per questo lo punisce rinchiudendolo in una fredda prigione. Solo il sacrificio di Belle restituirà al padre la libertà. Dopo un’iniziale diffidenza la ragazza e la Bestia iniziano a comprendersi e a scoprire di avere molte più cose in comune di quanto avrebbero pensato. Sarà davvero lei la ragazza che spezzerà l’incantesimo? Ma Gaston non si darà per vinto…

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Chi ha visto il cartoon sa già come andrà a finire e leggendo la storia avrà ripercorso con la mente le immagini memorizzate sin dall’infanzia. Il film diretto da Bill Condon (The Twilight Saga – Breaking Dawn) però, pur ricalcando il classico in tantissimi momenti, ha voluto anche discostarsene per creare qualcosa di nuovo. Operazione che Disney aveva d’altronde già portato avanti con il live action di Cenerentola. Molto più dinamico e moderno nelle riprese, il film si avvale di straordinari effetti speciali per portare in vita  gli oggetti viventi del castello: Lumiere, Tockins, Spolverina, Guardaroba, Miss Bric, Chicco e Cadenza, maestro di musica e new entry nel gruppo. Oltre che per creare un castello degno di qualsiasi immaginazione. Sontuosa ed essenziale, lugubre e luminosa, fredda e accogliente allo stesso tempo, la dimora della Bestia è il luogo perfetto dove realizzare i sogni di Belle e di chiunque creda nell’anima gemella. D’altronde più di mille persone hanno lavorato alla realizzazione dei set arricchiti da tantissimi dettagli che fanno la differenza. Gli enormi lampadari della sala da ballo per esempio sono stati costruiti uno per uno ispirandosi ad alcuni presenti nella reggia di Versailles e nel film sono state utilizzate più di 8700 candele. E che dire del trucco de La Bestia, che vederemo sicuramente correre meritatamente agli Oscar 2018?

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Rispetto al classico animato la trasposizione live action si prende anche numerose libertà, spesso un po’ troppo azzardate ma che danno una sua identità al film. Innanzitutto la storia è stata allungata. Sono numerose le scene aggiunte che hanno lo scopo di approfondire meglio i personaggi e i loro scheletri nell’armadio. Belle e la Bestia condividono, oltre alla passione per la lettura, anche un doloroso passato familiare, una perdita che ha inciso sulle loro vite e che li ha fatti diventare quello che sono. Una consapevolezza questa che non può che avvicinarli, soprattutto nella scena aggiunta più importante di tutte, quella che vede coinvolto un libro magico e un viaggio alla scoperta di se stessi. Questa mezz’ora in più però, per quanto possa arricchire la storia, rende la visione più faticosa ai più piccoli rendendo il film più adatto ai bambini in età scolastica.

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Altro cambiamento importante è stato quello che ha coinvolto la parte musicale. Se vi aspettate di sedervi al cinema a cantare le canzoni che  avete ormai imparato a memoria dovrete purtroppo abbandonare l’idea. Per cercare di avvicinare di più possibile il suono delle parole in italiano al movimento labiale degli attori, la maggior parte delle canzoni sono state riscritte e i testi cambiati. Forzatura che non rende la visione più armoniosa ma invece piuttosto straniante e respingente. Unica eccezione è la bellissima canzone del ballo che, essendo cantata da Miss Bric in versione teiera, non ha avuto bisogno di ritocchi. In questa scena in più fa la sua comparsa il celeberrimo abito giallo di Belle, che non scontenterà i fan più accaniti. D’altronde il vestito, come già quello di Cenerentola, è stato realizzato con ogni cura e per arricchirlo con 2160 cristalli Swarovski le sarte hanno impiegato più di anno di lavoro.

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Perfetto il vestito, perfetta è anche Emma Watson nei panni di Belle. Dolce e coraggiosa incarna precisamento lo spirito della principessa Disney moderna capace di tenere testa al contendente di turno e di lottare per quello che crede sia giusto. Ma anche tutti gli altri attori sono ben orchestrati da Bill Condon, persino lo slavato Dan Stevens – già visto nei panni di Lancillotto in Notte al museo – Il segreto del faraone – che è addirittura più credibile nei panni della bestia che in quelli del principe redivivo (lo ammette persino Belle con battuta finale che non vi sveleremo per non rovinarvi la sorpresa). Le voci italiane riescono a non far sentire troppo la mancanza dei corrispettivi originali (affidate ad attori del calibro di Emma Thompson, Ian McKellen, Stanley Tucci ed Ewan McGregor), tranne quella narrante che introduce la storia, affidata a una poco strutturata Vittoria Puccini.

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Una considerazione a parte merita la polemica insorta riguardo al fatto che il live action Disney La Bella e la Bestia è il primo film Disney a presentare un personaggio apertamente omosessuale. Non preoccupatevi però se pensate che questo possa disturbare i bambini. Josh Gad (già voce originale di Olaf in Frozen – Il regno di ghiaccio) interpreta un equilibrato e sobrio Le Tont, che tradisce la sua segreta inclinazione soltanto da alcune movenze e parole.  Diventa palese nella scena finale del film, ma solo ai più attenti poichè solo per un secondo Le Tont viene visto ballare con un altro scagnozzo di Gaston. Un dettaglio a cui daranno sicuramente più imporanza i genitori rispetto ai bambini che, più interessati ad altre cose, probabilmente nemmeno se ne accorgeranno.

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Né Alex né Giorgio hanno minimamente considerato sconvenienti gli atteggiamenti di LeTont,  pur avendo avuto due approcci completamente diversi al film. Mentre Alex ha apprezzato la trasposizione live action e preferito vedere la storia raccontata da attori in carne e ossa che hanno reso la visione più viva e pulsante, Giorgio ha continuato invece a rimarcare le differenze con il cartoon, disturbato dal fatto che non fosse una mera copia del classico animato, per quanto molto simile. Entrambi però si sono sentiti come risucchiare all’interno dello schermo, irresistibilmente attratti dalle scene d’azione e conquistati dal personaggio della Bestia, burbero e rude fuori ma dolce dentro. Alla fine, mentre Giorgio era diventato irrequieto per l’eccessiva lunghezza del film, Alex è stato invece molto contento di aver avuto la possibilità di scoprire qualcosa di più sui personaggi.

Attenzione ai titoli di coda, è qui che si trovano le canzoni cantate da John Legend e Ariana Grande, Celine Dion e Josh Groban. Un consiglio, se potete, guardate La Bella e la Bestia in lingua originale per poter godere appieno dei testi e delle canzoni anche all’interno del film.

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