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Incredibile viaggio verso l’ignoto, Disney ai confini della realtà


Visto con Riccardo, 9 anni

Incredibile viaggio verso l’ignoto, Disney ai confini della realtà

Un viaggio alla ricerca di un passato misterioso, che inizia come un episodio di Ai confini della realtà ma perde mordente nella seconda parte

di Demis Biscaro 12/11/2015

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Morti i genitori adottivi, i fratellini Tony e Tia vengono affidati alle cure di un orfanotrofio. I due però non sono bambini qualunque: Tony può muovere gli oggetti col suono della sua armonica a bocca, mentre Tia riesce a prevedere eventi futuri negativi e a comunicare con gli animali. Fratello e sorella possono inoltre tenersi in contatto telepaticamente. Ben presto però cadono nelle mani di Aristotle Bolt, un miliardario determinato a sfruttare i loro straordinari poteri per arricchirsi ancora di più, ma riescono a fuggire facendosi aiutare da Jason O’Day un attempato camperista solitario. Sarà l’inizio di un viaggio che li condurrà alle radici del loro passato alla scoperta della loro vera identità.

Parte bene questo film Disney del 1975, con un’atmosfera a metà strada tra i rassicuranti romanzi inglesi per ragazzi di inizio ’900 e la sottile inquietudine dei migliori episodi di Ai confini della realtà. L’oscuro passato dei due orfani, i loro inspiegabili superpoteri, la strana scatoletta che Tia porta sempre con sé, le frammentarie visioni dell’incidente in barca nella loro primissima infanzia: tutto concorre ad accrescere il senso di mistero in cui è immersa la storia. Se si aggiunge il volto tutt’altro che rassicurante di Donald Pleasence, le premesse per un film avvincente ci sono tutte.
Non male neppure la colonna sonora, che accompagna le visioni della piccola Tia con suoni dissonanti e freddi.

E in effetti Incredibile viaggio verso l’ignoto si fa guardare con una certa attenzione nella prima parte ma da metà in poi si trasforma in un road movie che ha il sapore di una scampagnata fuori porta. Il senso di minaccia accumulato fino a quel punto si sfilaccia in un inseguimento che, invece di accelerare il ritmo in vista della rivelazione finale, si adagia su un sentimentalismo a buon mercato che riporta il film nell’alveo delle più tradizionali pellicole Disney per piccoli spettatori.

Il messaggio centrale ruota attorno all’importanza della famiglia (allargata) e al suo ruolo insostituibile come punto di riferimento nella vita dei bambini come degli adulti, ma viene banalizzato dai cliché che vanno via via accumulandosi nel finale. E anche l’idea di fratellanza unversale, sottesa a tutta la vicenda, viene inevitabilmente svilita.

In ogni caso Riccardo ha seguito tutta la storia con interesse, più attento nella prima parte e un po’ meno nella seconda, curioso comunque di scoprire il segreto celato nel passato dei due protagonisti (peraltro facilmente intuibile da uno spettatore adulto…). I poteri paranormali dei due fratellini e qualche effetto speciale d’annata hanno ravvivato un pochino l’ultima mezz’ora consentendo al film di approdare in modo tutto sommato scorrevole ai titoli di coda.
Di certo non sale la voglia di vedere il sequel, Ritorno dall’ignoto, di qualche anno più giovane, ma rimane il rammarico per un film che, con un po’ più di coraggio, aveva le carte in regola per diventare un ottimo thriller per ragazzi.

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