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Il vegetale, Rovazzi fa diventare tutti più buoni – La recensione


Visto con Alex, 8 anni, Giorgio, 6 anni

Il vegetale, Rovazzi fa diventare tutti più buoni – La recensione

Un film per tutta la famiglia che esalta i buoni sentimenti contro la società moderna. Con Fabio Rovazzi maturo per il grande schermo e una simpaticissima Rosy Franzese

di Karin Ebnet 17/01/2018

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Ha il sapore di un film d’altri tempi, pur raccontando il mondo di oggi, il nuovo film di Gennaro Nunziante, regista e sceneggiatore che già in coppia con Checco Zalone ha saputo dipingere l’Italia dei cialtroni e dei furbetti. Ma mentre Zalone faceva ridere con personaggi politicamente scorrettissimi, capaci però di mettere il dito nelle piaghe della società moderna come pochi, Il vegetale è completamente all’opposto, puntando tutto su un personaggio gentile e onesto fino al midollo, a volte persino troppo.

A interpretare il protagonista, Disney, che per realizzare il suo secondo film originale italiano dopo Come diventare grandi nonostante i genitori diretto da Luca Lucini ha dovuto sudare sette camicie per convincere gli Usa a finanziare il progetto, ha voluto scommettere sull’idolo dei bambini di oggi: Fabio Rovazzi. Un ragazzo giovanissimo che tra web e musica ha saputo parlare ai più giovani puntando molto su messaggi positivi.

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Ed eccolo allora debuttare al cinema con una sicurezza e un talento molto lontani dai deboli tentativi di altri suoi colleghi di youtube e musica (pensiamo a Game Therapy o Classe Z su tutti). Rovazzi sul set è a suo agio. Con quel viso pulito, l’aria da bravo ragazzo, il fisico mingherlino che fa venire voglia a tutte le mamme di portargli da mangiare pentole di pasta al sugo, conquista subito la fiducia di chi pagherà il biglietto del cinema per vederlo.

Anche perché nel film ci mette la faccia e anche il nome, trasformando Il Vegetale in una versione parallela di chi sarebbe potuto essere Fabio Rovazzi se non avesse intrapreso la strada delle canzoni orecchiabili che piacciono tanto ai bambini (e anche ai grandi). Protagonista del film è infatti Fabio Rovazzi, un ragazzo di 24 anni nato a Lambrate (Milano), laureato in Scienze della comunicazione che cerca di trovare la propria strada facendo colloqui nelle grandi società. Ma le prospettive, soprattutto per un ragazzo totalmente incapace a raccontare bugie, non sono molto buone. Tra stage non retribuiti (o retribuiti pochissimo) e lavori occasionali non è facile per un giovane guardare al futuro, soprattutto se alle spalle non ha una famiglia che lo appoggia, anzi…

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A Fabio, ingenuo cronico, non pare vero accettare uno stage in una cittadina del rietino, pensando di poter finalmente fare la differenza. Peccato però che si ritroverà in giacca e cravatta a dover raccogliere pomodori e curare greggi di pecore. Oltre a doversi occupare della sorellina che lo considera, come il padre finito in coma dopo un incidente, un vegetale. Ovvero un “cretino” incapace di assumersi qualsiasi responsabilità. Fabio dimostrerà che non è vero, che non bisogna per forza essere disonesti per andare avanti e che i buoni sentimenti vincono su tutto, anche su una società dove a dominare solitamene sono gli squali.

Gennaro Nunziante ha confezionato così un film perfetto per le famiglie in stile Disney. Non ci sono parolacce e non compaiono scene che rimandino in qualche modo al sesso (non si vede nemmeno un bacio), ci sono invece l’esaltazione del pensiero positivo, della pazienza, della gentilezza oltre che a un ritorno ai valori della natura e del vivere sano, quanto mai importanti al giorno d’oggi.

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Si ride con Il vegetale, ma non con quella risata sguaiata che accompagna l’ennesima trovata di Zalone. Qui la risata è più calcolata e ritmica, arrivando quasi a sorpresa nelle battute più riuscite (il lato comico è riservato quasi esclusivamente al più bonaccione dei personaggi interpretato da Alessio Giannone – in una parola: perfetto) per spezzare il sorriso che aleggia costantemente sul viso. Perché il pregio de Il vegetale è quello di mettere di buon umore, soprattutto i genitori che possono accompagnare i figli al cinema a vedere un film che non sia d’animazione o di stampo straniero per un divertimento unico per tutta la famiglia.

Una vera sorpresa è in più la piccola Rosy Franzese, perfetta nel ruolo della sorellina acida, viziata e dal carattere deciso che si farà pian piano conquistare dalla bontà di Fabio. Speriamo di ritrovarla presto al cinema in tanti altri ruoli.

Ideale per i bambini in età scolare (quelli più piccini potrebbero fare troppa fatica a seguire una trama così incentrata sul tessuto sociale dell’Italia di oggi), Il vegetale è piaciuto tantissimo ad Alex e Giorgio, che hanno ritrovato al cinema il loro idolo del web. Talmente assorbiti da storia e personaggio da non accorgersi nemmeno di aver visto un’altra persona sullo schermo. Non Rovazzi il ragazzino che imitano tra modi di dire e mossette, ma Fabio l’attore (forse sarebbe meglio chiamarlo FaBio?) quello che ha scoperto di avere davanti a se un futuro molto più brillante dei suoi coetanei ventiquattrenni costretti ancora a passare da uno stage all’altro.

Qui sotto la recensione di Alex:

 

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