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Il grande orso, alla scoperta di una natura straordinaria


Visto con Veronica 7 anni

Il grande orso, alla scoperta di una natura straordinaria

Una delicata e magica avventura di due fratelli alla scoperta di una natura incontaminata

di Pierpaolo Turitto 5/07/2013

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Sofia e suo fratello Jonathan in visita dal nonno, scoprono la “grande foresta” nascosta dietro un muro del cortile, dove ormai non vive più nessuno. Tra la fitta vegetazione si nascondono strani animali dalle grandezze innaturali. Sofia, la più piccola, è la prima ad avventurarsi, seguita a breve da Jonathan. Lì conosceranno un Orso gigante, che per non farsi trovare dal suo acerrimo nemico, il cacciatore, usa gli alberi come copertura mimetica. Sofia, più istintiva ed empatica, non ha paura di Mister Orso ma anzi ne diventa subito amica. Jonathan, al contrario, si schiera inizialmente con il cacciatore, per comprendere solo in un secondo momento che uccidere l’Orso è un gesto crudele e privo di senso.
Il Grande Orso è un film danese prodotto nel 2011, che giunge solo ora in Italia grazie all’impegno della piccola casa di distribuzione Poker Entertainment che ci ha giustamente creduto. L’animazione è di buona qualità, anche se non raggiunge i livelli tecnici e di originalità americani o giapponesi.
La storia al contrario è interessante e originale, e ha il grande pregio di non cadere in un buonismo esagerato, come spesso accade. Sullo schermo rivive l’eterno scontro tra l’uomo e la natura, la profonda incomprensione che il primo nutre nei confronti della seconda e il suo desiderio di dominarla e asservirla ai suoi bisogni.
L’uomo veste i panni di un cacciatore, solitario e costantemente sulle tracce del grande orso, disposto persino a incendiare la foresta pur di catturarlo. La natura ha il manto peloso dell’orso, protetto dalla vegetazione e anche dagli altri animali, che fugge e si mimetizza, ma, distratto dalla nuova amicizia con la piccola bambina, finisce per scoprirsi e per mettere a rischio l’incolumità sua e di tutta la foresta.
Eppure l’umanità è raffigurata anche nella bambina, che priva di dubbi, di paure e senza bisogni di controllo, può convivere con l’orso e con gli altri animali. Anche il fratello, più grande, sebbene non stabilisca immediatamente un contatto con l’orso, e si avvicini con diffidenza, riesce poi, immerso nella natura e nelle sue magie, a comprendere il valore e dove risieda il giusto.
Affascinante anche l’idea di mutare le dimensioni degli animali, per comunicare ai bambini il fatto che le misure non contano, ponendo così ancora più l’attenzione sul valore dei gesti.
Un bel film, con i bambini protagonisti e gli adulti destinati a riflettere.
Veronica che sedeva accanto a me ha seguito la trama evolvendo con essa le sensazioni provate.
Inizialmente la figura possente dell’orso l’ha intimorita, poi, comprendendo la bontà dell’animale e per empatia con la bambina del film, si è schierata con lui e ha iniziato a temere per la sua sorte, non capendo l’ottusa ostinazione assassina del cacciatore.

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