Recensioni

Il figlio di Babbo Natale, largo ai giovani!


Visto con Riccardo, 6 anni

Il figlio di Babbo Natale, largo ai giovani!

Una valanga di risate per tutta la famiglia, tra slitte suspersoniche, conflitti intergenerazionali e un esercito di elfi al servizio dello spirito del Natale.

di Demis Biscaro 10/01/2013

0

http://www.movieforkids.it/wp-content/uploads/2013/01/figlio-babbo-natale-recensione-grande.jpg

Al giorno d’oggi Babbo Natale dispone di strumenti strabilianti per recapitare i doni: una gigantesca astronave rossa, un esercito di elfi ben addestrati e una base di controllo avveniristica collocata sotto i ghiacci del Polo Nord, da cui il figlio maggiore Steve dirige tutte le operazioni con efficienza marziale. Purtroppo durante l’ultima consegna un regalo è rimasto nell’astronave ma né Steve né suo padre sembrano intenzionati a rimediare alla svista. Sarà invece il figlio minore Arthur, imbranatissimo ma entusiasta sostenitore dello spirito natalizio, a riportare agli antichi fasti la vecchia slitta per recapitare, con l’aiuto del nonno e dell’elfa Bryony, l’ultimo pacchetto affinché neppure un solo bambino abbia a restare deluso.

Come già avvenuto per Giù per il tubo la Aardman abbandona la tecnica della Claymation (stop-motion con pupazzi di plastilina) che ha fatto la sua fortuna (Wallace & Gromit, Shaun, Galline in fuga) per realizzare in collaborazione con la Sony Picture Animation un lungometraggio tutto in computer grafica. Partendo da una trama assolutamente lineare la casa di produzione inglese riesce a dar vita ad un immaginario natalizio originale e convincente che, rivisitando la tradizione secondo una prospettiva moderna e ultratecnologica, si diverte a fare il verso con ironia agli action movie in stile 007 e Mission Impossible. Inutile precisare che le sequenze d’azione sono, come sempre, superbe. La scena in cui Bryony impacchetta una bicicletta da bambina mentre Arthur ci sta pedalando sopra è un esempio magistrale di come montaggio e scelta delle inquadrature possano rendere comprensibili e straordinariamente spassose anche le sequenze più frenetiche, in barba a tanta cinematografia, anche recente, che scambia la dinamicità con la confusione.

Gli ambienti sono ricreati con una CGI soffusa e avvolgente, che indugia deliziosamente nelle sfumature per restituire un orizzonte visivo confortevole e verosimile ma nel contempo aperto ad accogliere credibilmente personaggi ed elementi fantastici.
Il commento di Riccardo durante i titoli di coda è stato quello che gli sento ripetere ogni volta che vediamo un film della Aardman: “Bello! Fa ridere un sacco!”. E come dargli torto? Con Il figlio di Babbo Natale si ride davvero tanto, ma piú di tutto si ride felici di ridere, a voce alta e di gusto, a fronte di un umorismo intelligente e mai volgare che nasce dai brevi dialoghi tra i personaggi, comprensibili anche dai bambini, e da un’eloquente espressività dei volti. Mio figlio ha letteralmente adorato Nonno Natale, prototipo del vecchietto arzillo ma un po’ squinternato, che è la principale fonte delle gag demenziali del film ed ha una mimica facciale molto marcata. Ma si è affezionato anche agli elfi, zelanti e disciplinati fino all’assurdo, che costituiscono una spalla comica corale irresistibile (memorabile la scena in cui Bryony si incarta la testa prendendo alla lettera un rimprovero come se fosse un ordine).

Inoltre, rispetto a Giù per il tubo, la pellicola può vantare una gestione piú articolata dei protagonisti a ciascuno dei quali viene assegnato un ruolo specifico. Se il Nonno rappresenta l’esperienza e Steve la razionalità metodica, Arthur incarna la dedizione disinteressata all’ideale e col suo prorompente ottimismo si guadagna l’istintiva simpatia degli spettatori. Ma a questo proposito il messaggio del film è chiaro: nella vita il cuore non basta, ci vogliono anche destrezza e cervello perché sebbene il giovane Arhtur, col suo ingenuo e trascinante entusiasmo, sia il motore di tutta la storia è pur vero che mai sarebbe riuscito a raggiungere il suo obiettivo senza la lezione di vita del Nonno e la collaborazione del fratello.

Sul versante opposto il Babbo Natale in carica si trova invece svuotato sia della passione del figlio che dell’esperienza del padre, esperienza che non è riuscito ad accumulare a motivo dell’inarrestabile avanzata del progresso tecnico che lo ha sollevato da una grossa mole di incombenze ma che di fatto si colloca al di fuori del suo controllo. In questo non è molto diverso da numerosi ultrasessantenni di oggi che, ugualmente distanti sia dalla tradizione che dalle nuove tecnologie, si ritrovano ad occupare un ruolo acquisito nel passato a cui caparbiamente non vogliono rinunciare, benché non siano piú in grado di assolvere al loro compito in maniera adeguata.

Per fortuna “c’è sempre tempo per il fiocco!”, come ripete spesso Bryony, e cosí di fronte al commosso stupore di Arthur che osserva incantato la piccola bambina che scarta il suo dono, Santa Claus comprende che il Natale non può essere ridotto ad una mera occasione di affermazione personale e cede il passo al suo piú degno erede. Lo spirito del Natale, ancora una volta, è salvo!

Vai alla scheda Cinema
Vai alla scheda Home Video

© Riproduzione riservata


This entry was posted in Senza categoria on .

Inserisci un Commento