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I 7 Nani, la fiaba mash-up che piace ai piccoli


Visto con Alex, 6 anni, Giorgio, 4 anni

I 7 Nani, la fiaba mash-up che piace ai piccoli

Il film rimescola elementi di diverse fiabe per creare qualcosa di originale con un unico obiettivo: far divertire i più piccoli. Missione centrata in pieno grazie alle numerose gag che aiutano a trasmettere messaggi e tematiche positive

di Karin Ebnet 29/04/2015

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I sette nani non sono solo Dotto, Eolo, Brontolo, Pisolo, Gongolo, Mammolo e Cucciolo. Nel film I 7 nani, facciamo infatti la conoscenza di Nuvolo, Splendolo, Rambolo, Sveltolo, Cremolo, Muscolo e Bobo. I piccoli amici di Biancaneve che, da semplici spalle “comiche”, si sono trasformati in veri e propri protagonisti con il compito di salvare la principessa di turno da un brutto sortilegio. Come in ogni fiaba che si rispetti, infatti, una strega in cerca di vendetta ha lanciato una maledizione nei confronti della neonata Rose: «prima dei suoi 18 anni si pungerà con qualcosa di appuntito e lei – insieme al suo regno – verrà “congelata” in un sonno profondo dal quale si potrà risvegliare solo col bacio di vero amore». Saranno però i nani, intrapreso un coraggioso viaggio verso il castello della malvagia strega, a salvare davvero la situazione.
Questa pellicola tedesca, come già altre prima di lei, in primis Shrek, rimescola elementi di diverse fiabe per creare qualcosa di originale, ma lo fa pensando ai più piccoli. In un’era in cui i cartoni animati partono da un pubblico infantile ma strizzano sempre l’occhio a quello adulto cercando di ampliare il più possibile l’età degli spettatori, I 7 Nani ha invece il grande pregio di essere pensato, strutturato e realizzato con l’unico obiettivo di divertire i bambini. E ci riesce in pieno. I numerosi riferimenti alle fiabe più conosciute, le tante gag e trovate “moderne” (vedi i riferimenti a Youtube con il duo canterino formato dallo squalo e da una foca), le canzoncine orecchiabili e la fluidità dell’animazione permettono a tutti di affezionarsi ai personaggi. Primo tra tutti il drago depresso Barny, protagonista di una toccante scena che mette in luce il chiaro messaggio anti-bullismo del film: nessuno va lasciato solo, deriso o abbandonato. Tutti sono importanti, ciascuno a modo suo e con la sua singolare personalità. Dal nano meno intelligente ma più buono Sveltolo, all’avventuroso Rambolo, fino al pasticcione Bobo, come pure Barny, drago insoddisfatto della sua “carriera da cattivo” che sogna soltanto un futuro da ballerino di Tip Tap. Un film dunque da guardare con attenzione per cogliere tutte le importanti tematiche che tocca, come il potere dell’amicizia, della solidarietà, della fiducia e della compassione.
Alex e Giorgio sono rimasti subito conquistati dal drago, che prima un po’ temevano ma del quale poi hanno subito compreso la vera natura. Hanno imparato presto a memoria le canzoncine e hanno trovato profondamente antipatica la cattiva Perfidia, tanto che durante la proiezione continuavano a tirare pugni immaginari nella sua direzione per cercare di difendere la principessa Rose, di cui Giorgio si è addirittura innamorato: «è bellissima, vero mamma?». Un film che rimarrà nel cuore anche per via della prima cotta cinematografica. Non è da tutti.

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