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Heidi, la didattica del quotidiano


Visto con Marco, 4 anni

Heidi, la didattica del quotidiano

Scoprendo il mondo (reale, non di fantasia) intorno a lei, la nota bambina delle Alpi lo spiega agli spettatori. Una perfetta armonia tra insegnamenti e avventura.

di Luca Maragno 10/11/2012

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Non ci sono nemici da sconfiggere, né missioni da compiere. C’è “solo” una bambina che dai cinque agli otto anni vive sulle Alpi svizzere. Noia? Niente affatto, perché il mondo, quello vero e reale che ci circonda non è nient’affatto noioso. Tanto meno quello di Heidi, che passa le giornate a scoprire la natura della montagna, qui ritratta in maniera egregia: chi ha avuto la fortuna di frequentare quei posti come il sottoscritto ritroverà nel cartone animato le identiche atmosfere, mancano solo i profumi.
Chi non conosce il cartone non pensi che sia un modo “scolastico” di proporre una serie di nozioni sulla natura. Il bello di Heidi sono le sue avventure, che sono tanto ordinarie quanto interessanti. Il rapporto con il nonno burbero, il disagio della convivenza con la dispotica signorina Rottenmeier, la voglia di aiutare l’amica Clara a lasciarsi alle spalle la sedia a rotelle per ritrovare il coraggio di camminare di nuovo, ma anche solo assistere alla nascita di una nuova capretta o aiutare un uccellino caduto dal nido piuttosto che costruire una slitta per gareggiare coi compagni di scuola o fermarsi a leggere libri di fiabe per una vecchina ormai cieca, sono solo alcuni dei mille esempi di quanto la quotidianità di Heidi possa essere un’avventura emozionante per gli spettatori, soprattutto per i più giovani che devono ancora imparare le cose più semplici della vita. Heidi, insomma, è la didattica del quotidiano, insegna le cose del mondo semplicemente grazie all’allegria e all’entusiasmo con cui la protagonista affronta ogni giornata. Marco è stato completamente assorbito dal cartoon per un bel pezzo della sua vita al ritmo di una puntata al giorno e a distanza di tempo non gli manca la voglia di rivederlo. Le gamma delle sue reazioni non è mai stata così varia: dalla goliardia nell’imitare il pastorello Peter che mangia ingozzandosi, alla tensione emotiva con lacrime trattenute (almeno così mi è parso, ma si trattengono a quell’età?) per certe situazioni con protagonista Clara. Soprattutto con Clara si è sentito spesso in dovere di aiutarla, proprio come suggeriva Heidi.
I suoi oltre 30 anni (la serie è del 1974) si fanno un po’ sentire: formato 4/3, animazione e disegni un bel po’ grezzi e un ritmo del racconto lento rispetto all’ipervelocità odierna. Ma ha anche dei vantaggi: come ho spiegato nell’articolo Heidi e i bei cartoni scorretti di una volta, le situazioni proposte sono libere dall’onnipresente “politically correct” diffuso oggi. La serie è stata appena rimasterizzata in un bella edizione distribuita da CG Home Video con immagini e colori davvero brillanti.

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