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Gaiking, draghi, robot e spirito di squadra


Visto con Riccardo, 7 anni

Gaiking, draghi, robot e spirito di squadra

Un robot dal design affascinante è protagonista di un anime drammatico ma povero di sviluppi narrativi e di approfondimenti psicologici sui personaggi

di Demis Biscaro 6/02/2013

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Sviluppato a partire da un’idea di Go Nagai, Gaiking il Robot Guerriero (in originale Daiku Maryu Gaiking ovvero Drago Demone Spaziale Gaiking) è un anime robotico che narra lo scontro tra i terrestri e gli abitanti del pianeta Zela, assoggettati al volere di Black Darius, un gigantesco automa creato dagli stessi zelani perché salvasse il loro pianeta dalla distruzione. A difendere la Terra ci pensano il Dottor Daimoni e l’equipaggio del Drago Spaziale, una base volante che ospita al suo interno tre veicoli ausiliari (Buzzolar, Skylar e Nessak) e un robot molto potente, il Gaiking, che nasce dall’unione della testa del Drago Spaziale e di altri due componenti. A pilotarlo c’è Sanshiro, un ex giocatore di baseball molto coraggioso ma anche particolarmente irruento.
Da qualche tempo mio figlio Riccardo ha letteralmente perso la testa per questo robot. A favore della serie gioca una componente drammatica non indifferente, dovuta alle ridottissime parentesi comiche e soprattutto al fatto che spesso gli zelani che combattono in prima linea contro i terrestri agiscono sotto ricatto del perfido Darius di cui sono essi stessi vittime innocenti (in piú di un episodio questi prefericono suicidarsi piuttosto che colpire i terrestri). Il team del Drago Spaziale inoltre ha una struttura più articolata rispetto alle formazioni tipiche di altri anime, differenziandosi nettamente dal celebre quintetto formato dall’eroe, il tenebroso taciturno, il ciccione, la ragazza e il bambino (caratteristico ad esempio di Getta Robot, Vultus V e Gatchaman). Ogni componente del team ricopre un ruolo ben determinato all’interno del Drago Spaziale che diventa un’efficace arma di difesa solo se ciascuno adempie al proprio compito adeguatamente. La vittoria sui nemici infatti non è quasi mai frutto esclusivo dell’azione superoistica di Sanshiro quanto piuttosto dell’attacco coordinato del Gaiking e dei mezzi ausiliari. Tanto che in piú di un episodio la sicurezza della Terra viene messa a repentaglio proprio perché qualche elemento del gruppo intraprende delle azioni rischiose senza tener conto del bene comune, che viene sempre considerato un valore superiore. Ne risulta un significativo messaggio sull’importanza dello spirito di squadra e della collaborazione in vista del raggiungimento di un obiettivo fuori della portata del singolo.
Ma il vero punto di forza, inutile nasconderlo, è il mecha design del Gaiking, particolarmente originale e affascinante: un robot che al posto del busto ha una gigantesca testa scheletrica di drago è innegabilmente un colpo di genio (per inciso Daltanious e il suo leone Beralios sono arrivati tre anni dopo…). Non c’è dubbio che a mio figlio Riccardo l’anime piaccia principalmente per questo motivo (ha impiegato un pomeriggio per costruirsi un modellino del Gaiking coi Lego!). La sua arma preferita è la scossa elettrica che Gaiking infligge ai mostri dell’Orrore Nero con le sue lunghe corna ricurve. Ma anche i veicoli di supporto esercitano su di lui una certa attrattiva, per via del loro design inusuale ispirato alle forme di alcuni animali preistorici: Buzzolar assomiglia a un triceratopo, Skylar a uno pterodattilo e Nessak a un apatosauro.
Purtroppo la serie soffre anche di pesanti limitazioni. Innanzitutto la storia non presenta sviluppi degni di nota. Ogni episodio è strutturato secondo la tradizionale scansione in quattro fasi (equilibrio iniziale / attacco nemico / sviluppo drammatico / combattimento finale) che viene riproposta in modo ripetitivo in tutti gli episodi. I mecha dei nemici non sono di particolare rilievo e anche i mostri non condividono una linea grafica comune, a parte il fatto di essere quasi sempre molto piú grandi del Gaiking stesso. La psicologia dei personaggi principali poi è sostanzialmente piatta e priva di evoluzioni e lo stesso pilota del Gaiking Sanshiro ha una personalità irruenta ma povera di travagli interiori. Ad esempio è del tutto assente qualsiasi forma di contrasto intergenerazionale che in diverse serie invece si manifesta sotto forma di un rapporto conflittuale col padre (naturale o putativo), come in Jeeg, Danguard o Il Grande Mazinga.
Nel 2005 Go Nagai ha prodotto una rivisitazione di questo anime, intitolata Gaiking – Legend of Daiku-Maryu, sviluppando una storia sostanzialmente nuova attorno al mecha design originale, opportunamente rivisto alla luce di un più moderno stile grafico. Il risultato è un prodotto intrigante, con un taglio piú adulto, che si fa apprezzare sia a livello visivo che narrativo.
Da qualche anno inoltre circola in rete un teaser trailer niente male su un presunto film live action ispirato al Robot Guerriero ma finora, con sommo disappunto dei fan, nelle sale cinematografiche non si è ancora visto niente. Quando (e se…) la pellicola approderà in Italia non c’è dubbio che Riccardo ed io saremo lì in prima fila a goderci le meraviglie dell’invincibile Drago Demone Spaziale.

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