Recensioni

Dragons – I cavalieri di Berk, il pregio della serialità


Visto con Alex, 4 anni, Giorgio, 2 anni

Dragons – I cavalieri di Berk, il pregio della serialità

La storia, passando dal grande al piccolo schermo, non risente dell'elasticità di una serie tv, mantenendo la freschezza, l'humor e la profondità dei temi trattati nel film, nonostante manchi completamente la figura di un vero villain

di Karin Ebnet 13/05/2013

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Se c’è una cosa che la DreamWorks sa fare bene è tenere desta l’attenzione sui suoi franchise facendo fare da ponte, tra un capitolo cinematografico e l’altro, alle serie tv. C’è riuscito con successo sia con Madagascar (con lo spin-off sui Pinguini) sia con Kung Fu Panda, e ora, dopo Mostri contro Alieni, è arrivato il turno di Dragon Trainer (e presto replicherà anche con I Croods). Aspettando il secondo capitolo – trovate qui le prime foto – la storia riprende esattamente dove si era interrotta dopo il primo film (e il cortometraggio Il dono del drago uscito a Natale). I draghi sono ormai veri e propri animali da compagnia per quasi tutti gli abitanti di Berk, ma creano molta confusione e tanti, forse troppi, problemi. Non solo è d’obbligo l’ombrello quando sorvolano il villaggio (e noi che ci lamentiamo dei piccioni!), ma rubano il cibo e spaventano gli animali, che hanno così smesso di produrre latte e uova. Un problema da risolvere al più presto, prima che i primi freddi arrivino alle porte e non ci siano abbastanza scorte di cibo per l’inverno. Senza contare che il burbero eremita Mildew cerca di approfittare di questo malcontento per far cacciare gli sputafuoco dal villaggio. Toccherà ancora una volta a Hiccup e ai suoi amici Astrid, Gambedispesce, Moccicoso, Testa Bruta e Testa di Tufo, dimostrare che i draghi sono davvero i migliori amici dell’uomo fondando un’accademia per addestrarli in modo da renderli utili alla comunità. Da qui prendono il via tutti gli episodi della serie, che mostrano man mano le difficoltà che i ragazzi devono affrontare in questa impresa che si rivela tutt’altro che semplice, ma anche tanti piccoli passi avanti che fanno ben sperare e che fanno comprendere come, credendoci davvero e lavorando sodo, si può ottenere qualunque cosa. Come quando hanno provato a far capire a pecore e “mucche” che i draghi sono loro amici e si sono ritrovati tutti in pericolo sotto una tormenta di neve. Ma alla fine i loro sforzi sono stati ben premiati.
Il passaggio dal grande al piccolo schermo potrebbe sembrare un po’ brusco agli amanti del 3D, eppure la luminosità della fotografia, l’accuratezza dei dettagli (vedi la pelle dei draghi o il pelo delle pecore) e l’approfondimento della diversità di caratteri di personaggi e draghi non fa rimpiangere la sala cinematografica. La storia poi non risente dell’elasticità di una serie tv, mantenendo la freschezza, l’humor e la profondità dei temi trattati nel film, nonostante manchi completamente la figura di un vero villain, compensato in qualche modo dalla presenza del rude Mildew. Già nel primo film veniva sviluppata la tematica del rapporto padre e figlio, e venivano messi in evidenza l’importanza di rimanere fedeli a se stessi, il valore dell’amicizia e il coraggio di vivere a testa alta la diversità fisica (Hiccup perde un piede in battaglia come il suo drago, Sdentato, è privo di parte della coda). La serie in più parla di tolleranza, di comprensione e della capacità di reinventarsi a seconda delle situazioni (per esempio l’esperto di trappole per draghi diventa un abile dentista).
I draghi sono al primo posto a pari merito con i dinosauri nella scala di preferenze di Alex, che di conseguenza ama guardare tutto quello che li riguarda. La saga di Dragon Trainer ha però una marcia in più, perché il fatto che Hiccup abbia un drago come animale di compagnia alimenta insaziabilmente la sua fantasia di bambino. È come se ricevesse conferma che i sogni possono davvero diventare realtà. Ora poi che il fratellino è diventato (più) grande, siedono vicini sul divano a contendersi il drago preferito. Che per Alex è quello a due teste, di cui ha anche una piccola riproduzione. Giorgio invece è molto entusiasta del più vivace del gruppo, ovvero Zanna Curva di Moccicoso. Io tifo per Sdentato, mentre mio marito preferisce Tempestosa. A ognuno il suo drago.

La serie va in onda regolarmente su Cartoon Network

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