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Dragon Trainer 2, una famiglia a prova di drago


Visto con Riccardo, 7 anni e Letizia, 3 anni

Dragon Trainer 2, una famiglia a prova di drago

Una storia di formazione spettacolare ed emozionante, con un importante messaggio ecologista e una coraggiosa valorizzazione dell'amore famigliare

di Demis Biscaro 29/08/2014

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A cinque anni dai fatti raccontati nel primo film, Berk si è trasformata in un vero paradiso per i draghi, diventati ormai componente attiva della società vichinga. Hiccup fa coppia fissa con Astrid e per lui ci sono grosse novità all’orizzonte dal momento che suo padre sta per cedergli il ruolo di capo villaggio, benché egli non ne voglia sapere. Durante una missione esplorativa con Sdentato il giovane scopre però che esistono altri cavalieri dei draghi, in lotta contro un personaggio oscuro di nome Drago Bludvist, che sta rastrellando tutti i rettili alati in circolazione per costituire un esercito invincibile. Per Hiccup sarà l’inizio di un’avventura che lo porterà alle radici del suo passato e della sua identità.
Nel perfetto rispetto della regola d’oro dei sequel, Dragon Trainer 2 alza la posta in gioco e lo fa con grande stile. La scena della gara di corsa coi draghi (una versione rustica del Quidditch, con le pecore al posto del boccino) e i voli esplorativi di Hic e Sdentato spostano fin da subito l’asticella della spettacolarità a un livello ben più alto del primo film, trascinando spettatori grandi e piccoli in un roller coaster virtuale tra nuvole e vette innevate, attraverso un cielo denso di luce, solcato a forza di vigorosi colpi d’ala, con tendini e muscoli tesi nello sforzo. Hiccup plana come Iron Man grazie a una tuta superaccessoriata che farebbe invidia a Batman, e al bisogno può sfoggiare una spada infuocata con lama retrattile che lo rende di fatto il primo vichingo-jedi di cui si abbia notizia. Insomma il ragazzo è cresciuto ma non è ancora un adulto, dal momento che non sa quale sia il suo posto nel mondo ed è allergico a qualsiasi responsabilità. Lo attenderà un percorso di crescita insieme doloroso ed esaltante che confermerà una volta di piú la straordinaria potenza dell’amicizia che lo lega a Sdentato.
E accanto all’amicizia, Hiccup sperimenterà in prima persona altre sfacettature dell’amore: l’istintiva attrazione per Astrid, il senso di protezione di un capo villaggio verso la sua gente, lo spirito di sacrificio di un padre nei confronti del proprio figlio e soprattutto quel sentimento indissolubile che tiene unita una famiglia al di là di ogni avversità. Sentimento che è anche un importante viatico per rinsaldare l’alleanza tra le generazioni: infatti solo combinando la spregiudicatezza dei figli con la saggezza dei genitori i nostri eroi riusciranno a sconfiggere il terribile Drago Bludvist. Così mentre la Disney con Frozen e soprattutto Maleficent adegua le proprie storie al trend politicamente corretto delle “famiglie alternative”, la Dreamworks celebra con commozione e un tocco di humour la rinnovata intesa tra un marito e una moglie che il destino aveva tenuto separati per vent’anni, e afferma con vigore che l’identità di ciascuno di noi è radicata nei nostri padri e nelle nostre madri.
La stella di questo sequel è infatti Valka, la ritrovata madre di Hiccup, che negli anni di lontananza è entrata in profonda sintonia col mondo dei draghi, acquisendo la consapevolezza che di fronte alla possente forza della natura, incarnata dai titanici draghi alfa, l’essere umano deve assumere un atteggiamento di devozione e profondo rispetto. Una lezione ecologista dal sapore animista che rimanda inevitabilmente alle opere dello Studio Ghibli di Miyazaki. Non a caso Valka assomma in sé la predisposizione al volo di Nausicaä della Valle del vento e lo spirito guerriero di Mononoke, benché nelle sue movenze ninja ricordi da vicino la bambola n. 7 del film 9.
Tantissima avventura, messaggi importanti ma anche un’immancabile dose di comicità demenziale e una colonna sonora di forte impatto emotivo fanno di Dragon Trainer 2 un’opera completa, adatta a un pubblico di ogni età, grazie ad una macchina da presa che glissa abilmente su tutte le scene potenzialmente cruente.
Riccardo si è fatto letteralmente rapire dalle vedute aeree e dai paesaggi mozzafiato, per non parlare dello scontro epico tra i due giganteschi draghi alfa, tanto da esclamare: “Ma è molto piú bello del primo film!”. E ancora di piú gli è piaciuta la tuta proto-tecnologica di Hiccup, piena zeppa di strani aggeggi. È rimasto invece molto disorientato quando Sdentato, sotto il controllo del drago alfa comandato da Bludvist, ha rivolto le sue fiammate blu contro Hic e suo padre con esiti tragici e solo in seguito ha compreso che la Furia Buia era come ipnotizzata e non sapeva quello che stava facendo. Letizia, invece, ha subito in misura minore il fascino della componente piú avventurosa della storia ma si è divertita molto alle gag comiche e ha seguito gli scontri tra buoni e cattivi con evidente trepidazione.
Comunque sia, Dragon Trainer 2 è un film da guardare e da vivere intensamente in tutta la svariata gamma di emozioni che offre, in attesa del capitolo conclusivo della trilogia.

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