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Dino e la macchina del tempo, un’avventura preistorica


Visto con Alex, 4 anni

Dino e la macchina del tempo, un’avventura preistorica

Dino e la macchina del tempo è un film d'animazione in Computer Grafica realizzato dalla sudcoreana CJ Entertainmente che sa sfruttare molto bene la passione per i bambini per i dinosauri

di Karin Ebnet 2/07/2013

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Dino ha otto anni e una propensione a cacciarsi nei guai. Disubbidiente e temerario, sfreccia a tutta velocità per le strade della città sul suo skateboard motorizzato trovando sempre nuove scuse per le sue immancabili marachelle. Come l’ultima, che lo ha visto infilarsi, con il suo migliore amico Max, all’interno di una sala vietata del museo di storia naturale per ammirare degli scheletri di dinosauro non ancora presentati in pubblico. A beccarlo (ma anche a metterlo nei guai) è stata la sorella Giulia, che lo segue sempre come un ombra per controllarlo. Anche a casa di Max, dove Dino beve di nascosto una bibita gassata vicino all’ultima strampalata invenzione del padre del suo amico, un inventore che ha provato a costruire una macchina del tempo, e accidentalmente la mette in funzione. Tutto ad un tratto i tre ragazzi si ritrovano catapultati milioni di anni indietro direttamente nel nido di un T-Rex. Che li scambia per i suoi cuccioli e li adotta. Ma vivere ai tempi dei grandi predatori non è certo facile e tornare a casa si rivelerà un compito ancora più arduo.
Dino e la macchina del tempo è un film d’animazione in Computer Grafica realizzato dalla sudcoreana CJ Entertainmente che sa sfruttare molto bene la passione per i bambini per i dinosauri. Guardando il film bisogna mettere però da parte la ricerca del realismo per entrare nel mondo dell’impossibile, e non soltanto per quanto concerne i viaggi nel tempo. I rapporti tra genitori e figli sono poco conformi alla quotidianità familiare, così come il modo in cui le persone reagiscono alle situazioni più strane o le motivazioni che spingono i personaggi ad agire (un po’ inconsistenti per esempio sono i motivi che spingono i “cattivi” a cercare di uccidere la mamma T-Rex). Il film dunque è spesso imperfetto, soprattutto per quanto riguarda la creazione di tre piccoli protagonisti, che non sono certo cattivi ma li disegnano così. Giulia, la sorella di Dino, è una perfettina che controlla il fratello manco fosse una stalker. Max, più che un ragazzino di otto anni, ha la fisionomia di suo nonno e Dino è insopportabilmente egocentrico e negligente. Tutto perdonabile se si punta l’attenzione su quello che conta davvero in questo film: ovvero i dinosauri. La T-Rex rosa che adotta cuccioli di altre specie è molto tenera e conquista subito le simpatie e ben disegnate sono anche le gigantesce creature preistoriche. notevoli inoltre le panoramiche d’insieme che ci mostrano il mondo di milioni di anni fa ed è molto interessante anche è la scelta di far parlare due lingue diverse dinosauri e bambini, che tra di loro non riescono a comunicare ma entrambi parlano e si fanno comprendere dai piccoli spettatori.
Dinosauri, avventura e bambini con cui identificarsi… gli ingredienti capaci di conquistare Alex ci sono tutti. Che ha seguito con grande interesse soprattutto le scene d’azione  nella preistoria, come quando Dino cerca di seminare i dinosauri che lo inseguono compiendo le più incredibili acrobazie con il suo skateboard. L’enorme T-Rex che adotta i tre ragazzi poi ha scatenato la sua fantasia, visto che stiamo parlando della sua creatura preistorica preferita. Ed è diventata subito per lui la benamina del film, anche perché è un mamma molto affettuosa. «La mamma T-Rex è buona perchè tutte le mamme sono buone, vero?» ha cercato conferma Alex in un abbraccio. Ed è stato subito coccole-time.

 

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