Recensioni

Diego, l’amico degli animali


Visto con Sara, 8 anni, e Emma, 4 anni

Diego, l’amico degli animali

Una serie animata “interattiva” che svela ai bimbi i segreti degli animali, insegnando loro persino l’inglese

di Paolo Paglianti 7/03/2013

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Diego fa uno dei mestieri più desiderati da tutti i bambini del mondo: vive nella giungla amazzonica insieme ai suoi genitori zoologi, e quando un animale è nei guai, il suo “lavoro” è di correre ad aiutarlo. Lo segue il fedele Baby Giaguaro, lo aiuta la sorella Alicia e ogni tanto gli fa visita persino la più famosa Dora (di Dora l’esploratrice, di cui Vai Diego! è uno spin off). Ogni episodio di Diego segue più o meno lo stesso percorso: il nostro protagonista scopre che un animale sta soffrendo la sete o è intrappolato, lo raggiunge tra mille avventure e poi lo salva. Quasi tutti gli animali sono antropomorfizzati, quindi parlano e hanno espressioni umane, che piacciono molto ai bambini. Ogni episodio della serie si conclude però con una piccola sezione documentarista, in cui viene mostrata una foto dell’animale accompagnata da un mini-quiz sulle informazioni scoperte durante la puntata, riempiendo idealmente un immaginario “album degli animali”. Le mie figlie, dopo aver visto (a volte persino scoperto) il condor o la tartaruga nell’episodio, affrontano questa sfida finale come esame da superare, anche se le risposte sono volutamente molto semplici.
Vai Diego! è un cartone animato “didattico”: nasce, come la cugina Dora, per insegnare lo spagnolo al pubblico degli States, mentre in Italia è localizzato abilmente per fare lo stesso con l’inglese. Diego si rivolge direttamente ai suoi piccoli spettatori come se potesse sentirli, e li incita, per esempio, a pagaiare mentre cerca di sfuggire a una rapida insidiosa, o a saltare per evitare delle sabbie mobili, e spesso lo fa chiedendo di dire “salta” o “corri” in inglese. Da genitore, apprezzo l’escamotage che spinge i bambini a imparare divertendosi: a volte, mi hanno sorpreso tirando fuori la traduzione di un termine decisamente inusuale, come per esempio “rema” o “piega”, che difficilmente avrebbero imparato senza il cartone. In ogni puntata Diego incontra degli enigmi, e invita i suoi spettatori ad aiutarlo a risolverli, indicandogli la posizione di un oggetto, cosa fare in una certa situazione  che strada prendere; anche in questo caso, spesso usa termini in inglese. In questi casi, il cartone diventa quasi un videogioco, in cui viene abilmente simulata l’interattività (che ovviamente non esiste), addirittura con delle pause di attesa per lasciare ai bimbi il tempo di rispondere. Il cartone diventa un vero e proprio gioco, e il genitore può intervenire per indirizzarlo sulla giusta strada.
Le mie bimbe sono delle vere fan di Diego!: anche se hanno visto un episodio per dieci volte, lo rivedono un’undicesima con lo stesso entusiasmo della prima. Il fatto che Diego “parli” direttamente con loro, magari sfidandole a cercare un animale nascosto sullo schermo del TV o chiedendo loro cosa mangino i delfini, le diverte tantissimo, e rispondono anche se comprendono benissimo che Diego non è in grado di sentirle. Naturalmente, le azioni più concitate sono riprodotte nel salotto di casa nostra: per esempio, nelle sopraccitate rapide, creano una specie di canoa con i cuscini, e la più grande spiega alla più piccola cosa fare (che ovviamente fa di testa sua).
Diego ama tutti gli animali: esistono i “cattivi”, solitamente dei predatori che vogliono banchettare a spese dell’animale protagonista della puntata, ma Diego non usa violenza contro di loro. In un episodio, Diego incontra degli scorpioni che gli bloccano la strada: parte il “gioco” di saltarli, ma non perché siano “cattivi” o velenosi, ma per evitare di schiacciarli e far loro male (e alla fine ringraziano pure!).
Una delle caratteristiche di Vai Diego! (e anche di Dora l’Esploratrice) è l’animazione un po’ piatta – addirittura, i personaggi vengono ritratti sempre di fronte: a un occhio adulto sembra assurdo che due persone parlino fra loro guardando nella “telecamera” di fronte, ma la cosa non disturba i bimbi, che invece si fanno coinvolgere dai protagonisti proprio perché si rivolgono direttamente a loro. Una buona parte del successo è dovuto alle canzoni che Diego e compagnia cantano puntualmente, come quella dello Zaino SOS – le bimbe non aspettano altro ogni puntata. Vai Diego! è una serie da vedere anche in famiglia, “giocando” con i bimbi a risolvere gli enigmi proposti dai protagonisti del cartone, suggerendo qualche risposta e facendo lo “spelling” delle parole in inglese (che nel cartone manca del tutto, si focalizza sulla pronuncia). E magari, dopo l’episodio, scoprire insieme ai figli l’animale del giorno su Internet o su un’enciclopedia, per completare il quadro e divertirsi tutti insieme.

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