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Daitarn 3, meganoidi: moderni Faust


Visto con Riccardo, 8 anni

Daitarn 3, meganoidi: moderni Faust

Yoshiyuki Tomino, futuro creatore di Gundam, rilegge il mito di Faust in chiave pop, dando vita a un serie autoironica e disincantata che ha retto molto bene il trascorrere del tempo

di Demis Biscaro 31/03/2015

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Il coraggioso Haran Banjo insieme alle assistenti Beauty e Reika, al flemmatico maggiordomo tuttofare Garrison e al piccolo Toppy formano una squadra eterogenea ma affiatata che lotta contro i meganoidi, spietati cyborg dalle sembianze umane che sotto la guida di Don Zauker e Koros mirano a dominare il mondo. Grazie all’aiuto del robot gigante Daitarn 3, Banjo saprà tenere testa e sbaragliare gli attacchi nemici, fino alla resa dei conti finale.
Nel 1978, a solo un anno di distanza dall’uscita di Zambot 3, anime noto per i suoi risvolti drammatici e il tragico finale, Yoshiyuki Tomino cambia radicalmente registro e porta sullo schermo una serie autoironica, ricca di avventura e con un pizzico di erotismo. I punti di contatto con l’immaginario occidentale sono numerosi e ben visibili: le forme di Beauty richiamano quelle di Marylin Monroe e la figura di Banjo deve molto a James Bond, mentre la messa in scena risente dell’influenza dei fumetti dei supereroi americani (in alcuni episodi compaiono addirittura delle scritte onomatopeiche durante i combattimenti).
Sotto questa veste insolitamente occidentalizzata ritornano però temi tipici dell’animazione mecha giapponese, primo fra tutti il confronto/scontro con la figura paterna. I meganoidi sono stati creati su Marte proprio dal padre di Banjo, Haran Sozo, che ha usato la moglie e uno dei figli come cavie ed è stato ucciso dagli stessi meganoidi durante la loro ribellione. Per questo Banjo nutre un profondo risentimento verso il genitore e si è votato alla difesa della Terra con il Daitarn 3, anch’esso costruito da Sozo.
Sorprendentemente non di rado sono gli stessi uomini e donne a chiedere di essere trasformati in meganoidi, per vanità, desiderio di successo, sete di potere o per inseguire una vendetta personale. È il mito di Faust riletto in chiave pop e originato dalla frustrazione di non essere stati capaci di realizzare i propri obiettivi come esseri umani e dalla fallace illusione di riuscirci in virtú delle (presunte) superiori doti di meganoide. Non a caso tutti i comandanti sono dominati da un egoismo titanico che li spinge ad agire sulla base dei propri obiettivi personali, contravvenendo anche ai comandi di Don Zauker e Koros. E una vena di tristezza tipica delle opere di Tomino attraversa molti dei combattimenti finali, quando Banjo si trova a dover fronteggiare anche amici d’infanzia o persone stimate che hanno ceduto alle lusinghe di una vita superumana nelle premesse ma disumana nei fatti.
Gli esseri umani dal canto loro da un lato temono i meganoidi ma dall’altro ne sono attratti per l’aura di superiorità che emanano. Esemplare l’episodio in cui il megaborg Fon Lo, divo del cinema di arti marziali, si fa uccidere in duello dal Daitarn 3 sotto l’occhio delle telecamere col solo scopo di lasciare un ricordo indelebile di sé. E in effetti quando la pellicola viene mandata nelle sale il pubblico, soprattutto femminile, accorre in massa per assistere alla romatica fine del suo mito.
Un altro notevole punto di merito della serie è la colonna sonora, piú strisciante e sofisticata di quella che accompagnava gli anime robotici di Go Nagai, la quale insieme alle surreali ambientazioni urbane, caratterizzate da grattacieli altissimi e piazze semideserte, contribuisce a controbilanciare la vena comica degli episodi con un tocco straniante e quasi surreale.
Il robot protagonista, oltre che per la possibilità di trasformarsi in astronave e carro armato (la trasformabilità è tipica dei robot della casa di produzione Sunrise), si fa ricordare sopratttutto per quella che è l’arma finale piú celebre di sempre, l’attacco solare, con cui viene siglata ogni vittoria. Di grande suggestione anche i megaborg nemici, dall’aspetto sempre diverso e particolarmente fantasioso. Inoltre, essendo questi ultimi degli umanoidi giganti, i combattimenti risultano molto dialogati il che amplifica di molto il pathos dello scontro, aggiungendo sfumature emotive impensabili in altri anime dove invece l’eroe deve distruggere un anonimo mostro meccanico.
A mio figlio però non interessava tanto il robot quanto piuttosto la Mach Patrol, l’auto di Banjo, dotata di pilota automatico ma soprattutto trasformabile in un velivolo capace perfino di affrontare le astronavi nemiche. Nonostante la sua istintiva antipatia per i supereroi americani, ha trovato molto avvincenti le imprese di Banjo, capace di piegare sbarre di acciaio e in grado di escogitare sempre un modo brillante per sfuggire alle trappole dei meganoidi. E al momento dello scontro finale era piú incuriosito dall’aspetto del megaborg di turno che non al combattimento vero e proprio, durante il quale si divertiva a commentare le insolite armi del Daitarn, come i ventagli-scudo, e a osservare le assurde espressioni facciali del robot (altra caratteristica degli anime robotici della Sunrise, come il Trider G7).
Nonostante da bambino non fosse tra i miei robot preferiti, va riconosciuto che Daitarn 3 è invecchiato con stile: la vena autoironica e lo sguardo disincantato con cui vengono dipinti gli esseri umani hanno una nota di modernità ancora fresca e brillante, a differenza del superomismo nagaiano, apprezzabile solo in una prospettiva nostalgica. Merito in gran parte del genio di Tomino che l’anno seguente, nel 1979, avrebbe dato vita a Gundam, cambiando per sempre il mondo degli anime robotici.

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    1. Demis Biscaro

      Vecchio doppiaggio, quello storico. So che il nuovo doppiaggio ha scatenato una ridda di ipotesi, smentite,controsmentite, rivelazioni sulla possibile identità di Don Zauker e Koros e sul destino di Banjo dopo la vittoria sui meganoidi.
      Ho preferito lasciar perdere e concentrarmi su quelli che sono gli aspetti piú evidenti dell’anime, condivisi da entrambe le versioni. E comunque c’era lo stesso da scriverne molto di piú di quello che ho fatto. :)

      1. MCMXC

        Beh, il nuovo doppiaggio ha fatto emergere una verità che a molti, anzi a troppi, è risultata troppo scomoda: Benjo era un pazzo psicopatico assetato di vendetta, mentre Koros non era affatto intenzionata a conquistare la Terra! L’ordine che dava a tutti i comandanti in effetti era semplicemente:”Distruggete il Daitarn”. Conquistare la Terra, schiavizzare gli umani per trasformarli in soldati e cose del genere erano desideri personali dei Comandanti, e Koros lasciava correre perchè in fondo a lei della Terra non importava nulla. Infatti nell’ultimo episodio racconta che il suo desiderio era quello di partire e di trovare un pianeta lontano dal Sistema Solare, dove impiantare una pacifica civiltà Meganoide. Ma questo non era possibile perchè Benjo aveva giurato di ucciderli tutti in nome della sua vendetta personale. Per questo alla fine, dopo aver sterminato i Meganoidi ed aver finalmente appagato la sua vendetta, Benjo guarda la distruzione che ha causato e si chiede:”… ma che cosa ho fatto?”, e per questo alla fine tutti i suoi assistenti lo lasciano e lui resta solo nella villa e riflettere su cosa fare ora della sua vita…

        1. Demis Biscaro

          Io ho visto solo qualche episodio con il nuovo doppiaggio per cui non sono in grado di argomentare né a favore né contro l’interpretazione che tu riporti. Mi limito a osservare che in rete si trovano opinioni riguardo il finale della serie dello stesso tenore di quanto hai scritto tu. Ho anche letto che pare che Tomino stesso abbia dichiarato che Don Zauker era il padre di Banjo in forma di meganoide e Koros la sua amante (non la madre di Banjo!) anch’essa trasformata in meganoide.
          Comunque che la serie non fosse così banalmente comica come di solito si pensa, e che ci fosse un filo di follia che la attraversava lo si intuiva anche dalla colonna sonora straniante e delle ambientazioni urbane quasi surreali (a me mettono i brividi ogni volta che le rivedo).
          E’ certo che l’episodio finale visto col doppiaggio storico lascia parecchi punti scoperti ed è parecchio deludente.
          Ti perciò ringrazio per le tue osservazioni e mi riprometto di recuperare la versione completa col nuovo doppiaggio appena possibile. :)

          1. MCMXC

            A proposito di Tomino… e questo posso confermarlo perchè pubblicarono lo spezzone su YouTube: tempo fa Tomino venne in Italia, e ci fu ovviamente una sessione dove rispondeva alle domande del pubblico. Allora uno gli chiese espressamente quali fossero i veri rapporti tra Benjo, Don Zauker e Koros. Tomino rispose, ed il traduttore disse che la sua risposta era stata:”Chiedetelo a loro!”

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