Recensioni

Conan il ragazzo buono


Visto con Marco, 3 anni

Conan il ragazzo buono

Avventura post-apocalittica in uno dei primi cartoon di Miyazaki. Grande qualità al servizio di tematiche importanti, tra cui la contrapposizione tra società rurale e industriale e i pericoli della tecnologia.

di Luca Maragno 24/09/2012

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Conan il ragazzo del futuro è una serie animata di 26 episodi, diretta da Hayao Miyazaki nel lontano 1978. Siamo di fronte a un caso più unico che raro. E’ un adattamento del romanzo The Incredible Tide di Alexander Key e la qualità tecnica, dalle animazioni, alla regia, ai disegni, e perfino al doppiaggio italiano (in particolare quello del 2007 per l’edizione home video con Luca Ward, la voce di Russell Crowe – e Dario Penne/Anthony Hopkins) è semplicemente fuori dal comune, una spanna sopra gli standard dell’epoca e anche a quelli odierni.
In un mondo post apocalittico il piccolo Conan deve combattere per sopravvivere contro Indastria, una nuova società che vuole sottomettere tutti. Personaggi mai banali (alcuni buffi come Gimsey, altri drammatici come il nonno-scienziato pieno di sensi di colpa per aver distrutto la Terra), dai coprotagonisti alle comparse, molti dei quali galleggiano tra bene e male (il Capitano Dyce, per esempio passa da essere nemico giurato ad amico per la pelle), situazioni emotive adulte (anche morti di personaggi a cui ci si affeziona parecchio), avventura allo stato puro e messaggi morali positivi con livelli di lettura in grado di arrivare a persone di ogni età. Mio figlio lo vede da quando ha tre anni e, infatti, gli piace almeno quanto a me che ne ho trentasei.
Tematiche ancora di grande attualità come lo scontro tra la società rurale dell’isola di High Harbor, dove tutti vivono pacificamente in armonia, e quella industriale di Indastria basata su una tecnologia che dà un potere smisurato e incontrollabile all’Uomo, sono sottotesti che non possono arrivare in maniera esplicita ai bambini, e che non sono nemmeno per forza condivisibili dagli adulti nei loro schieramenti di bene/male. Ma il vero cuore del cartoon sono l’”Avventura”, le relazioni tra i personaggi e soprattutto Conan, un ragazzo buono, coraggioso e pieno di qualità che possono solo far bene se prese come riferimento dai bambino.
Marco lo ha visto all’età di tre anni e a distanza di mesi continua a richiederlo e a rivederlo, arrivando perfino a indicare determinati episodi che evidentemente lo hanno colpito di più: in particolare quello dell’incontro tra Conan e Gimsey, dove prima litigano e poi diventano amici, e quello verso la fine del salvataggio di Lana.

 

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