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Chi ha incastrato Roger Rabbit, un salto nel futuro dell’animazione


Visto con Alex, 4 anni

Chi ha incastrato Roger Rabbit, un salto nel futuro dell’animazione

Nel 1988, esattamente il 22 giugno, quando uscì per la prima volta nei cinema Usa, il film di Robert Zemeckis cambiò per sempre il mondo dell'animazione. A venticinque anni di distanza il film è forse tecnicamente un po' datato, ma conserva intatta la sua forza immaginifica

di Karin Ebnet 22/06/2013

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Bugs Bunny a parte, c’è un solo coniglio ultrafamoso in tutto il mondo: Roger Rabbit, il protagonista di uno dei film a tecnica mista (animazione più live-action)  più spettacolari, avvincenti ed entusiasmanti mai visti che oggi, 22 giugno, festeggia 25 anni dalla sua prima uscita nei cinema Usa.
Siamo nel 1947 e a Hollywood esseri umani e cartoni animati convivono quotidianamente. Roger Rabbit è un attore nei film animati un po’ imbranato che non ne combina più una giusta perché è convinto che la moglie lo tradisca. Per questo R.K. Maroon, il proprietario degli studi presso cui lavora il coniglio, assume Eddie Valiant, un detective privato depresso e alcolizzato, affinché pedini Jessica Rabbit, avvenente donna cartoon strizzata in un provocante abito rosso. Eddie non è molto felice di tornare a lavorare a Cartoonia – non ci mette piede da quando un cartoon ha ucciso suo fratello – ma ha bisogno di soldi e quello è un lavoro sporco come un altro. Dopo aver fotografato Jessica in compagnia di Marvin Acme, proprietario di Cartoonia, mentre erano intenti a giocare a “farfallina” (un innocente gioco per bambini), Eddie spera di non essere più coinvolto in niente di “animato”. Ma non sarà così. Roger infatti viene accusato dell’omicidio di Marvin ed è proprio da Eddie che il coniglio disperato cerca aiuto e protezione dal terribile giudice Morton, che giustizia senza pietà i personaggi dei cartoon sciogliendoli nella salamoia. Ma non è tutto. Appare presto chiaro che l’omicidio di Marvin nasconda in realtà diabolici piani per impossessarsi di Cartoonia e distruggerla. Ma ormai si è formato un duo formidabile…
Se fosse possibile segnare una data precisa per la nascita dell’animazione moderna (quella destinata non più esclusivamente a un pubblico infantile e che ha reso tanto famosa la Pixar, per intenderci), sarebbe il 1988, quando i cartoon fecero un salto nel futuro con l’uscita per la prima volta al cinema Chi ha incastrato Roger Rabbit. Il film fu un enorme successo al botteghino all’epoca e oggi è iscritto tra i 1000 migliori film al mondo (di sempre).  Un traguardo riuscito grazie Robert Zemeckis, che per anni ha insistito con la Disney per venire incaricato della regia, e a Steven Spielberg, produttore della pellicola. Dopo due anni di lavorazione e 82 mila fotogrammi disegnati uno per uno, il film ha impressionato tutti (e vinto quattro Oscar) per l’eccezionale effetto di far muovere insieme nello stesso ambiente personaggi e oggetti animati con attori in carne e ossa. Un effetto che oggi, forse, può apparire un po’ datato, ma che trascina con sé ancora negli anni il fascino dell’impossibile.
Chi ha incastrato Roger Rabbit poi custodisce alcune delle scene e delle battute più famose della storia del cinema. Come quella in cui Jessica Rabbit esclama «non sono cattiva, è che mi disegnano così», oppure quando il giudice Marvin riesce a scoprire dove si è nascosto Roger Rabbit semplicemente istigandolo a finire la frase «ammazza la vecchia…». Senza contare che ha il pregio di aver riunito “sotto lo stesso tetto” personaggi animati di Case di produzioni diverse, così nella stessa inquadratura si vedono Topolino e Paperino (Disney), Bugs Bunny e Duffy Duck, Droopy (Warner), Betty Boop (Paramount) e Picchiarello (Universal) e non solo, nella pellicola compaiono anche Dumbo, Titti, Biancaneve e Campanellino.
Il film è pensato per un pubblico di bambini superiore ai sette anni, non tanto per la parte deliziosamente noir del film, ma perché è un po’ difficile da comprendere a un pubblico meno smaliziato. Ci sono moltissimi riferimenti al sesso, ma velati da uno strato di umorismo che li indirizza direttamente agli adulti e li rende meno facilmente coglibili dai più piccoli, che si fermano più alla superficie di quello che viene mostrato. Ci sono anche alcune scene un po’ impressionabili, come quando viene ucciso Maroon o il giudice Morton viene spalmato da una schiacciasassi. Nonostante questo ho provato a farlo vedere ad Alex, che di anni ne ha solo quattro, ma mastica cinema da quando è nato, adora i film e non si lascia impressionare tanto facilmente. Infatti è rimasto conquistato da Chi ha incastrato Roger Rabbit fin dalla scena iniziale, quando il coniglio gira il film in compagnia di Baby Herman, un bebé tenerissimo che in realtà ha un linguaggio da scaricatore di porto e fuma il sigaro, e gliene capitano di tutti i colori. Impossibile non amare un film che ti fa ridere a crepapelle dalla prima inquadratura. Ha fatto ovviamente un po’ fatica a seguire tutta la trama, tanto che dell’intreccio noir e del piano di Morton per impossessarsi di Cartoonia non ha capito niente (anche se mi ha fatto un mucchio di domande), ma ha compreso quanto basta per affezionarsi ai personaggi, divertirsi alle mille gag e trovate della pellicola e a rimanerci molto male quando alla fine il cattivo viene fatto fuori. «Perché è morto mamma? Io non sono contento che sia morto, meritava un castigo. Bastava quello, vero?». Non so se sarebbe bastato, ma il fatto che mio figlio lo pensi rende il mondo un posto migliore.

 

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