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Cattivissimo Me 2, cinque è meglio di quattro


Visto con Alex, 4 anni

Cattivissimo Me 2, cinque è meglio di quattro

Il film riesce nella "mission impossible" di eguagliare, se non superare, il primo grazie ad una storia ancora più divertente, spigliata e ricca di spunti e gag

di Karin Ebnet 9/10/2013

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Archiviato un passato da cattivissimo, Gru dedica tutto il suo tempo ad occuparsi di Margo, Edith e Agnes, le tre orfanelle che ha adottato. Tormentato dalla vicina di casa impicciona, decisa ad accasarlo con le più improbabili fra le sue amiche, Gru decide di accettare il compito affidatogli dalla Lega Anticattivi, un’associazione segreta sulle tracce dei più temibili criminali. In questo caso il ricercato speciale è il terribile El Macho, colpevole di aver rubato un pericolosissimo siero capace di trasformare chiunque in un’imbattibile macchina da guerra. Ad accompagnare Gru in missione c’è Lucy, una simpaticissima agente speciale che conquista subito il suo cuore e quello delle tre bambine.
I sequel, si sa, non di rado sono una fotocopia spesso sbiadita del film precedente. Cattivissimo Me 2 invece riesce nella “mission impossible” di eguagliare, se non superare, il primo grazie ad una storia ancora più divertente, spigliata e ricca di spunti e gag. Se in apparenza può non brillare di originalità, visto che alla base della storia c’è il sentimento più popolare al mondo, l’amore, in tutte le declinazioni possibili, guardando più in profondità si possono notare divertenti omaggi (come quello a Carmen Miranda), una sceneggiatura accurata e toccante (come quando Gru dice ad Agnes di non crescere mai) e un uso sapiente dei Minion. Un po’ come Scrat nella saga dell’Era glaciale, infatti, sono proprio i piccoli aiutanti a fare da collante tra le varie sottotrame. Ancora più numerosi e ancora più imprevedibili, i Minion sono i principali artefici delle risate del pubblico, con la loro impacciata e candida spontaneità, il loro linguaggio incomprensibile e il loro irresistibile modo di combinare guai. Ma non solo. Sono ancora più trasformisti che mai, cambiano l’abito come fosse una seconda pelle e mostrano persino un paio di insospettabili chiappe (come quelle che compongono il nome del capo della lega anticattivi che rubano ben più di una risata).
Il film però non poggia unicamente sulle loro piccole spalle, perché è l’amore, appunto, il vero fondamento della storia: Gru abbandona il sentiero del cattivo per diventare l’amorevole padre delle tre orfanelle (quando lo si vede vestito da fatina ogni dubbio si volatilizza…), Margo si prende la sua prima cotta per Antonio, il figlio di un ristoratore messicano, Agnes sogna di avere una vera mamma e per questo complotta con le sorelle per iscrivere Gru in un sito di cuori solitari, il Dr Nefario si fa tentare da un nuovo lavoro ma nessuno può toccargli “la famiglia”. Il protagonista però, ferito da piccolo, ha problemi ad affrontare il gentil sesso, almeno fino all’ingresso di Lucy. Ed è proprio lei il cuore pulsante del film. Entra come un fulmine a ciel sereno nella storia e travolge tutti con la sua spigliata allegria, con il suo contagioso buon umore e con la sua inesauribile sete d’avventura.
Il tocco finale sono i colori e la musica. Niente è soltanto bianco o nero: c’è il giallo dei Minion, il viola delle creature trasformate dal siero, l’azzurro di Lucy, il nero di Gru, il rosso di El Macho, il rosa delle bimbe, il bianco del finale… E la colonna sonora è letteralmente travolgente, a partire dal brano Happy di Pharrell Williams (vi sfidiamo a non dimenarvi sulla poltrona!). Non c’è da stupirsi quindi che Cattivissimo Me 2 abbia  sbancato i botteghini e sia diventato uno dei sette film d’animazione che hanno incassato di più nel mondo.
Anche Alex è rimasto folgorato dal film sin dalla prima scena, quando arriva una gigantesca astronave a forma di magnete per rubare un intero laboratorio scientifico. Ha cominciato poi a ridere durante la festa di Agnes, quando Gru si traveste da fatina e precipita in mezzo ai bambini, e si è letteralmente ribaltato dalla poltrona quando ha sentito la battuta “rossetto elettrizzanteeee”, diventata per noi ormai un vero tormentone. Nonostante i Minion siano quelli che più lo hanno divertito, il suo personaggio preferito è Lucy, un po’ perché ha i capelli rossi come la mamma, ma soprattutto perché ha più gadget di 007, dal rossetto, appunto, al sottomarino, fino all’aliante portatile. Ma più di tutto ha amato il finale, prevedibile ma ad alto tasso di romanticismo. E che fa sperare in un terzo capitolo alla… Spy Kids.

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