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Captain America: Civil War, la vendetta ha il suo prezzo – La recensione


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Captain America: Civil War, la vendetta ha il suo prezzo – La recensione

Team Iron Man o team Captain America? In Civil War, il terzo capitolo delle avventure di Captain America, gli Avengers si divideranno in due opposte fazioni reclutando due nuovi supereroi da brivido: Spider-Man e Black Panther

di Karin Ebnet 22/04/2016

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Li abbiamo lasciati in crisi, li ritroviamo divisi. Captain America – Civil War è un film di svolta all’interno del canone Marvel ed è un episodio chiave nella storia degli Avengers perché, pur essendo il terzo capitolo della storia del primo vendicatore, si riallaccia perfettamente alla fine di Age of Ultron, sia per la trama che per le tematiche.

Questo è anche il più emotivo, personale e umano tra i cinecomic Marvel. I supereroi vengono qui visti come uomini e donne che patiscono il senso di colpa per il dolore che causano involontariamente quando compiono il loro dovere. Con il governo delle Nazioni Unite che li vuole controllare per trasformarli in una sorta di mercenari al loro soldo, i vendicatori dovranno decidere da che parte stare, rischiando di diventare dei fuorilegge. La scelta non sarà facile.

Anche perché, orfana di due componenti importanti come Hulk (che alla fine di Age of Ultron ha preferito la fuga) e Thor (impegnato nei conflitti famigliari ad Asgard), la squadra degli Avengers si spaccherà letteralmente in due costringendo coloro che prima erano amici a diventare nemici, e facendoli schierare in due fazioni opposte, complice anche il ritorno di un personaggio noto: il soldato d’inverno. Amico d’infanzia di Steve Rogers, Bucky Barnes è stato riattivato trasformandolo in una letale arma di guerra e Captain America corre a fermarlo per salvarlo. Ma c’è invece chi trama vendetta…

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Team Captain America o Team Iron Man? Sin dalla campagna pubblicitaria del film anche lo spettatore è chiamato a decidere con chi schierarsi. E, nonostante abbia o meno operato una scelta prima di entrare in sala, durante la visione verrà travolto da mille emozioni conflittuali, cercando di decifrare le ragioni che spingono gli Avengers a combattere gli uni contro gli altri, in quello che appare fin da subito come il miglior cinecomic Marvel di sempre.

Tutto viene narrato, forse con un dispiego eccessivo di tempo (il film dura 147 minuti e sarebbe potuto tranquillamente essere accorciato di 20 minuti abbondanti senza troppo danno) e tutto viene spiegato in maniera chiara ed esemplare, e quindi, proprio come ci si aspetta da un prodotto Marvel, tutto torna. La storia, davvero molto complessa per i tanti tasselli che devono trovare una loro giusta collocazione, alla fine si compone perfettamente come un puzzle che ha come tema principale la vendetta.

Tutti hanno perso una persona cara, in molti hanno sete di rivalsa. Ma la vendetta crea una spirale di violenza che innesca una battaglia che non trova mai la sua fine. Ma soprattutto ha un prezzo e… consuma, da dentro. È questo l’importante messaggio lanciato dal film che apre la fase tre del Marvel Cinematic Universe: non lasciare mai che sia l’odio a guidare le proprie azioni ma il perdono, o meglio, la comprensione. In un finale che farà storia, sarà proprio questo il sentimento a dominare e a riportare la pace tra gli Avengers, anche se niente sarà più come prima.

Senza contare che viene approfondito ulteriormente il concetto del valore dei supereroi e della loro esistenza, lanciando come un boomerang la fatidica domanda: i supereroi combattono il male o sono la causa primaria della nascita dei conflitti?

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A fare da contorno a queste tematiche è una pletora di supereroi – Iron Man, Captain America, Vedova nera, Occhio di falco, Scarlet Witch, Visione, War Machine, Ant-Man – che arricchiscono la storia e sono una goduria per gli occhi. In più il film ha il merito di far debuttare due personaggi che avranno moltissimo da dire negli stand-alone a loro dedicati in arrivo nei prossimi mesi: Spider-Man e Black Panther. Il primo, interpretato alla perfezione da Tom Hollande, è senz’altro il più simpatico e adrenalinico Uomo ragno mai visto sul grande schermo. Con un mix di gioventù, innocenza e parlantina sciolta, il personaggio conquista immediatamente, facendo già pregustare la nuova trilogia su Spider-Man. Anche Pantera nera, che qui incarna la ragione e la giustizia, è un personaggio riuscitissimo, di cui già si vuol sapere di più.

Il film, come già Age of Ultron, è molto violento. Gli uomini sono pedine che vengono sacrificati nella guerra tra i supereroi e la drammaticità complessiva della storia, dovuta anche ai conflitti interni che rodono i protagonisti fin nel midollo, non rendono la visione adatta a un pubblico di giovanissimi. Se il nostro consiglio di far vedere Civil War ai maggior di 12 anni può parere un po’ eccessivo, fate però molta attenzione alla sensibilità dei bambini che porterete al cinema. Sin dai titoli di testa le scene di azione si innescano in una spirale sempre più adrenalinica e accelerata. Inoltre sarà necessaria una spiegazione alla fine del film per aiutare i bambini a comporre il puzzle che unisce tutto l’universo Marvel.

PS. Ricordatevi di non alzarvi dalla poltrona finché l’ultimo nome non sia comparso nei titoli di coda. Ci sono due scene post credits che non potete perdervi!

 

 

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