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Bubble Guppies, la commedia musicale sott’acqua


Visto con Olga, 4 anni

Bubble Guppies, la commedia musicale sott’acqua

Sul modello di Dora l’esploratrice e Vai Diego, Bubble Guppies porta sullo schermo le avventure interattive ed istruttive di sei pesciolini alla scoperta del mondo e dei valori importanti per la crescita.

di Adriano Aiello 26/03/2013

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C’è vita, interazione e divertimento nel mondo acquatico di Bubble Guppies. E anche tanto rock! Molto di più che negli altri cartoni animati per più piccoli, tanto che Nick Jr! lo presenta sotto il genere di commedia musicale. L’idea di base è semplice ed efficace: in un ideale mondo sottomarino che ricorda un grande acquario tropicale si muovono i sei piccoli protagonisti che guidati da Mr. Grouper (il loro insegnante) imparano a conoscere il mondo che li circonda, interagendo con il pubblico per condividere le loro scoperte. La struttura segue sempre il medesimo schema: un’introduzione al tema dell’episodio, seguita dal primo momento musicale, una scoperta come motore delle vicende, la spartizione dei ruoli tra i vari Guppies, vari siparietti ironici e musicali e una divagazione sul tema principale.
Sulla falsariga di Dora l’esploratrice e del suo Spin-off Vai Diego, l’allegra brigata dei Bubble Guppies porta sullo schermo le avventure interattive ed istruttive di Molly, Gil e dei loro compagni di classe (tutti con la coda da sirena) focalizzandosi sulla diffusione di valori importanti per l’educazione dei più piccoli, come l’igiene dentale, la raccolta differenziata, o elementi pratici e pedagogici come l’uso dei colori o degli strumenti musicali, la matematica e le scienze.
Rispetto a Dora e Diego però Bubble Guppies svetta per una maggiore cura grafica (davvero sopra la media dei cartoni per età prescolare, anche perché parliamo di un cartone di recentissima realizzazione) e soprattutto per una centralità assoluta dell’aspetto musicale, elemento che ne aumenta il livello di intrattenimento, specie per i bambini molto attirati dalla musica come mia figlia Olga. La sua visione infatti è in assoluto quella più partecipe, rispetto a tutti i cartoni che vede. Salta, balla, ride e chiede la partecipazione nei momenti più concitati. E ovviamente azzecca tutti i quesiti posti, anche con una certa sufficienza, tipica di chi la sa lunga ma accetta di essere trattata da bimba affamata di nozioni. Momento topico l’immancabile parentesi centrale del ballo collettivo, in cui l’energia rock del cartone è indiscutibile. Ma la musica è ovunque, non solo nei momenti di danza ed è spesso l’aspetto tematico centrale degli episodi. Piacevole anche il ricorso a un’ironia facilmente assimilabile anche dai più piccoli.
Un elemento critico che ho invece rilevato è una certa frammentarietà narrativa: nella seconda parte di ogni episodio c’è sempre una parentesi fuori contesto che seppur legata al tema dell’episodio rischia di essere dispersiva. Ma è probabilmente più un rilievo da adulto, perché a Olga la cosa non pare mai creare distrazione o fastidio di alcun genere.

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